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Endometriosi e alimentazione, i consigli

di Lorenza Laudi - 03.02.2021 - Scrivici

endometriosi
Fonte: shutterstock
Endometriosi e alimentazione: come la qualità del cibo aiuta a convivere con la malattia e cosa evitare e che cosa preferire

Endometriosi e alimentazione quanto conta lo stile di vita

L'alimentazione può incidere sull'endometriosi? Ci sono degli alimenti da evitare che potrebbero peggiorare la malattia? E altri che invece sono consigliati?
«Non c'è cibo che diventa medicina, ma ci sono atteggiamenti sullo stile di vita che possono alleviare il dolore e migliorare le cure». Il dott. Ferdinando A. Giannone, biologo ricercatore e nutrizionista, è membro del comitato scientifico di APE – Associazione Progetto Endometriosi – che unisce pazienti volontarie di tutta Italia impegnate nel creare consapevolezza e fare informazione su questa malattia, che colpisce circa 3 milioni di donne solo nel nostro Paesema è diagnosticata dagli 8 ai 12 anni di ritardo. Proprio lui ci spiega la relazione tra cibo, nutrizione ed endometriosi.

In questo articolo

Alimentazione ed endometriosi: il collegamento

Endometriosi e alimentazione: come incide il cibo su questa malattia? L'endometriosi è una malattia cronica, che dura nel tempo, ed è a base infiammatoria. «Per comprenderne la relazione con l'alimentazione non possiamo parlare solo di ciò che bisogna mangiare, ma di tutto lo stile di vita che le donne possono assumere per far progredire più lentamente la patologia, diminuire i sintomi, e far funzionare meglio le terapie mediche. L'atteggiamento e lo stile di vita valgono tanto quanto gli ingredienti che si portano in tavola».

Endometriosi: gli atteggiamenti da evitare

Quali sono gli atteggiamenti che le donne con endometriosi devono evitare? «Ad esempio, in merito all'attività fisica, non bisogna esagerare con sport che possano sovraccaricare il pavimento pelvico, che di solito è la parte dove c'è l'infiammazione. È giusto avere una buona muscolatura e mantenere il peso della norma, ma anche evitare workout molto aerobici o fare sport agonistici nella pesistica, la bicicletta o l'equitazione. Chi fa molta palestra e aumenta l'introito di proteine, infiamma la zona pelvica e questo aumenta il dolore e non aiuta la terapia farmacologica. Stesso discorso vale per chi è sedentaria e in sovrappeso e mette molti zuccheri in circolo. Gli zuccheri possono stimolare ormoni estrogenici, che fanno benzina sula malattia.»
 
La cosa giusta è trovare il giusto equilibrio: fare sport che abbinano respirazione, attività moderata e flessibilità della muscolatura, come ad esempio lo yoga e il pilates, lavorare su stretching e attività antistress.

Alimenti ed endometriosi

Quali sono gli alimenti che possono acuire i dolori dell'endometriosi?
I cibi che possono acuire i dolori sono:
  • sostanze eccitanti (come caffè, tè...)
  • grassi saturi presenti nei cibi animali (come insaccati e formaggi...)
«Le sostanze eccitanti, come caffè, tè, che mettono più estrogeni in circolo. Le donne con endometriosi hanno normalmente più estrogeni in circolo, in particolare con il picco mestruale gli estrogeni fanno crescere il tessuto dell'endometrio e dunque provocare più dolore. Ci sono poi i grassi saturi, presenti nei cibi animali, come insaccati e formaggi, che possono peggiorare la condizione della malattia».
Questo dipende:
  • dalla dose,
  • dalla frequenza,
  • dalla qualità
  • e dall'origine del cibo che mangiamo.

«Assaporare un formaggio una volta a settimana prodotto con il latte di un animale che è vissuto all'aperto, che ha mangiato bene, ha camminato, ha corso, non ha un impatto negativo sulla salute. Stessa cosa vale se scelgo un burro di malga, di vacche che hanno mangiato erba. I prodotti da allevamenti intensivi hanno più grassi e una qualità di grassi peggiore, e i grassi sono infiammatori».

Meglio mangiare il cibo biologico?

 
«Bisogna prediligere prodotti e carni di animali vissuti allo stato brado o da allevamenti biologici. Ci sono sostanze, utilizzare per produrre cibo, che influiscono sugli ormoni. E le donne con endometriosi sono più sensibili a livello ormonale. Ad esempio, i pesticidi con cui si coltiva frutta e verdura: ce ne sono alcuni che si definiscono interferenti endocrini, proprio perché incidono sugli ormoni e questo può influire su alcune malattie, come l'endometriosi, anche se sono nei limiti di legge. Meglio frutta e verdura biologica. E che non sia avvolta in plastiche che possono rilasciare interferenti ormonali. Il consiglio è di avere un'alimentazione dove la qualità e la quantità del grasso sono controllate».
 

Quali alimenti preferire se si ha l'endometriosi?

Gli alimenti da preferire:

  • alimenti ricchi di minerali, vitamine e molecole bioattive
«L'endometriosi è una malattia dalle tante sfaccettature. In base alla zona del corpo che ha colpito l'endometriosi o la storia clinica della paziente, bisogna capire quali alimenti si possono ridurre e quali preferire, come quelli ricchi di minerali, vitamine e molecole bioattive che hanno effetto antiinfiammatorio, antiossidante. Dunque, è bene prediligere cibi vegetali di tanti colori diversi, variare la stagionalità, il sapore e il gusto e la parte delle piante che viene utilizzata. Nel colore dei vegetali ci sono sostanze utili. I colori scuri, accesi, come il viola, il rosso, l'arancio intenso, il verde scuro hanno molecole che danno colori e sapori che sono utili, come l'acido folico e gli antiossidanti, carotenoidi, antocianine. I vegetali vanno accompagnati da alimenti animali che hanno grassi buoni, come il pesce azzurro, ricco di Omega3. Per quanto riguarda gli zuccheri, meglio scegliere ad esempio un miele grezzo, integro, che a temperatura ambiente è più solido ed è più è ricco di sostanze minerali, vitamine, antiossidanti, pollini. I mieli liquidissimi sono spesso mieli raffinati, sono solo zucchero».
 

Come le donne possono orientarsi nel seguire una dieta che sia ideale per loro?

 
«L'ideale è seguire un percorso con un professionista, per personalizzare la dieta. Le donne con endometriosi non devono fare scelte in autonomia, ma è importante che facciano una rieducazione alimentare. Dovrebbero essere seguite da un gruppo multidisciplinare di professionisti: fisioterapista, psicologo, nutrizionista e dal medico ginecologo. Dovrebbero sentirsi accompagnate in un percorso per vivere una malattia che avranno per tutta la vita. Ci sono ingredienti, che ad esempio le donne eliminano, come il glutine o il lattosio, perché così facendo si sentono meglio. Ma non sono celiache. Avendo un'alterazione della parte bassa dell'intestino, rischiano di essere più sensibili al glutine se mangiano spesso il glutine. Bisogna trovare ingredienti che sono naturalmente senza glutine, ad esempio il riso, il miglio, il sorgo, altri cereali che naturalmente non lo contengono, pani fatti con grani antichi e con farine non raffinate, alternando i prodotti con glutine e senza glutine. Non bisogna sbilanciare l'alimentazione. Ci sono inoltre tanti minerali e tante vitamine che le donne dovrebbero imparare a dosare. Di solito, il medico prescrive delle analisi del sangue per valutare i livelli di zinco, magnesio, vitamina B12, vitamina D e acido folico. In questo modo si può comprendere di quali dosi hanno bisogno».

Come affrontare l'endometriosi a livello psicologico

«Deve essere un approccio alla qualità della vita. L'aspetto emotivo va equilibrato con la consapevolezza. Le donne devono sapere che se sgarrano con il cibo, poi devono compensare i giorni successivi. Guadagnarsi gli sgarri con le sane abitudini. Si può andare in vacanza solo se si mettono da parte i soldi, in quanto non tutti nasciamo ricchi. Nell'alimentazione e lo stile di vita è la stessa cosa: bevo meno caffè così sto meglio anche dal punto di vista emotivo; se mangio tanti zuccheri e ho tanto dolore, questo influisce anche sull'umore. Se imparo a gestire lo stress durante la settimana, il sabato e la domenica bevo una bottiglia di vino e faccio l'aperitivo. Ho fatto sì che la mia malattia sia meno aggressiva e mi dia meno problemi. Tutto va fatto gradualmente. È la somma di tante piccole azioni che fa la differenza».

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