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Cerco un bebè

Esami alla tiroide prima di rimanere incinta

Di Concetta Desando Valentina Murelli
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28 Novembre 2014 | Aggiornato il 28 Maggio 2018
Secondo i medici dell’Ait (Associazione italiana della tiroide), la tiroide ha un ruolo essenziale nel garantire la fertilità. L’ipotiroidismo, malattia frequente in gravidanza, riduce la possibilità di concepimento e accresce il rischio di aborto spontaneo
 

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Prima di mettere in cantiere un bebè, sia in modo naturale sia con la fecondazione artificiale, è bene fare uno screening dello stato di salute della propria tiroide: la raccomandazione arriva dai medici dell’Ait (Associazione italiana della tiroide) riuniti a Milano per il loro 8° congresso.

 

Secondo Stefano Palomba, ginecologo dell'Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, "la tiroide ha un ruolo essenziale nel garantire la fertilità considerato che gli ormoni tiroidei contribuiscono alla regolazione dell'ovulazione".

 

E non meno importante è questa ghiandola per le fasi immediatamente successive al concepimento, "anch'esse influenzate dagli ormoni tiroidei materni, che  garantiscono una complessa serie di eventi fisiologici necessari al buon andamento della gravidanza e al corretto sviluppo fetale". Tra l'altro, Palomba ricorda che "nei primi tre mesi di gravidanza è la tiroide della madre che lavora anche per il feto, poiché esso sviluppa la sua tiroide solo intorno alla dodicesima settimana”.

 

Secondo Roberto Negro, medico dell’unità di Endocrinologia dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, più è accentuato l’ipotiroidismo e più risulta difficile concepire; e anche quando il concepimento avviene cresce il rischio di aborto spontaneo. “Ciò – spiega il medico - riguarda sia le gravidanze naturali sia quelle indotte con fecondazione medicalmente assistita. Si è osservato che il 10% delle donne che affrontano una fecondazione assistita ha una tiroidite di Hashimoto (una tra le più frequenti patologie tiroidee, NdR) che rischia di diventare ipotiroidismo a seguito della terapia per la stimolazione ovarica”.

 

Ma quali sono gli esami da fare per vedere come sta funzionano la tiroide? In prima linea c'è il dosaggio dell'ormone TSH: per farlo basta un esame del sangue. Se il livello di questo ormone si avvicina al limite superiore dell'intervallo di riferimento indicato dal laboratorio di analisi (o lo supera) è il caso di approfondire ulteriormente, con la ricerca di anticorpi anti-tiroide. In alcuni casi, inoltre, si potrà valutare anche il livello di ormoni tiroide liberi, come la tiroxina (fT4).

 

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