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L'età paterna influisce sulle probabilità di successo nella PMA?

di Francesca Capriati - 21.10.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Età paterna e PMA: uno studio suggerisce che l'età paterna avanzata può essere legata a minori probabilità di successo se associata all'età avanzata della madre

Età paterna e PMA

L'età paterna influisce sull'esito dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita. Lo conferma un recente studio condotto dal dottor Marco Vitali - con il coordinamento della dottoressa Mariabeatrice Dal Canto e del dottor José Buratini del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi degli Istituti Clinici Zucchi di Monza, del Gruppo San Donato, nell'ambito del Master in Tecnologie della Riproduzione Assistita dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona.

Quale effetto ha l'età sulla qualità dello sperma?

Non ci sono dubbi che anche per l'uomo, così come per la donna, l'età giochi un ruolo importate nella fertilità e nelle probabilità di successo per le coppie che sono in cerca di un figlio e si rivolgono ai centri per la procreazione medicalmente assistita. Con l'avanzare dell'età volume e motilità dello sperma diminuiscono, mentre aumenta la frammentazione del DNA spermatico.

Ma quanto conta l'età del padre nel successo di un trattamento di PMA?

La ricerca condotta in collaborazione con l'Università di Barcellona ha preso in considerazione età, stili di vita e qualità dello sperma e soprattutto ha messo in relazione l'età del padre con quella della madre.

Come spiega spiega la dottoressa Mariabeatrice Dal Canto: "Lo studio si è basato sui dati di 5.565 pazienti maschi del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi - raccolti dal 2015 al 2020 - suddivisi in cinque gruppi in base all'età - gruppo A (da 25 anni a 34 anni), gruppo B (da 35 anni a 39 anni), gruppo C (da 40 anni a 44 anni) e gruppo D (più di 45 anni) - e ha preso in considerazione tre parametri di qualità del liquido seminale: volume dell'eiaculato, concentrazione di spermatozoi e motilità progressiva."

L'effetto dell'età paterna è stato valutato anche su pazienti sani e con uno stile di vita favorevole, quindi niente fumo, droghe e assunzione di alcol.

I ricercatori hanno, così, potuto analizzare come l'età paterna possa influire sulla qualità del seme, ma anche come uno stile di vita favorevole e l'assenza di patologie siano associati a una maggiore qualità del liquido seminale: volume, concentrazione, numerosità e motilità sono, infatti, associati a condizioni di salute e stile di vita favorevoli.

In entrambe le popolazioni, abbiamo osservato una significativa riduzione della motilità e del volume dell'eiaculazione con l'avanzare dell'età paterna e non abbiamo invece riscontrato alcuna riduzione significativa della concentrazione di spermatozoi

L’impatto dell’età maschile in relazione all’età materna

Per valutare l'effetto dell'età paterna sugli esiti dei trattamenti di PMA abbiamo preso in esame 1.958 cicli con transfer a fresco avvenuti tra il 2015 e il 2019, che presentavano cause di infertilità inspiegata, legata a fattore maschile, fattore tubarico, fattore ovulatorio, ovaio policistico (PCO) o sindrome dell'ovaio policistico (PCOS).

I gruppi di studio sono stati divisi in base all'età: minore di 37 anni e maggiore di 37 anni.

I risultati conclusivi anno suggerito che i tassi di impianto e di bambini nati vivi sono stati influenzati in modo significativo dall'età paterna solo nelle coppie in cui età paterna e materna elevate sono associate.

"Possiamo dunque concludere che i dati attuali suggeriscono un'incidenza negativa dell'età paterna sui parametri legati alla qualità dello sperma e dimostrano una influenza rilevante sugli esiti dei trattamenti di PMA, solo se contemporaneamente presente anche una età materna avanzata."

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