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Fecondazione eterologa: come funziona all’estero?

di Francesca De Ruvo - 26.10.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Sono ancora molte le coppie che decidono di andare all'estero per realizzare il sogno di diventare genitori grazie alla fecondazione eterologa

Fino a sette anni fa in Italia non era possibile effettuare la fecondazione eterologa e quindi le coppie che volevano sottoporsi a questo trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA) dovevano necessariamente recarsi all'estero. Ancora oggi, però, a sette anni di distanza dall'abolizione del divieto di fecondazione eterologa e dopo circa 10 mila bambini nati grazie a questa pratica, nel nostro paese sono ancora migliaia le coppie che ogni anno decidono andare all'estero per la ricerca di una gravidanza. Tanto che si parla di un vero e proprio "turismo procreativo". I motivi? Primo fra tutti le lunghe liste d'attesa da rispettare per poter accedere alle procedure che costringono molti aspiranti genitori ad attendere mesi o addirittura anni.

In questo articolo

Cos’è la fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa è una tecnica, o meglio un insieme di tecniche, di procreazione medicalmente assistita a cui si può ricorrere in caso di infertilità (anche assoluta) e che prevedono l'utilizzo di gameti (l'ovulo femminile e/o il seme maschile) provenienti da un donatore esterno alla coppia. La fecondazione eterologa prevede, come la fecondazione omologa, tecniche di primo e di secondo livello a seconda della problematica della coppia.

1° livello – Inseminazione intrauterina

L'inseminazione intrauterina eterologa viene consigliata quando vi è un problema di infertilità maschile e quando la donna ha meno di 35 anni e i suoi ovociti sono ancora qualitativamente buoni. Si tratta di una procedura molto semplice che consiste nell'introduzione del liquido seminale di un donatore nella cavità uterina, facilitando così l'incontro tra l'ovocita della donna e gli spermatozoi. Qualora l'inseminazione intrauterina non dovesse dare i risultati sperati, sarà necessario passare alla fecondazione in vitro.

2° livello – fecondazione in vitro con embrio-transfer (FIVET)

Le tecniche di PMA di secondo livello sono caratterizzate da un maggior grado di complessità. Prevedono infatti la fecondazione in vitro dell'ovocita e il successivo trasferimento dell'embrione nell'utero. Nel caso della fecondazione eterologa si utilizzeranno gli ovociti di una donatrice, mentre per quanto riguarda il liquido seminale, può provenire dal partner oppure da un donatore esterno alla coppia.

Fecondazione eterologa: quando va considerata

L'infertilità è una condizione che solo in Italia, secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce circa il 15% delle coppie in età fertile. Un vero e proprio dramma per tutti coloro che vorrebbero diventare genitori.

Se dopo aver eseguito tutti gli accertamenti del caso risulta che i gameti di uno o di entrambi i membri della coppia non possano offrire ragionevoli possibilità di successo, allora è necessario ricorrere alla fecondazione eterologa.

Per essere più precisi, si utilizza il seme di un donatore quando non è possibile trovare spermatozoi nell'eiaculato, nemmeno dopo prelievo testicolare.

Si utilizzano gli ovociti di una donatrice quando la donna:

  • ha un'età avanzata, sopra i 44 anni, per cui la qualità degli ovociti non permette ragionevoli probabilità di successo;
  • presenta una menopausa precoce.

La fecondazione eterologa, in determinate situazioni, può essere proposta anche quando i gameti (maschili e/o femminili) sono portatori di una mutazione genetica.

Cosa prevedere la legge italiana in materia di fecondazione eterologa

Con la legge 40 del 2004, che regola la PMA in Italia, la fecondazione eterologa era stata vietata, ma sette anni fa la sentenza 162/2014 della Corte Costituzionale ha sancito la piena legittimità di questa pratica medica. Dal 2014 ad oggi, quindi, si stima siano nati nel nostro paese circa 10 mila bambini grazie all'eterologa, e il dato, secondo le proiezioni della Società italiana di Fertilità e Sterilità-Medicina della riproduzione (Sifes-Mr), è in aumento.

La legge 40 prevede che il ricorso alle tecniche di PMA, fra cui anche l'eterologa, sia "consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità". Prevede inoltre che possano accedere a queste tecniche soltanto "le coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi".

In Italia restano quindi in vigore alcune limitazioni come:

  • la fecondazione se un componente della coppia è deceduto;
  • il ricorso alla maternità surrogata;
  • il ricorso alla fecondazione eterologa per le coppie dello stesso sesso o per i single.

Le donne che non possono accedere ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita nel nostro paese devono quindi rivolgersi a cliniche straniere come quelle spagnole, dove le procedure sono aperte a tutte, indipendentemente dall'orientamento sessuale e dallo stato civile.

 

Fecondazione eterologa: perché molte coppie vanno all'estero

I motivi che spingono molte coppie a scegliere di andare all'estero per la fecondazione eterologa sono molteplici, primo fra tutti è il tempo.

In Italia liste d'attesa troppo lunghe

Nel nostro paese per accedere alle tecniche di PMA tramite il Sistema Sanitario Nazionale, e quindi in forma pubblica, i tempi di attesa variano dai 3 mesi ai 2 anni a seconda della regione in cui si vuole eseguire il trattamento.

Con la pandemia, poi, i trattamenti di PMA sono stati rallentati, se non addirittura bloccati, per mesi e questo ha comportato l'esclusione di alcune coppie per via del limite d'età. 

I limiti di età per la fecondazione eterologa in Italia

In Italia il limite di età per accedere alla fecondazione eterologa varia dai 42 ai 50 anni a seconda della regione in cui si esegue il trattamento.

  • Umbria: 42 anni;
  • Bolzano, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Friuli-Venzia Giulia, Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Val D'Aosta: 43 anni;
  • Piemonte, Lombardia, Campania, Sardegna, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo: 46 anni;
  • Veneto: 50 anni.

Donne vedove, single e/o omosessuali

Le donne single, vedove e/o omosessuali sono di fatto costrette a rivolgersi a centri esteri di procreazione assistita per superare i limiti imposti della legge italiana.

I costi della fecondazione eterologa

In Italia i trattamenti di PMA sono stati inseriti all'interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e quindi sono teoricamente coperti dal Sistema Sanitario Nazionale attraverso il pagamento di un ticket. Di fatto, però, in alcune regioni è particolarmente difficile accedere ai servizi e molte coppie sono costrette a rivolgersi a cliniche private. I costi, in questo caso, si aggirano fra i 5 e gli 8mila euro, un costo che non tutti possono permettersi e che spinge alcune coppie a rivolgersi a centri più "economici" situati per lo più nell'Europa dell'est.

Vediamo ora quali sono i paesi interessati dal "turismo procreativo" e cosa prevedono le loro leggi in materia di procreazione medicalmente assistita.

I paesi scelti per il "turismo procreativo"

Spagna

La Spagna è sicuramente una delle mete più "gettonate" per la procreazione medicalmente assistita. I prezzi non sono inferiori all'Italia per quanto riguarda la fecondazione eterologa, e anzi si possono superare i 10 mila euro per un trattamento di PMA eterologa con ovodonazione. Il prezzo può però scendere se si sceglie una donatrice in condivisione con un'altra coppia.

La legislazione spagnola in materia di fecondazione eterologa prevede che:

  • possano accedervi le donne fino ai 50 anni di età;
  • possano accedervi donne single;
  • in presenza di particolari malattie ereditarie legate al sesso del nascituro si possa scegliere il sesso;
  • le caratteristiche fenotipiche siano scelte dall'equipe medica sulla base delle caratteristiche della coppia;
  • se c'è un'indicazione medica si possa effettuare una diagnosi pre-impianto;
  • i donatori siano anonimi.

Non è invece legale, come in Italia, la maternità surrogata.

Il vantaggio di scegliere la Spagna come meta per la fecondazione eterologa sta sicuramente nell'assenza di liste d'attesa. Nella penisola iberica, infatti, le donatrici non mancano perché vi è una vera e propria cultura della donazione, a differenza di quanto accade in Italia.

Grecia

Dopo la Spagna, la Grecia è un'altra destinazione molto apprezzata per eseguire trattamenti di procreazione medicalmente assistita. Gli standard qualitativi sono molto elevati e i costi sono più contenuti rispetto alla Spagna.

In Grecia, per la fecondazione eterologa, la legge stabilisce che:

  • possano accedervi le donne fino ai 50 anni (51 non compiuti) anche se nubili;
  • si possa eseguire la diagnosi pre-impianto se c'è l'assenso delle persone interessate;
  • la donazione di sperma è consentita per gli uomini fino a 40 anni e per le donne fino a 35 anni;
  • i donatori debbano essere anonimi;
  • sia possibile una sorta di "maternità su commissione", solo nel caso in cui la donna che desidera un figlio non possa portarlo in grembo per motivi medici. In questo caso serve un permesso speciale del giudice.

 

Repubblica Ceca

Negli ultimi anni anche la Repubblica Ceca si è costruita una buona reputazione per le proprie cliniche specializzate in PMA. A differenza della Spagna vi sono delle liste d'attesa, ma generalmente non si superano i due mesi. In Repubblica Ceca la legge sulla fecondazione eterologa prevede che:

  • l'accesso sia garantito alle sole coppie eterosessuali infertili fino ai 49 anni di età (50 non compiuti);
  • si possano congelare gli embrioni;
  • si possa eseguire la diagnosi pre-impianto;
  • si possa scegliere il sesso in caso di malattie genetiche ereditarie legate al sesso;
  • le coppie che non intendano più "utilizzarli" possano donare gameti e embrioni in modo gratuito e anonimo.

I prezzi in Repubblica Ceca sono leggermente inferiori a quelli italiani, ma se si sceglie l'embriotransfer con embrioni donati da altre coppie, il costo è ancora più basso.

Belgio

In Belgio possono accedere alle pratiche di PMA (sia omologa che eterologa) tutte le coppie sposate o conviventi eterosessuali o omosessuali, e anche le donne single con il limite dei 47 anni di età per l'ovodonazione. La legge prevede inoltre che:

  • se la coppia ha congelato gli embrioni in vista di una gravidanza e uno dei due partner viene a mancare, si possa comunque effettuare il trasferimento degli embrioni post-mortem entro i due anni dal decesso;
  • la diagnosi pre-impianto possa essere eseguita.

Ucraina

L'Ucraina non è un paese membro dell'Unione Europea, ma è comunque tra gli stati "preferiti" di chi desidera diventare genitore. Vediamo cosa prevede la legge:

  • nessun limite di età per la fecondazione in vitro eterologa;
  • trattamenti consentiti sia a coppie sposate che a donne single;
  • i trattamenti di PMA eterologa non sono permessi a coppie di donne omosessuali;
  • per motivi medici è possibile selezionare il sesso degli embrioni;
  • è consentita la diagnosi pre-impianto.

 

In Ucraina è legale dal 2002 anche la maternità surrogata.

Rischi e controindicazioni della fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa, come abbiamo visto, ha molto successo sia nel nostro paese sia all'estero perché permette di superare problematiche legate all'infertilità sia maschile che femminile. Le tecniche di fecondazione eterologa, e in particolare la fecondazione in vitro (FIVET), non sono però prive di rischi e controindicazioni. Questo perché spesso le donne che si sottopongono a un ciclo di FIVET eterologa hanno già superato i 40 anni e possono andare incontro a complicanze durante la gravidanza. Le donne over 45, ad esempio, devono essere bene informate che, una volta gravide, sono esposte a una maggior rischio di patologie ostetriche come:

Il consiglio più importante, però, rimane quello di affidarsi a centri europei, o non, di comprovata esperienza e che prevedano standard igienico-sanitari molto elevati.

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