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Anne McLaren e i suoi studi sulla fecondazione in vitro

di Penelope Greco - 26.04.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Oggi si festeggia la nascita di Anne McLaren, una delle più grandi biologhe dello sviluppo, conosciuta per gli studi sulla fecondazione in vitro

Il 26 aprile del 1926 nasceva Anne Laura Dorinthea McLaren, una delle più grandi biologhe dello sviluppo del XX secolo, nonché la prima ufficiale donna della Royal Society. Il suo lavoro ha aiutato nella guida della fecondazione in vitro con trasferimento dell'embrione, la cosiddetta FIVET ed ha così contribuito a realizzare il sogno di molte coppie che ancora oggi cercano di avere un figlio.

In questo articolo

Fecondazione in vitro: gli studi

Anne McLaren nasce a Londra e si trasferisce con i genitori a Bodnant, nel North Wales. Studiò presso il Lady Margaret Hall Oxford University e iniziò  suoi primi studi dedicandosi alla zoologia. Sposò Donald Michie, compagno di studi, e i due iniziarono a lavorare assieme, prima alla University College London e poi alla Royal Veterinary College.

McLaren nel 1958 iniziò a lavorare alla tecnica della fecondazione in vitro, all'University College di Londra, dove riuscì per la prima volta a rimuovere embrioni di topo dall'utero materno, tenerli in coltura per 24 ore, per poi impiantarli nell'utero di un altro topo. Così nacquero dei topolini sani e il successo di questo esperimento aprì la strada allo sviluppo di tecniche simili applicabili anche agli esseri umani. La McLaren diventò la prima donna a ricoprire un incarico ufficiale nella Royal Society e ha avuto un ruolo di primo piano anche nella creazione della Human Fertilisation and Embryology Authority del Regno Unito, dove lavorò per 10 anni.

Human Fertilization and Embryology Act

Fu membro del comitato Warnock, i cui lavori portarono all'Human Fertilization and Embryology Act: ovvero la prima legge britannica che ha regolamentato la conservazione degli embrioni, il loro trattamento e la fecondazione in vitro. Il lavoro scientifico svolto da Anne McLaren le è valso, nel 2001, il premio promosso dall'Unesco per le donne nella scienza. Nel 2007 è deceduta tragicamente insieme all'ex marito a causa di un incidente d'auto.

Che cos'è la Fivet

Fivet sta per "fecondazione in vitro con trasferimento dell'embrione": si tratta di una tecnica di riproduzione assistita che prevede l'unione in laboratorio di cellule uovo e spermatozoi e il successivo trasferimento degli embrioni eventualmente prodotti nell'utero della donna.

La Fivet è indicata quando l'infertilità è legata a:

  • fattori tubarici, per cui le tube di Falloppio risultano completamente bloccate;
  • marcata riduzione della riserva ovarica (per cui il tempo per ottenere un concepimento è un fattore critico); per questo spesso la fecondazione in vitro viene proposta come prima linea di trattamento in coppie infertili in cui la donna abbia più di 40 anni;
  • infertilità maschile di una certa gravità (se lieve, può essere sufficiente l'inseminazione)
  • endometriosi
  • infertilità idiopatica, cioè della quale non si conosce la causa, soprattutto dopo il fallimento di altre strategie come l'inseminazione.

Fecondazione in vitro: come funziona

L'infertilità colpisce circa il 13-14% delle coppie in età riproduttiva. È definita come l'incapacità di concepire dopo 1 anno di rapporti non protetti adeguatamente programmati. Secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in caso di mancato concepimento, si può ricorrere alla Procreazione assistita dopo almeno 12/24 mesi di rapporti liberi e non protetti. Questo limite si abbassa a 6 mesi per le donne di età oltre 35 anni e anche in presenza di fattori di rischio come precedenti interventi sugli organi pelvici, infezioni utero ovariche, endometriosi, e altre patologie dell'apparato riproduttivo.

Il primo incontro tra il medico e le coppie è fondamentale per pianificare l'intero percorso del programma, comprendere quali sono le sue fasi, esaminare tutta la documentazione, pianificare i tempi e definire la necessità e le modalità di accesso ai trattamenti. È un momento importante: per questo è utile che siano presenti entrambi i partners ed è fondamentale portare con sé tutti gli accertamenti, le cartelle cliniche e se il caso, i documenti relativi ai trattamenti eseguiti in altra sede. Successivamente, vengono discussi con la coppia i passaggi necessari per accedere al programma. 

La fase diagnostica prevede dunque i seguenti step

  • prima visita di anamnesi di entrambi i partners
  • prescrizione degli esami preliminare
  • impostazione della procedura da effettuare
  • colloquio per illustrare i termini
  • consegna del consenso informato

La inseminazione in vitro nei centri che si occupano di fisiopatologia della riproduzione prevede due opzioni:

  • FIV (fertilizzazione in vitro)
  • ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo)

La FIVET ha una procedura in cui ovociti e spermatozoi vengono posti insieme in una piastra con terreno di coltura adatto e si lascia che gli spermatozoi penetrino l'ovocita in modo naturale.
Con la procedura ICSI, invece, uno spermatozoo viene preso ed inserito direttamente all'interno di un ovocita con l'ausilio dei microaghi.

Fivet: come funziona

La FIVET si svolge in più fasi in cui la coppia viene seguita e la donna monitorata costantemente.

  • Stimolazione e monitoraggio. Si tratta di indurre la crescita di più follicoli mediante la somministrazione di farmaci (le gonadotropine) allo scopo di ottenere più ovociti maturi invece di uno come avviene naturalmente ogni mese. La durata di questa fase è mediamente di circa 12gg, ma può variare secondo le caratteristiche della donna. La risposta alla terapia viene monitorata mediante vari prelievi di sangue ed ecografie transvaginali che consentono eventuali variazioni terapeutiche. Quando la crescita dei follicoli e il valore dell'estradiolo raggiungono i livelli adeguati, si decide il giorno del prelievo ovocitario.
  • Prelievo ovocitario (pick-up) e dello sperma Il prelievo ovocitario viene effettuato in anestesia generale senza necessità di intubazione. La procedura dura all'incirca una decina di minuti e il risveglio è immediato. Il numero degli ovociti prelevati non sempre corrisponde al numero dei follicoli e non sempre tutti gli ovociti prelevati sono maturi/idonei per la fecondazione. Lo stesso giorno il partner maschile deve produrre un campione di liquido seminale, in alternativa si può usare il seme precedentemente congelato.
  • Laboratorio: inseminazione, fecondazione e coltura embrionale. Il giorno del prelievo ovocitario si procede all'inseminazione. Il numero degli ovociti che veranno inseminati dipenderà dai 2 fattori: in primo luogo, il numero di embrioni che la coppia richiede di trasnferire/impiantare e secondo, se la coppia ha firmato o meno il consenso per l'eventuale congelamento degli embrioni in esubero. Questo perchè la legge in vigore non permette di sopprimere gli embrioni se sono vitali. Gli ovociti maturi che non vengono inseminati possono essere crioconservati  per un futuro trattamento se la donna ha scelto tale opzione. Non sempre tutti gli ovociti inseminati fecondano. L'avvenuta fecondazione si verifica il giorno dopo. A volte la fecondazione può essere anomala e gli embrioni che ne conseguono vengono scartati. E' necessario ancora un giorno per verificare la formazione o meno degli embrioni. Quindi a partire dal 2° giorno gli embrioni sono pronti per poter essere inseriti nella cavità uterina. Questa procedura viene chiamata "transfer".
  • Transfer. Il transfer viene eseguito senza anestesia. Il ginecologo inserisce lo speculum e deterge l'ambiente vaginale. Il catetere molto sottile contenente gli embrioni viene poi inserito nella cavità uterina dove vengono rilasciati gli embrioni. Successivamente il biologo verifica che nessun embrione sia rimasto all'interno del catetere. Se ciò dovesse verificarsi viene ripetuto il transfer per inserire l'/gli embrione/i rimasto/i. La ripetizione del transfer non influisce negativamente sull'esito del trattamento.

Mediamente si ottiene il 20-30% di gravidanza dopo il transfer. La maggior parte delle gravidanze arriva a termine.

La fecondazione FIVET: come avviene?

Dopo aver indotto un'ovulazione multipla attraverso la stimolazione delle ovaie, si procede al prelievo degli ovociti (pick-up ovocitario) effettuato in day hospital. Lo stesso giorno del prelievo degli ovociti il partner maschile procede alla raccolta del liquido seminale. 
Dopo la fecondazione, gli embrioni sono tenuti in coltura nel laboratorio di embriologia. Successivamente gli embrioni sono trasferiti nell'utero della donna, mediante una procedura denominata embrio transfer.

Fonti articolo: medlineplus.gov, gvmnet.it, sart.org, 

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