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Anne McLaren e i suoi studi sulla fecondazione in vitro

di Elena Berti - 12.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Oggi si festeggia la nascita di Anne McLaren, una delle più grandi biologhe dello sviluppo, conosciuta per gli studi sulla fecondazione in vitro

Il 26 aprile del 1926 nasceva Anne Laura Dorinthea McLaren, una delle più grandi biologhe dello sviluppo del ventesimo secolo, che ha contribuito allo sviluppo della fecondazione in vitro con trasferimento dell'embrione, la cosiddetta FIVET, contribuendo così a realizzare il sogno di molte coppie che ancora oggi cercano di avere un figlio.

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Fecondazione in vitro: gli studi

Dopo aver iniziato i suoi studi nel ramo della zoologia, Anne McLaren conobbe il futuro marito Donald Michie e con lui iniziò a lavorare alla University College London, e in seguito alla Royal Veterinary College. Fu McLaren che nel 1958 si dedicò alla fecondazione in vitro, riuscendo con successo ad estrarre dall'utero di una femmina di topo degli embrioni e, dopo averli tenuti in coltura, reimpiandarli nell'utero di un'altra topa. Questo esperimento segna l'avvio di una nuova procedura che fu ben presto applicata anche alle persone. McLaren ottenne così un incarinco dalla Royal Society, prima donna a ottenerlo, ed ebbe un ruolo importante anche nella fondazione, nel Regno Unito, della Human Fertilisation and Embryology Authority.

Human Fertilization and Embryology Act

La dottoressa McLaren è stata anche tra le fondatarie dell'Human Fertilization and Embryology Act, cioè la prima legge, in Gran Bretagna, che ha regolamentato la conservazione degli embrioni, il loro trattamento e poi la FIVET. Purtroppo McLaren è scomparsa prematuramente insieme al marito in un incidente di automobile nel 2007, mentre nel 2001 aveva vinto il premio Unesco per le donne nella scienza. 

La parola FIVET significa "fecondazione in vitro con trasferimento dell'embrione": si tratta di una tecnica di riproduzione assistita che prevede l'unione in laboratorio di cellule uovo e spermatozoi e il successivo trasferimento degli embrioni eventualmente prodotti nell'utero della donna.

La Fivet è indicata quando l'infertilità è legata a:

  • fattori tubarici, per cui le tube di Falloppio risultano completamente bloccate;
  • marcata riduzione della riserva ovarica (per cui il tempo per ottenere un concepimento è un fattore critico); per questo spesso la fecondazione in vitro viene proposta come prima linea di trattamento in coppie infertili in cui la donna abbia più di 40 anni;
  • infertilità maschile di una certa gravità (se lieve, può essere sufficiente l'inseminazione)
  • endometriosi
  • infertilità idiopatica, cioè della quale non si conosce la causa, soprattutto dopo il fallimento di altre strategie come l'inseminazione.

Fecondazione in vitro: come funziona

L'infertilità, intesa come almeno un anno di tentativi mirati andati a vuoto, colpisce circa il 13-14% delle coppie in età riproduttiva. Secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in caso di mancato concepimento, si può ricorrere alla Procreazione assistita dopo almeno 12/24 mesi di rapporti liberi e non protetti. Questo limite si abbassa a 6 mesi quando le donne hanno più di 35 anni e se ci sono fattori di rischio presenti (endometriosi, infezioni, interventi...).

Ma come si approccia la fecondazione assistita? Prima di tutto avviene un primo incontro attraverso cui si definisce il percorso della coppia. Solitamente sia l'uomo che la donna sono sottoposti a una serie di esami per l'infertilità e di altro tipo, anche se sono già stati fatti, per capire quali siano le cause del mancato concepimento e quale sia, quindi, il percorso di fecondazione miglore da intraprendere.

Esistono comunque diverse fasi all'interno di questo percorso diagnostico:

  • prima visita di anamnesi di entrambi
  • prescrizione degli esami preliminari (anche se precedentemente già effettuati)
  • impostazione della procedura da effettuare
  • colloquio per illustrare i termini
  • consegna del consenso informato

Esistono poi due procedure di inseminazione:

  • FIV (fertilizzazione in vitro) - ovociti e spermatozoi vengono messi insieme in una piastra con terreno di coltura adatto e si lascia che gli spermatozoi penetrino l'ovocita in modo naturale
  • ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) - uno spermatozoo viene prelevato e inserito direttamente all'interno di un ovocita con l'ausilio dei microaghi

Fivet: come funziona

La FIVET si svolge in più fasi in cui la coppia viene seguita e la donna monitorata costantemente.

  • Stimolazione e monitoraggio. Per far sì che la fecondazione abbia più possibile, si stimola la crescita follicolare attraverso medicine assunte dalla donna, così che si ottenga un numero massimo di ovociti maturi da poter utilizzare. Solitamente questa fase inizia a un nuovo ciclo mestruale e arriva al picco nei giorni dell'ovulazione, e deve essere costantemente monitorata sia per verificare che funzioni sia per controllare che il corpo della donna tolleri bene i farmaci. 
  • Prelievo ovocitario (pick-up) e dello sperma Quando gli ovociti sono maturi vengono prelevati: la procedura avviene in anestesia generale ma dura soltanto pochi minuti, dopodiché la donna viene risvegliata. Nello stesso giorno, l'uomo deve consegnare un campione di sperma.
  • Inseminazione, fecondazione e coltura embrionale. Lo stesso giorno del pick up si procede direttamente con l'inseminazione. Come funziona? Prima di tutto si concorda quanti embrioni vogliono trasferire e quanti invece, eventualmente (se si è firmato a favore) quanti se ne vogliono congelare. La legge italiana non permette di sopprimere gli embrioni, quindi è fondamentale sapere se per esempio a fronte di cinque ovociti maturi questi dovranno essere tutti fecondati oppure no, e quanti saranno impiantati. Anche gli ovociti maturi non fecondati, comunque, possono essere conservati. Bisogna inoltre distinguere tra inseminazione e fecondazione: gli ovociti inseminati, infatti, potrebbero non venir fecondarti. Quando però questo accade, si attende ancora un giorno e poi si procede col cosiddetto transfer, cioè l'inserimento dell'embrione all'interno dell'utero.
  • Transfer. Il transfer richiede una procedura molto semplice, che prevede l'uso di un catetere che viene inserito nella vagina e da cui vengono poi espulsi gli embrioni nella cavità uterina. Non c'è bisogno di alcuna anestesia. 

La percentuale di successo della FIVET dopo il transfer è del 20-30%, e nella maggior parte dei casi le gravidanze arrivano a termine. Bisogna quindi ringrazia Anne McLaren per progressi che ha permesso di fare alle tecniche di fecondazione assistitita: è anche merito suo se oggi molte coppie possono avere un bambino. 

Aggiornato il 26.04.2021

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