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Fertilità

Fecondazione naturale, l'apparato genitale femminile

Di Cristina Ferrario Daniela Ovadia
apparatogenitale

05 Febbraio 2018
Concepimento e avvio di una gravidanza sono eventi complessi. Per comprendere cosa succede in condizioni naturali e cosa può andare storto nel tentativo di concepire un figlio è fondamentale conoscere l'anatomia dell'apparato genitale femminile.

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Conoscere un po' di anatomia dell'apparato riproduttivo femminile aiuta a capire come funzionano le cose nel caso di concepimento e gravidanza naturali, ma anche a capire meglio gli esami e le terapie a cui si può essere sottoposte in caso di infertilità.

 

Apparato riproduttivo femminile, una visione d'insieme
La struttura generale è molto semplice: come nel caso dell'apparato genitale maschile, sono presenti una coppia di gonadi, cioè gli organi che producono i gameti (sono le ovaie, che producono ovociti o ovuli); tubicini per il trasporto dei gameti (le tube di Falloppio) e strutture che favoriscono l'accoppiamento (vulva e vagina). Più, naturalmente, l'organo che accoglie l'embrione e il feto in sviluppo: l'utero.

 

 

Le ovaie
Sono due ghiandole di forma ovale, lunghe all'incirca 2,5 cm, collocate ai lati dell'utero. Sono poste in contatto con la parte terminale delle tube, dove viene accolto l'ovocita dopo l'ovulazione. Le ovaie sono deputate alla crescita e allo sviluppo degli ovociti all'interno di particolari strutture chiamate follicoli (che "scoppiano" quando l'ovocita è maturo), oltre che alla produzione di ormoni, estrogeni e progesterone.

 

Ricordiamo che già alla nascita di una bambina, le sue ovaie contengono tutti i suoi ovociti, che matureranno e verranno rilasciati uno alla volta dalla pubertà alla menopausa.

 

Le tube di Falloppio
Le tube di Falloppio, o ovidotti, sono due tubi a forma di “J” che emergono dall'utero e si aprono all'interno della cavità peritoneale, vicino alle ovaie. I dotti sono molto più stretti - pari alle  dimensioni della punta di una matita - nella parte più vicina all'utero e si allargano in quella vicina alle ovaie, dove la larghezza raggiunge i 12,5 mm. Questo spiega perché è facile che, nella parte vicina all'utero, una malattia o un'infiammazione restringano il diametro fino a chiudere la tuba, oppure creino aderenze tali da impedire il passaggio dell'ovocita fecondato fino all'utero.

 

Ogni tuba presenta una parte finale a ventaglio, costituito da una serie di protuberanze dette fimbrie; queste ondeggiano sull’ovaio, raccogliendo l'ovulo emesso ogni mese. Le tube rivestono un ruolo attivo nel processo riproduttivo: l'estremità della tuba che si trova vicino all’ovaio si contrae per spingere l’ovulo (gamete femminile) verso lo spermatozoo (gamete maschile), mentre l’altra estremità, più vicina all’utero, si contrae nella direzione opposta, per spingere lo spermatozoo verso l’ovulo.

 

I due gameti si incontrano generalmente nell’ampolla, la sede più frequente in cui avviene la fecondazione. Se ciò si verifica, l’embrione che ne deriva ripercorrerà le tube di Falloppio (un viaggio che dura alcuni giorni) raggiungendo, infine, la cavità uterina.

 

L’utero
L’utero è un organo muscolare cavo, a forma di pera rovesciata, collocato al centro del bacino tra vescica e retto. In condizioni normali le sue dimensioni sono simili a quelle di una mano femminile chiusa a pugno; tuttavia, durante la gravidanza si ingrandisce notevolmente per contenere il feto in sviluppo.

 

Si compone di due parti: quella superiore, più ampia, chiamata corpo, e quella inferiore, più stretta e in collegamento con la vagina, chiamata cervice. Dal punto di vista della struttura anatomica, si distinguono inoltre:

 

 

  • Una spessa parete muscolare, chiamata miometrio, che si espande enormemente nel corso della gravidanza e che si contrae con grande forza durante il parto;
  • un tessuto di rivestimento interno chiamato endometrio, costituito da cellule che producono muco. Ogni mese, l'endometrio va incontro a una serie di mutamenti per prepararsi ad accogliere l’embrione, se l’ovocita è stato fecondato. In particolare, si ispessisce nei primi 14 giorni del ciclo, per poi sfaldarsi durante la mestruazione, se non c'è stato l'impianto di alcun embrione.

 

La cervice
Chiamata anche collo dell'utero, è la parte inferiore dell'utero, uno stretto passaggio - il diametro è all'incirca quello di un fiammifero - lungo 3-4 cm che lo mette in comunicazione con la vagina attraverso l'orifizio uterino interno. Durante il parto si dilata enormemente, fino a raggiungere un ampiezza di circa 10 cm, per consentire il passaggio del feto verso l'esterno.

 

Dopo un rapporto sessuale, gli spermatozoi si accumulano nella cervice, da dove possono continuare a risalire verso l'utero per circa 3 giorni.

 

La cervice è, di norma, piena di un muco detto appunto cervicale, la cui consistenza varia durante il ciclo mensile della donna. Questo può sembrare un semplice dettaglio, ma il muco e le sue variazioni hanno invece grande importanza nel concepimento, poiché un muco inadatto fa da barriera alla risalita degli spermatozoi. In particolare:

 

  • al momento dell’ovulazione, il muco si presenta fluido e acquoso, per favorire il transito degli spermatozoi verso l’utero;
  • dopo l’ovulazione o durante la gravidanza, il muco diventa più denso e viscoso, creando un ambiente ostile allo sperma: la sua funzione è ora quella di proteggere l’utero dall’ingresso di materiale estraneo.

 

La vagina
È un canale muscolare dalle pareti sottili ma robuste, che collega la vulva alla cervice e attraverso il quale passa il feto durante il parto. È anche la "camera" che accoglie il pene maschile durante il rapporto sessuale. Alcune ghiandole poste attorno alla sua apertura secernono un muco lubrificante durante l'eccitazione sessuale, per favorire la penetrazione. L'apertura verso l'esterno della vagina è parzialmente chiusa da una sottile membrana, l'imene, che può rompersi durante i primi rapporti sessuali o in seguito a un'intensa attività fisica.

 

Per una guida completa alla fecondazione naturale, dall'anatomia degli apparati coinvolti, al ciclo mestruale, all'impianto dell'embrione, vai all'articolo principale
Fertilità, come funziona la fecondazione naturale

 

Consulenza del prof Carlo Flamigni, medico chirurgo, libero docente in Clinica ostetrica e ginecologica, membro del Comitato Nazionale di Bioetica