Salute

Gravidanza extrauterina: che cosa è e i sintomi

Di Elisabetta Ranieri
ecografiagravidanza
17 Giugno 2009 | Aggiornato il 09 Settembre 2019
Una gravidanza extrauterina purtroppo può capitare, ma in genere la fertilità futura non è a rischio, soprattutto se la diagnosi è precoce. Scopri quali sono i sintomi, le cause, conseguenze e come si cura.
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Che cosa è la gravidanza extrauterina e quali sono le cause e i fattori di rischio? Diagnosi? Come si interviene? Scopri le risposte nel nostro approfondimento.

Indice:

Che cos'è la gravidanza extrauterina?

 

Una gravidanza extrauterina (o ectopica) si verifica quando l’embrione si annida al di fuori dell'utero: nella maggioranza dei casi (oltre il 90%) l'annidamento avviene in una delle tube, ma può anche avvenire nella cavità addominale, nel collo dell'utero o nelle ovaie. Questo fenomeno si verifica nello 0,8-2% delle gravidanze totali.

Si tratta di una condizione potenzialmente molto pericolosa per la mamma perché via via che la gravidanza procede può causare la rottura improvvisa della tuba, il che può provocare un'importante emorragia interna che può addirittura mettere a rischio la vita della donna. Per fortuna, in molti casi si arresta da sola molto precocemente o si riesce comunque a intervenire, sempre precocemente, per arrestarla.

La diagnosi precoce consente esiti più favorevoli e riduce i casi in cui si arriva alla rottura della tuba. Il rischio di mortalità è basso (0,5 su 1000).

gravidanza extrauterina
Una gravidanza extrauterina (o ectopica) si verifica quando l’embrione si annida al di fuori dell'utero: nella maggioranza dei casi (oltre il 90%) l'annidamento avviene in una delle tube, ma può anche avvenire nella cavità addominale, nel collo dell'utero o nelle ovaie. | shutterstock

Quali sono le cause e i fattori di rischio?

 

La gravidanza extrauterina può essere favorita da vari fattori, tra i quali un’alterazione della normale struttura anatomica delle tube, precedenti interventi pelvici, infezioni dell'apparato riproduttivo, endometriosi, infertilità o trattamenti per l’infertilità, età avanzata della donna, fumo di sigaretta. Anche il fatto di aver già avuto una gravidanza ectopica aumenta il rischio in caso di gravidanze successive. 

 

Quali sono i sintomi principali?

 

All'inizio una gravidanza extrauterina può manifestarsi come una normale gravidanza, con interruzione del ciclo mestruale, nausea, tensione al seno. Poi possono comparire sintomi come:

  • dolori e crampi pelvici più o meno intensi, anche a un lato soltanto;
  • dolore alla schiena, nella zona lombare;
  • perdite di sangue.

Anche in assenza di sintomi, non è detto che la gravidanza extrauterina si risolva spontaneamente: può comunque continuare a svilupparsi.

 

Quali sono i sintomi di una rottura tubarica?

 

Possono comprendere:

  • dolore improvviso e intenso all'addome o alla zona pelvica;
  • dolore alle spalle;
  • debolezza estrema, svenimento.

In presenza di questi sintomi occorre recarsi immediatamente al pronto soccorso.

 

Come si fa la diagnosi?

 

La diagnosi si basa sul risultato dell'ecografia, abbinata a una misurazione dei livelli di ormone Beta-hCG nel sangue: se l'ecografia non rivela nulla in utero e i livelli di Beta-hCG aumentano nel tempo, ma più lentamente di quanto farebbero in caso di una gravidanza normale, significa che la gravidanza è ectopica.

 

Come si interviene?

 

Sono possibili tre strade terapeutiche, a seconda della gravità della situazione.

  • Nei casi più semplici si adotta la cosiddetta ‘procedura d’attesa’: di fatto non si fa nulla e si attende, verificando che la situazione si stia risolvendo da sola. Questa procedura è efficace nel 70% dei casi, ma in particolari condizioni: camera gestazionale stabile e di piccole dimensioni, niente dolori né emorragia interna. Si devono eseguire controlli clinici quasi quotidiani, fino a che gli esami indicano che la gravidanza si è risolta spontaneamente.
  • Se i livelli di Beta-hCG non decrescono, si passa al trattamento medico. Viene somministrato un farmaco chemioterapico, il metotrexate, che blocca la replicazione cellulare. Questa terapia è adatta se la gravidanza è in fase iniziale o comunque poco sviluppata e se la donna non ha dolori o emorragie interne.
  • In tutti gli altri casi è necessario il trattamento chirurgico. Se si opera in urgenza (per esempio in caso di emorragia incontrollabile, stato di shock, gravidanza cervicale o addominale) si interviene in genere in modo tradizionale mediante incisione dell’addome (laparotomia). Altrimenti, nelle mani di un operatore esperto e con strumenti adeguati, fino al 95% delle gravidanze ectopiche può essere trattato in modo mininvasivo con solo 2-3 minuscole incisioni di 5 mm (laparoscopia). L’intervento consiste nell’incisione e spremitura della tuba in cui si è impiantato l’embrione (salpingotomia). Nel 20% dei casi, però, si può arrivare all'asportazione totale o parziale della tuba (salpingectomia), in particolare se il diametro della camera gestazionale è maggiore di 5 cm.

 

Sia dopo l'intervento chirurgico sia dopo il trattamento con metotrexate la donna può sentirsi molto stanca - con anche qualche dolore o disagio addominale - per alcune settimane. In caso di disagio emotivo o psicologico può essere utile il confronto con altre donne che abbiano vissuto la stessa esperienza o un counseling di supporto.

 

La fertilità futura è a rischio?

 

La fertilità è compromessa solo nel caso in cui la donna abbia una sola tuba e si renda per forza necessaria la sua asportazione. Va detto però che, con utero e ovaie funzionanti, si può comunque ottenere una gravidanza futura mediante le tecniche di fecondazione assistita.

 

 

Il rischio di recidiva è alto?

 

Il rischio relativo di gravidanza extrauterina in una donna che l’ha già avuta aumenta di circa 7-9 volte (ma attenzione: parliamo comunque di eventi rari), ma diminuisce se alla gravidanza extrauterina segue una normale gravidanza in utero.

 

Fonti per questo articolo: Ectopic Pregnancy, documento dell'Americal College of Obstetrics and Gynecologsts (2018); sito web Medline Plus; pagina web del Sistema sanitario britannico; consulenza di Raffaella Giannice, specialista in ginecologia e ostetricia a Milano, Rozzano e Legnano.

 

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