Fumo e spermatozooi

I figli di padri fumatori sono meno fertili del 50%

Di Nicolò De Rosa
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28 novembre 2018
Una ricerca della Lund University ha evidenziato come, indipendentemente dalla madre, i figli di padri fumatori al momento della gravidanza presentavano una conta spermatica quasi dimezzata rispetto a i figli di un non fumatore

Che il fumo in maternità fosse dannoso al bebè nel pancione era ormai risaputo, ma l'ultima ricerca della Lund University ha sorprendentemente mostrato come - indipendentemente dalle abitudini della madre - gli uomini il cui padre aveva fumato durante il periodo di gravidanza in media abbiano la metà degli spermatozoi rispetto ai figli di un non fumatore.

 

 

Lo studio

 

Per giungere a tali conclusioni il team di scienziati coordinato da Jonatan Axelsson, dottore specializzato in medicina ambientale, ha posto sotto osservazione 104 ragazzi svedesi tra i 17 e i 20 anni d'età.

 

Questo campione, dopo essere stato suddiviso in base al tipo di esposizione alla nicotina (madre fumatrice, padre fumatore, partecipante stesso dedito al fumo ecc...), ha evidenziato che nel caso dei soggetti con padre fumatore la concentrazione spermatica si abbassava del 41% ed il numero degli spermatozoi era inferiore in alcuni casi anche del 51%.

 

Le misurazioni sono state effettuate tracciando la presenza di cotinina, un metabolita della nicotina che viene usato come biomarcatore all'interno del flusso sanguigno. Il livello di questo alcaloide del tabacco infatti ha aiutato gli studiosi a capire perfino se gli stessi padri dei soggetti analizzati fossero stati esposti al fumo passivo o a quello attivo.

 

«Sono stato molto sorpreso dal fatto che, indipendentemente dal livello di esposizione alla nicotina della madre, la conta spermatica dei maschi con un padre fumatore fosse così bassa» ha dichiarato Axelsson.

 

Il legame tra i due elementi - padre fumatore, figli con pochi spermatozoi - è ancora poco chiaro e gli stessi autori della ricerca hanno spiegato che serviranno ulteriori studi per approfondire la questione. Leggi anche: Come rimanere incinta: 13 consigli per aumentare la fertilità

 

La connessione tra cattive abitudini del padre e possibili conseguenze sulla sua progenie è però ampiamente confermata.

 

«Diversamente dall'ovulo materno, i gameti del papà si dividono continuamente nel corso della vita e spesso le mutazioni si verificano nel preciso momento della divisione cellulare - continua Axelsson - Sappiamo che il tabacco contiene molte sostanze che causano mutazioni, così possiamo immaginare che, al momento del concepimento, i gameti si siano sottoposti a certe trasformazioni che, in questo modo, hanno poi trasmesso nei geni della prole una ridotta qualità dello sperma»