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Infertilità femminile ed endometriosi: per chi cerca una gravidanza

di Irma Levanti - 20.04.2018 - Scrivici

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Fonte: tommaso altamura / Alamy / IPA
Si stima che il 30-40% delle donne infertili soffra di endometriosi, una condizione che può compromettere il successo riproduttivo con cause di tipo anatomico o molecolare/infiammatorio. Ecco un approfondimento al riguardo.

L'endometriosi è una malattia molto frequente, nonostante sia ancora poco conosciuta, e che può essere legata all'infertilità femminile. Ecco alcuni approfondimenti utili al riguardo.

In questo articolo

Endometriosi, cos'è

L'endometriosi è un disturbo caratterizzato dalla presenza e proliferazione di tessuto endometriale - quello che di norma riveste l'interno dell'utero - in sedi diverse dall'utero stesso. Questo tessuto può localizzarsi nelle ovaie, dove produce cisti, all'interno della parete muscolare dell'utero (adenomiosi) o di quella della vescica, sulla parete dell'intestino, sul peritoneo (una sorta di membrana che riveste gli organi addominali), sui legamenti uterini, nella zona tra vagina e retto. Le localizzazioni extrauterine dell'endometrio prendono il nome di lesioni dell'endometriosi. (Leggi anche: endometrio secretivo, che cosa è)

Pur essendo talvolta asintomatica, l'endometriosi può comportare dolore intenso e riduzione della fertilità. Si stima che il 30-40% delle donne infertili soffra di questa malattia.

Endometriosi, le possibile cause

Comunemente, si pensa che la causa principale sia la cosiddetta mestruazione retrograda. Fabio Parazzini, professore associato di ginecologia all'Università di Milano, già coordinatore di un gruppo di studio nazionale sull'endometriosi, ha affermato: «In pratica, durante la mestruazione un po' di sangue mestruale può rifluire nella cavità addominale, portandosi dietro delle cellule endometriali. In presenza di particolari condizioni favorevoli, queste cellule possono impiantarsi in sedi anomale, dando il via a piccoli focolai di endometriosi».

Quest condizioni favorevoli non sono ancora chiare completamente. È proabile che siano coinvolti vari

  • fattori immunitari,
  • infiammatori
  • e vascolari.

Endometriosi e infertilità

Tra endometriosi e infertilità c'è un rapporto diretto, perché la malattia può determinare la formazione di aderenze, ostruzioni e alterazioni anatomiche che impediscono fisicamente l'incontro tra ovulo e spermatozoi o l'impianto dell'embrione.

In altri casi l'associazione tra endometriosi e infertilità non è così chiara. È probabile che siano coinvolti fattori immunitari o vascolari, che in qualche modo ostacolano la funzionalità ovarica o l'instaurarsi di una gravidanza.

Inoltre, i meccanismi alla base del rapporto tra endometriosi e infertilità sono principalmente di due tipi: può esserci una causa anatomica, se a causa delle lesioni gli organi genitali formano delle aderenze che rendono i processi riproduttivi più difficoltosi.

Oppure può esserci una causa più molecolare, legata al fatto che lo stato di infiammazione cronica compromette la normale comunicazione chimica tra ovociti, spermatozoi e tube di Falloppio, una comunicazione fondamentale per il buon esito della fecondazione.

Se la gravidanza inizia, l'endometriosi può causare complicazioni?

È un campo di ricerca emergente quello che riguarda gli effetti dell'endometriosi sulla gravidanza. Alcuni studi recenti suggeriscono un'associazione tra questa condizione e un aumento del rischio di aborto o di complicazioni come parto pretermine. In realtà, è da chiarire se questi effetti dipendano dall'endometriosi di per sé o dal fatto che si tratti di gravidanze che arrivano in età più avanzata o grazie a fecondazione assistita.

Elena Zannoni, responsabile del servizio di chirurgia ginecologica dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (MI), ha affermato: «Probabilmente alcune localizzazioni dell'endometriosi, come quelle nella parete dell'utero, comportano qualche complicazione in più, ma in generale il messaggio deve essere rassicurante: se la gravidanza parte, riesce anche ad arrivare bene a termine. Ovviamente però, è importante che le donne che si trovano in questa condizione vengano seguite un po' più attentamente, con qualche visita e controllo in più».

Endometriosi, diagnosi

Massimo Bardi, responsabile del Centro per la diagnosi e cura dell'endometriosi al Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro (BG), ha affermato che «la diagnosi dell'endometriosi si fa innanzitutto su base clinica, cioè partendo dai sintomi che la donna riferisce». Il medico chiederà in particolare come sono i cicli mestruali, se i rapporti sessuali sono dolorosi, se si stanno cercando figli e non arrivano.

La visita ginecologica è il secondo passo, che può dare indicazioni su un'eventuale endometriosi con localizzazioni a livello vaginale, retto-vaginale o del collo dell'utero.

Invece, l'ecografia transvaginale consente di individuare con chiarezza cisti a carico delle ovaie. In alcuni casi questi strumenti non bastano per una diagnosi definitiva: la certezza può essere ottenuta soltanto con la laparoscopia, una tecnica chirurgica mini-invasiva che consente di esaminare l'interno dell'addome.

 Jacqueline Veit, fondatrice e presidente dell'Associazione italiana endometriosi, ha chiarito: «Purtroppo, il percorso non è sempre lineare e possono volerci anche anni prima di arrivare a una diagnosi definitiva. Questo dipende in parte dal fatto che le donne tendono a trascurare i propri sintomi dolorosi, considerandoli come normali, in parte dal fatto che anche alcuni medici sottovalutano i sintomi e la malattia».

Endometriosi, cure

Purtroppo non esiste una cura definitiva, ma si possono soltanto curare i sintomi. Innanzitutto si può intervenire con una terapia farmacologica, magari a base di pillola anticoncezionale che, riducendo significativamente il sanguinamento mestruale, rallenta molto l'endometriosi. Inoltre di recente sono stati introdotti farmaci specifici per questa malattia a base di progestinici, che inibiscono le modificazioni endometriali senza alterare la normale funzionalità ormonale ovarica.

Veit ha chiarito che non sono previste esenzioni fiscali per questa malattia e che l'Associazione italiana endometriosi è attualmente impegnata in campagne e attività per il riconoscimento dell'endometriosi come malattia cronica.

Se le terapie non bastano o se i sintomi sono in partenza molto severi o vengono subito individuati cisti e noduli importanti, si preferisce una strategia chirurgica. L'intervento avviene in laparoscopia e permette di rimuovere i tessuti anomali.

Ma soprattutto nel caso di localizzazioni ovariche, oggi si tende a intervenire con molta cautela. Questo perché c'è sempre il rischio che, intervenendo sulle ovaie, si danneggi anche qualche follicolo, riducendo così la riserva ovarica.

Inoltre, Bardi ha detto: «Trattandosi di una malattia che può alterare la percezione dell'immagine corporea e dell'identità femminile, è importante anche un supporto psicologico per le donne colpite da endometriosi». Questo supporto può essere portato avanti tra "pari", cioè tra gruppi di pazienti, nei cosiddetti gruppi di auto-mutuo-aiuto.

Oltre alle strategie più importanti, ossono essere utili anche altre strategie "alternative" di controllo del dolore. Alcuni studi suggeriscono l'efficacia, in questo senso, di percorsi di mindfuless o di terapia cognitivo-comportamentale.

Per saperne di più su questa condizione

Per una guida completa alla fertilità e al concepimento vai alla serie di articoli su Fertilità e concepimento, dalla fecondazione naturale alla procreazione assistita

Domande e risposte

Che cosa è l'endometriosi?

Si parla di endometriosi quando l'endometrio si sviluppa anche in sedi anomale, al di fuori della cavità uterina

Quanto è frequente l'endometriosi? 

Si stima che colpisca il 10-20% delle donne in età riproduttiva.

Aggiornato il 09.03.2020

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