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Infertilità secondaria: quando il secondo figlio non arriva

di Elena Berti - 10.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Che cos'è l'infertilità secondaria, quando preoccuparsi e come fare se dopo un primo figlio non si riesce a concepire il secondo.

Infertilità secondaria

Quando si è concepito il primo figlio senza difficoltà non ci si immagina che potrebbe non essere lo stesso col secondo, anzi: sono molte le storie di coppie che hanno dovuto ricorrere alla PMA per il primo figlio e poi hanno avuto il secondo in maniera naturale, stupendosene. Invece l'infertilità secondaria esiste: vediamo di cosa si tratta e perché accade. 

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Che cos’è l’infertilità secondaria

Per infertilità secondaria si intende quindi la difficoltà a concepire un altro figlio dopo il primo, arrivato invece senza problemi. In linea di massima, ci vogliono uno o due anni (dipende dalla coppia, dall'età, eventuali patologie o altre caratteristiche) di rapporti regolari non protetti per poter parlare di infertilità

Attenzione: non coinvolge soltanto le donne ma riguarda entrambi i generi, e può essere influenzata da diversi fattori come appunto l'età (col passare del tempo la riserva ovarica cala drasticamente di anno in anno), ma anche le abitudini: vita stressante o frenetica, cattiva alimentazione, sedentarietà e obesità, fumo e abuso di alcol sono fattori che possono incidere sulle capacità di concepire un figlio, anche se in precedenza si è riusciti senza problemi. 

Non si tratta quindi soltanto di una questione di tempo che passa o di una precisa patologia, ma può essere dovuta a una concomitanza di fattori da non sottovalutare. 

Cosa fare se non si riesce ad avere il secondo figlio

Se dopo due o tre mesi di tentativi non siete riusciti ancora a concepire, non è il caso di preoccuparsi. Il fatto che sia bastato un solo rapporto per farcela la prima volta non significa che sia così facile: riuscire prima a produrre ovociti di qualità, poi a fecondarli, infine a impiantarli non è affatto semplice. 

Ma se dopo sei mesi ancora il test positivo non arriva, soprattutto se avete più di 35 anni potrebbe essere utile parlarne col ginecologo. Dopo un anno, dovete farlo in ogni caso, sarà lui poi a capire quali sono i fattori che potrebbero mettere a rischio la possibilità di avere un altro figlio e soprattutto a decidere quali siano gli esami più adatti da fare. 

Infertilità secondaria maschile

Posto che quindi il problema può riguardare sia l'uomo che la donna (come entrambi o, in alcuni casi, nessuno dei due), vediamo cosa significa quando l'infertilità secondaria è maschile

Solitamente, quando si sospetta questa condizione, il medico consiglia un consulto con l'andrologo, che potrebbe prescrivere gli accertamenti dovuti in caso di sospetta infertilità maschile

Il primo esame da compiere è quindi lo spermiogramma, che permette di valutare la qualità dell'eiaculato, la motilità degli spermatozoi e la loro forma. Se lo spermiogramma non risulta nella norma, si possono indagare le cause (a volte dovute da cattive abitudini) oppure richiedere altri accertamenti, come la spermiocoltura, il test di frammentazione o quello di capacitazione

Infertilità secondaria femminile

Se invece si sospetta che la difficoltà a concepire arrivi dalla donna, una delle principali cause potrebbe essere dovuta all'età. Le capacità di produrre ovociti di qualità calano di anno in anno, perciò se si combinano uno spermiogramma anormale e un età oltre i 35 anni della donna i problemi di concepimento aumentano. Ovviamente è necessario verificare che non siano insorte problematiche nella donna dopo il primo parto che potrebbero impedire la fecondazione o l'impianto, per questo di solito i primi accertamenti sono di tipo ecografico per controllare lo stato dell'utero, delle ovaie e delle tube. 

In linea generale, l'approccio medico tende a favorire un concepimento naturale in caso di infertilità secondaria, soprattutto cercando di indagare le cause di un'eventuale spermiogramma anomalo e quindi risolverle (come può essere in presenza di infezioni, per esempio). Si danno anche consigli sulle abitudini: smettere di fumare, seguire una dieta più sana ed equilibrata, fare movimento fisico, ridurre lo stress. 

Le coppie che soffrono di infertilità secondaria, in ogni caso, riescono spesso a concepire in maniera naturale dopo essersi rivolti agli specialisti.

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