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Legge 40: di cosa si occupa e perché è importante

di Viola Stellati - 22.02.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La legge 40 ha permesso di far nascere in Italia 217.000 bambini in soli 20 anni: di cosa si tratta e perché è molto importante

In questo articolo

Che cos'è la legge 40

Sfortunatamente, non tutte le persone che desiderano diventare genitori possono farlo in maniera naturale. Nonostante questo c'è una buona notizia: da ben 20 anni nel nostro Paese esiste la legge 40, che dall'ormai lontano 2004 regolamenta il ricorso a tecniche di PMA, e quindi alla procreazione medicalmente assistita. Scopriamo insieme questa legge nel dettaglio e quante persone ne fanno ricorso in Italia.

L'importanza della legge 40

Come accennato in precedenza, la legge 40 è di estrema importanza e valore perché permette a tutte le coppie che hanno problemi accertati di infertilità o di sterilità di poter diventare genitori.

Questa legge nel corso degli anni - ben 20, per la precisione - ha subito diverse modifiche fino a raggiungere lo stato attuale che ha permesso a ben 217.000 bambini in Italia di venire al mondo. Un numero sorprendente poiché è pari alla popolazione di una città come Messina o Padova.

Entrata in vigore il 19 febbraio del 2004, come riporta l'ANSA è una realtà che prende sempre più piede nel nostro Paese. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che il numero dei trattamenti effettuati ogni anno è raddoppiato, così come i tassi di gravidanza.

L'attuale testo dello legge 40 specifica che nel nostro Paese è possibile l'accesso alle tecniche di PMA e procreazione assistita anche alle coppie fertili con malattie genetiche trasmissibili al bambino. Allo stesso tempo, permette la diagnosi genetica pre-impianto per scoprire scoprire eventuali anomalie genetiche dell'embrione e impiantare solo embrioni sani, sia per le coppie fertili sia per quelle infertili.

Poi ancora consente di ricorrere alla fecondazione eterologa per le coppie eterosessuali e anche il congelamento degli embrioni prodotti in eccesso da utilizzare nel caso in cui il primo impianto fosse inefficace o la coppia volesse altri figli in un secondo momento.

Ciò che purtroppo rimane ancora vietata è la procreazione assistita per le coppie omosessuali, che invece è consentita in molti Paesi europei.

Non è possibile nemmeno ricorrere a una donna estranea alla coppia per portare avanti la gravidanza.

Quante persone usufruiscono in Italia di questa legge

Stando a ciò che si può leggere sul Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita, l'età media delle donne che si sottopongono a cicli di PMA è cresciuta, poiché si passati dai 34 anni nel 2005 a 37 anni nel 2022.

Allo stesso tempo, è aumentata anche la quota di donne sopra i 40 anni a ricorrere alla legge 40, che era del 20,7% nel 2005, mentre nel 2022 ha toccato il 33,9%.

I dati riportano anche che nel periodo 2005-2022 l'attività di PMA è aumentata di quasi 2 volte, dai 63.585 trattamenti del 2005 ai 109.755 del 2022.

Buone notizie si hanno anche per quanto riguarda la percentuale di bambini nati vivi sulla popolazione generale: nel 2005 era dell'1,22% nel 2022 è arrivata al 4,25%.

Ad essere aumentate sono anche le procedure di PMA che prevedono l'utilizzo di embrioni crioconservati, da 1.338 nel 2005, ovvero il 3,6% delle procedure, a 29.890 nel 2022, pari al 31,1%. 

Infine, le tecniche di PMA che utilizzano gameti donati sono cresciute da 246 cicli nel 2014 (0,3%), a 15.131 cicli nel 2022 (13,8%).

Tutto questo è stato reso possibile dall'evoluzione della tecnologia, che dal 2004 a oggi è cresciuta tantissimo, sia a livello clinico sia all'interno dei laboratori di embriologia.

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