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Maternità e uguaglianza di genere, consigli per rimuovere i pregiudizi

di Sara De Giorgi - 25.07.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Maternità e uguaglianza di genere: qual è la situazione? Abbiamo intervistato la psicologa, psicoterapeuta e psicosocioanalista Paola Scalari

Si è discusso molto di uguaglianza di genere e, ad oggi, il dialogo è vivo più che mai. Recentemente è stato ripubblicato un libro fondamentale per le donne e per la liberazione dalla violenza di genere: si tratta del testo Maternità e sesso. Studio psicoanalitico e psicosomatico della psicoanalista viennese Marie Langer (La Meridiana, 2022) nell'edizione curata da Aurelia Galletti e Paola Scalari. La prima edizione italiana risale al 1981.  

Marie Langer ha inagato il sentire femminile agli albori delle lotte e delle campagne per l'affermazione dei diritti di uguaglianza delle donne. Le riflessioni della Langer mettono in evidenza quanto ad oggi siamo ancora lontani da una totale liberazione dalla violenza subita. Non solo violenza fisica, ma anche psicologica: purtroppo spesso è violenta la sanitarizzazione eccessiva della gestazione e del parto; sono violente molte leggi di mercato che impongono modelli "corretti" da seguire nella salute e nella forma fisica; ecc. Inoltre, il rapporto con la maternità sembra sempre più conflittuale per le molte donne costrette a scegliere tra avere figli oppure realizzarsi professionalmente.

Abbiamo intervistato la psicologa, psicoterapeuta e psicosocioanalista Paola Scalari, curatrice del volume della Langer, chiedendole non soltanto informazioni importanti sul libro, ma anche riflessioni e chiarimenti sull'uguaglianza di genere e sul ruolo della donna nella società contemporanea.  

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Uguaglianza di genere, siamo ancora lontani?

«Molte sono le conquiste avvenute in questi ultimi decenni, ma l'uguaglianza non vi può essere perché vi sono delle differenze nel corpo delle donne che implicano una inevitabile diseguaglianza. Dalla verginità al menarca, alle mestruazioni, al tenere in grembo un figlio al partorirlo, dall'allattarlo al costituire istintivamente un ambiente di protezione del cucciolo. Certo molto hanno fatto tanti uomini per comprendere i bisogni delle proprie donne e per condividere con loro la delicatezza del corpo femminile. È a questo che dobbiamo lavorare ancora molto: il rispetto della diversità.

Troppa uguaglianza insomma mi fa temere una perdita di specificità per il mondo femminile. Forse come allieva della Langer oltre che da un pensiero femminista sono sostenuta anche da un pensiero marxista. Lei fu entrambe queste cose, pur essendo una madre provata dalla perdita in grembo di una bambina, dall'aver poi avuto e allevato altri figli, dall'aver amato un primo marito ma aver poi scelto un secondo uomo. Insomma una donna che ebrea, psicoanalista, femminista, comunista ha sempre optato per i più deboli. E le donne secondo me lo sono ancora», chiarisce la dottoressa Scalari.

Ad una maggior libertà culturale delle donne non ha corrisposto una liberazione psichica?

«Le conquiste del pianeta donna sono davvero importanti, ma perché i soprusi erano davvero importanti. Donne che non potevano scegliersi il marito, donne che non potevano studiare, donne sottomesse ad un patriarcato spesso violento, donne a cui era impedito scegliere la propria vita. Ora possono realizzarsi soggettivamente molto di più.   Ma io credo che nuovi e subdoli meccanismi le sottomettano demonizzando il corpo che invecchia, la bellezza che sfiorisce, i chili che aumentano: le troviamo allora prigioniere di un clichè estetico da cui poche sanno liberarsi.

Inoltre gli uomini tendono ancora a confondere amore  e possesso. E le donne a loro volta confondono la sottomissione con il dare affetto. Gli esiti sono poi il numero di femminicidi che cresce. L'uccisione di una donna per mano del suo uomo rappresenta l'atto barbarico che come una punta di un iceberg ci dice di quanta strada si debba ancora compiere. Langer affrontando il tema dell'emancipazione femminile pone molta attenzione alla relazione primaria tra bebè e mamma».

Le donne ad oggi devono ancora scegliere tra lavoro e figli?

«No, non devono scegliere. Ma sanno che sostenere lavoro e figli è difficile soprattutto se hai lavori dove la maternità è considerata un danno alla produttività. E ancora di più se non hai una rete parentale di supporto o sei economicamente svantaggiato.

Insomma palesemente non devi optare, ma emotivamente ti trovi in un dilemma che può prosciugarti.

Se vuoi fare tutte due le cose al meglio ti trovi sempre dentro ad un conflitto, se opti per i figli ti senti penalizzato nel lavoro dove altri ti portano via lo spazio. Certo i lavori più garantiti non ti mettono in questa posizione, ma mi pare che oggi questi siano in minoranza. Siamo nell'epoca del precariato, della partita IVA, del contratto a termine. E i bambini ne risentono. Dovremmo dare più garanzie alle donne non tanto per loro quanto per non trovarci con una generazione di bambini infelici, traumatizzati, arrabbiati».  

Consigli per rimuovere i pregiudizi

  1. «Direi che le donne con il sostegno degli uomini che sono consapevoli dell'importanza che hanno le loro compagne nella vita dei loro figli sono l'esempio migliore. Uomini non che aiutano, ma che collaborano alla vita familiare. Maschi che non pretendono servizi, ma li offrono. Certo molta strada c'è da fare. Quindi è necessario che le donne si rafforzino in questa loro posizione di diritto. E questo, come direbbe Marie Langer, dipende tutto o quasi tutto dalle loro madri.
  2. Spezzare la catena di svalutazione verso il mondo femminile inizia anche da loro, delle volte un aiuto psicologico può essere d'aiuto ad uscire da questo trauma svalutativo o carenziale.
  3. Per questo la lettura del libro Maternità e sesso, studio psicoanalitico e psicosomatico (Edizioni la meridiana 2022) di Marie Langer può essere un accompagnamento ad una riflessione personale su come si è divenute e si vive nel proprio corpo femminile. Per capire il perché del dolore mestruale, della sterilità psicogena, della paura del parto, della difficoltà ad allattare fino a come affrontare la menopausa», conclude la dottoressa Scalari.

Il pensiero di Marie Langer

La dottoressa Paola Scalari afferma che Marie Langer (1910-1987) ha posto al centro della sua ricerca le vicissitudini del corpo femminile e gli aspetti psicosomatici che caratterizzano il vissuto transgenerazionale e intergenerazionale.

«Cioè ogni donna come figlia risente della sua storia con la propria madre. Là dove questa relazione abbia della aree traumatiche per ogni figlia diventa difficile divenire donna, godere del proprio corpo e poter concepire un figlio. Marie Langer quindi attraversa tutte le fasi della vita della donna dal menarca alla menopausa osservando come la vita della donna sia condizionata dal suo mondo interiore.

In fondo le fiabe ce lo hanno sempre detto: le matrigne hanno rappresentato la madre cattiva in tutta la letteratura dell'infanzia. Non sempre l'esito come nelle fiabe è buono, alle volte le donne devono soffrire molto per uscire da situazioni dove la relazione traumatica con la propria madre le ha penalizzate».

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