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Concepimento

Rimanere incinta dopo un aborto spontaneo

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27 Giugno 2013
Dopo un aborto, la ripresa dell’attività ovulatoria si ha quasi immediatamente e due cicli sono sufficienti perché l’utero torni alle sue condizioni originarie e l’apparato riproduttivo ricominci a funzionare normalmente

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Conviene aspettare almeno due mestruazioni dopo un aborto spontaneo, per consentire il ripristino della funzionalità ovarica e dell’assetto ormonale. Nella gran parte dei casi non occorre fare altro: solo se gli aborti sono ripetuti e se avvengono in epoca tardiva, sono opportuni controlli preventivi, per assicurarsi che ci siano tutte le condizioni per vivere felicemente una nuova gravidanza.

 

 

“Un aborto spontaneo è un’evenienza piuttosto comune, che può capitare in circa il 15-20% delle gravidanze, soprattutto nelle prime otto settimane, tanto che spesso la donna neanche sa di essere incinta e scambia per normali mestruazioni quel che invece è un aborto” premette Alessandro Caruso, Professore Ordinario in Ginecologia e ostetricia, Università Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma.

“Assai spesso dietro un aborto non c’è una causa precisa, ma semplicemente si verificano situazioni per cui il prodotto del concepimento subisce una selezione naturale e viene automaticamente espulso dall’utero, che non lo riconosce come ‘idoneo’. La buona notizia è che nella gran parte dei casi è destinato a rimanere in episodio isolato, che non pregiudica in alcun modo le gravidanze successive”.

Quanto aspettare prima di riprovarci

Dopo un aborto, la ripresa dell’attività ovulatoria si ha quasi immediatamente e due cicli sono sufficienti perché l’utero torni alle sue condizioni originarie e l’apparato riproduttivo ricominci a funzionare normalmente.

“Ecco perché in genere si consiglia alle donne di aspettare almeno due mestruazioni dopo l’evento abortivo” suggerisce il ginecologo. “E questo a prescindere dal fatto che sia stato necessario un raschiamento o meno.

A dire il vero, se l’aborto avviene precocemente, all’incirca entro la settima settimana, quasi sempre il prodotto del concepimento si espelle da sé in modo completo, senza bisogno di interventi esterni; in epoche successive invece potrebbe essere necessario effettuare un raschiamento per ripulire bene la cavità uterina. In ogni caso si tratta di un intervento che non intacca minimamente la funzionalità uterina; eccezionalmente può succedere che restino residui che richiedono un successivo intervento.”

Dopo un aborto, ci sono maggiori probabilità che l’esperienza si ripeta?

Se l’aborto è avvenuto entro 7-8- settimane, va considerato un evento naturale che non sottintende alcuna patologia particolare, ma può essere semplicemente il risultato di vari fattori contingenti, come una malformazione dell’embrione incompatibile con la vita o un cattivo impianto della placenta.

Dopo questa esperienza, il rischio che si verifichi nuovamente un aborto è uguale a quello che hanno tutte le altre donne. Diverso il caso in cui gli aborti siano già più di due o in cui l’aborto sia avvenuto in epoca successiva alle 9-10 settimane, quando la gravidanza si era già avviata normalmente ed il battito cardiaco fetale era già stato rilevato. In tale evenienza è opportuno andare alla ricerca dei motivi che hanno determinato l’aborto, che possono essere molteplici. Leggi anche l'articolo sugli aborti spontanei ripetuti

“Può darsi che alla base vi sia una patologia materna, come una trombofilia o una malattia autoimmune, un’alterazione del corredo cromosomico della coppia, malformazioni anatomiche dell’utero materno (ad esempio l’utero setto), una disfunzione ormonale che non consente le condizioni ottimali per accogliere l’embrione, un’infezione vaginale non riconosciuta e non curata o altre infezioni, come la toxoplasmosi o la rosolia, che, sia pure raramente, possono contagiare il feto con danni anche fatali” commenta il prof. Caruso.

“A seconda della causa individuata, il ginecologo consiglierà il da farsi e l’intervallo di tempo necessario prima di cercare una nuova gravidanza. Tenendo sempre presente, tuttavia, che in un 30% dei casi non sarà possibile identificare la causa precisa dell’aborto”.

I controlli consigliabili prima di cercare un altro bebè

E’ necessario effettuare controlli prima di provare a concepire nuovamente? “Anche se l’aborto è stato un episodio isolato, è buona regola controllare alcuni valori ematici, in particolare di, glicemia, tiroide, e i livelli pressori, perché un’ eventuale ipertensione potrebbe ostacolare nutrimento e l’ossigenazione del feto” risponde l’esperto. “In caso di poliabortività, verranno invece consigliate indagini supplementari, stabilite dal ginecologo a seconda della situazione individuale”.

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