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Entro il 2045 la maggior parte delle coppie potrebbe aver bisogno della riproduzione assistita

di Elena Berti - 08.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La riproduzione assistita potrebbe diventare l'unico modo per avere figli entro il 2045. Un dato allarmante. Cosa sappiamo?

La professoressa di medicina ambientale Shanna Swan spiega come le sostanze chimiche nella plastica stiano causando il declino della nostra fertilità e cosa possiamo fare al riguardo. Nel 2017 ha documentato come il numero medio di spermatozoi tra gli uomini occidentali si sia più che dimezzato negli ultimi 40 anni. Le persone stanno riconoscendo che c'è in atto una crisi della salute riproduttiva, ma si trova la causa nel ritardo nella gravidanza, nella scelta o nello stile di vita e non in un problema chimico. Le sostanze chimiche invece svolgono un ruolo causale importante.

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Riproduzione assistita: sarà una scelta obbligata?

Durante gli studi della dottoressa, è stato osservato un cambiamento nella capacità di avere figli. Anche le donne più giovani avevano registrato un aumento maggiore rispetto ai gruppi di età più avanzata. Ciò suggerisce che qualcosa oltre all'invecchiamento e alla procreazione ritardata stia influenzando la fertilità. Putroppo, esistono dati che parlano di un aumento di aborto spontaneo indipendentemente dalla fascia d'età.

Ci sono poi delle sostanze che possono interferire sulla fertilità e compromettere concepimento e gravidanza. Si tratta di sostanze che hanno conseguenze sugli ormoni soprattutto, in particolare progesterone ed estrogeni, e che quindi creano uno squilibrio nella salute riproduttiva della donna, ma non solo.

Tra queste sostanze ci sono per esempio gli ftalati, impiegati nella plastica anche a uso alimentare. Gli ftalati hanno conseguenze sul testosterone, perciò possono compromettere la fertilità maschile e quella femminile ed essere la causa, tra le altre cose, di pubertà precoce, insufficienza ovarica o aborto spontaneo.  

Un'altra sostanza sempre contenuta nella plastica è il bisfenolo A (BPA), di cui fino a poco tempo fa non si regolava nemmeno la quantità. Purtroppo il bisfenolo imita il lavoro degli estrogeni, per questo può avere delle conseguenze sulla fertilità femminile.

Ma non è da sottovalutare nemmeno negli uomini, che potrebbero veder diminuire la quantità di spermatozoi o soffrire di disfunzione erettile. Quella dello sperma è una questione che i riceratori stanno seguendo da vicino, dato che il volume degli spermatozoi cala drasticamente di anno in anno.

Cosa possiamo fare?

Secondo la dottoressa, l'industria chimica deve iniziare a produrre sostanze chimiche che possano essere utilizzate nei prodotti di uso quotidiano che non siano attivi dal punto di vista ormonale. Anche la sostituzione - in cui una sostanza chimica nociva viene sostituita da un'altra non testata, che poi si rivela avere gli stessi rischi - deve cessare.

Le persone in età riproduttiva, in particolare quelle che pianificano una gravidanza, dovrebbero essere consapevoli che tutto ciò che portano nella loro casa ha il potenziale per contenere queste sostanze chimiche. Per quanto possibile:

  • mangia cibi freschi - un mucchio di carote, patate che cucini tu stesso - in quanto ciò dovrebbe ridurre l'esposizione attraverso la plastica.
  • durante la cottura, non utilizzare teflon o altro rivestito
  • non usare la plastica nel microonde 
  • Per la cura della persona e dei prodotti per la casa utilizzare prodotti semplici e cercare di evitare quelli profumati; gli ftalati vengono aggiunti per trattenere il profumo.

Fonti articolo: Shanna Swan

Aggiornato il 16.04.2021

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