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Test di gravidanza per diventare vigilessa

di Lorenza Laudi - 22.06.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Un test di gravidanza negativo per partecipare al concorso vigili, bandito a inizio maggio. E' accaduto nel torinese

Test di gravidanza negativo per partecipare a un concorso

Un certificato di idoneità sportiva e un test di gravidanza negativo, effettuato cinque giorni prima. Sono questi alcuni dei requisiti inseriti nel bando per diventare vicecommissario dei vigili in due comuni del torinese, a Vigone e Torre Pellice, paesi di cinquemila abitanti.

Una richiesta discriminatoria?

La richiesta ha scatenato non poche polemiche, tanto più perché proveniente da un ente pubblico. I responsabili del bando si sono poi giustificati dicendo che l'istanza era volta a tutelare la salute delle donne e dell'eventuale feto in vista della prova fisica.

Per partecipare al concorso ci sono infatti tre prove da superare:

  • idoneità fisica,
  • una prova scritta 
  • un colloquio orale.

Il test viene appunto richiesto in vista della prova atletica dei mille metri da correre entro i 6 minuti e 30 secondi. 

Una prassi di molti concorsi

Sembrerebbe che rischiedere il test di gravidanza negativo sia prassi di molti concorsi, come quelli dell'Aeronautica militare o dell'Accademia navale. Che però non è esattamente la stessa cosa, dal momento che i vigili svolgono altre mansioni. 

"Il punto è che non si può fare", commenta la Professoressa Rossana Berardi, Presidente di Women for Oncology Italy. Non a caso lo scorso 2021 il Consiglio di Stato è intervenuto sul tema, sottolineando l'illegittimità dell'esclusione di una candidata in gravidanza dal concorso per allievi finanzieri (sentenza n. 8578/2021 del 24 dicembre 2021).

"Dubitiamo, dunque, che sia legittimo pretendere a priori che un'aspirante vigilessa non sia incinta e lo dimostri, test alla mano. Richiederlo è una grave forma di discriminazione contro le donne nel mercato del lavoro", aggiunge la Professoressa Berardi. "È ancora più invasiva della privacy della classica domanda circa i progetti di maternità".

Infatti poi la clausola è stata prontamente eliminata dal bando, in quanto discriminatoria. "Perché ricordiamolo: una donna in stato di gravidanza va supportata e non discriminata", continua la Presidente di Women for Oncology Italy. "Nella vita reale la strada per la parità di genere passa dalla consapevolezza e soprattutto dalla non rassegnazione che tutto questo sia normale. Perché normale non è". 

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