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Tumore ai testicoli: posso ancora diventare papà?

di Simona Regina - 30.06.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Tumore ai testicoli: può creare problemi di fertilità. Confrontarsi con il medico. E in ogni caso c'è la crioconservazione

In questo articolo

I testicoli, che si trovano all'interno dello scroto (la sacca posta al di sotto del pene), sono gli organi genitali deputati alla produzione dei gameti (gli spermatozoi) e di alcuni ormoni maschili (testosterone).

Il tumore ai testicoli è una neoplasia piuttosto rara, tuttavia è una delle più frequenti nei giovani: è il tumore più frequente negli uomini di età compresa tra i 15 e i 35 anni.

Ogni anno in Italia, sviluppano un tumore del testicolo circa 2.000-2.300 uomini (nel 2022 le stime indicano 2300 nuove diagnosi).

Il documento I numeri del cancro in Italia  riporta che le probabilità di guarire dopo una diagnosi di tumore ai testicoli sono molto elevate (nel 94% dei casi; la guarigione si attesta al 99% nei primi stadi clinici, quando la malattia colpisce solo il testicolo e non è estesa ai linfonodi addominali).

La probabilità di guarire rappresenta la percentuale di nuovi pazienti (al momento della diagnosi) che nel tempo raggiungeranno la stessa attesa di vita delle persone non affette da tumore e con le stesse caratteristiche (sesso ed età).

I tumori del testicolo hanno una elevatissima sensibilità alla chemioterapia e alla radioterapia. Anche nelle forma avanzate i risultati in termini di guarigione raggiungono il 75-80%.

Tumori al testicolo

Abbiamo usato il plurale perché il tumore ai testicoli può originare sia dalle cellule germinali (quelle che danno origine agli spermatozoi) sia dalle cellule non germinali. I tumori germinali sono i più frequenti e si distinguono in seminomi e non seminomi. I primi sono più frequenti tra i quarantenni, i secondi insorgono tra la tarda adolescenza e la trentina come si legge in questo approfondimento della Fondazione Airc.

Papà dopo un tumore ai testicoli

Il tumore ai testicoli può compromettere la fertilità? Sì, i pazienti possono incorrere in problemi di fertilità (temporanei o permanenti).

Nelle linee guida Aiom si consiglia di posticipare la "ricerca di prole" trascorsi due anni dalla sospensione di eventuali chemioterapie.

Il team di specialisti che prende in carico il paziente dovrebbe proporre la giusta tecnica per preservare la fertilità, caso per caso.

In generale qui segnaliamo che la fertilità può essere preservata ricorrendo alla crioconservazione preventiva. In altre parole prima della chemioterapia/radioterapia e dell'intervento chirurgico (l'orchiectomia, ovvero l'asportazione di un testicolo) si raccolgono dei campioni del proprio liquido seminale da conservare (congelare) appunto in una banca del seme.

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