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Galateo

9 regole moderne (ma non troppo) di bon ton valide per tutta la famiglia

Di Sara De Giorgi
bambinipranzo

06 Luglio 2018
Come ci si comporta a tavola con altre persone e nei luoghi pubblici? Fare la scarpetta oppure no? Chi ama le buone maniere e vuole saperne di più può consultare una guida classica rivisitata in "chiave moderna": si tratta del testo scritto da Silvia Columbano, ossia «Galateo & Bon ton moderno ma non troppo. Le buone maniere ieri e oggi», (Franco Cesati Editore). La regola più importante di tutte? La gentilezza.
 

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Tutti pensiamo di conoscere le buone maniere, ma spesso non è così. Ora, per chi intende informarsi in modo più dettagliato sulle regole di base del bon ton, esiste una guida classica rivisitata in "chiave moderna" (ma non troppo): si tratta del testo scritto da Silvia Columbano, ossia Galateo & Bon ton moderno ma non troppo. Le buone maniere ieri e oggi (Franco Cesati Editore, 16 euro).

 

Il bon ton spiegato da Silvia Columbano riprende la letteratura e, in particolare, il Galateo di Giovanni Della Casa, il primo trattato sulle buone maniere scritto dal monsignore toscano tra il 1551 e il 1555, il cui lettore "ideale" era: «chiunque si dispone di vivere non per le solitudini o ne’ romitorii, ma nelle città e tra gli uomini»; dunque non prìncipi, ma persone comuni. Abbiamo intervistato Silvia Columbano, chiedendole di raccontarci quali sono i temi principali del suo libro che riprende un testo di 400 anni fa e di fornire alcuni consigli di galateo ancora validi per le famiglie odierne.

 

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Alcuni consigli di galateo ancora validi per tutta la famiglia

 

La regola d’oro del galateo per genitori è una, da cui poi provengono tutte le altre: essere un buon esempio per i nostri bimbi.

 

Silvia Columbano afferma che «I nostri figli ci guardano come dei supereroi e delle supereroine da imitare: cerchiamo di essere all’altezza delle loro aspettative e di mettere in pratica noi per primi le buone maniere… che sono tutte norme di rispetto, delle opinioni, degli spazi, delle sensibilità altrui».

 

La scrittrice sottolinea che una buona occasione per testare il nostro “livello” di bon ton è senz’altro la vacanza, durante la quale si può insegnare ai più piccoli che le regole che vogliamo siano rispettate in casa valgono anche fuori casa. Per esempio in albergo, dove:

 

1) lasciamo la camera il più possibile in ordine;

 

2) teniamo un tono di voce basso nei corridoi e niente corse;

 

3) evitiamo l’assalto al buffet della colazione;

 

4) salutiamo sempre il personale dell’albergo e rivolgiamoci a tutti con educazione e gentilezza (teniamo sempre bene a mente le quattro parole rivoluzionarie!);

 

5) rispettiamo gli orari dei pasti e, una volta usciti dall’hotel, l’ambiente: che sia di mare, di montagna o urbano poco importa.

 

Invece, in aereo e in treno:

 

6) moderiamo il tono (della voce e del telefono),

 

7) non ingombriamo lo spazio “vitale” altrui con giornali, quaderni, giochi, pennarelli, borse.

 

Infine due regole da bollino rosso:

 

8) mai togliersi le scarpe;

 

9) mai usare i sedili vuoti per distendere le gambe (e poggiarci sopra le nostre sneakers).

 

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"Galateo" e "Bon Ton moderno ma non troppo": un prontuario di buone maniere

 

Silvia spiega che nelle prime righe del suo trattato Giovanni Della Casa ci definisce "esseri sociali" e che oggi a questa parola abbiamo tolto la "i" (siamo diventati "social") ma la sostanza non cambia: siamo fatti per stare con gli altri, ma abbiamo ancora molto da imparare sul "come".

 

«Per questo ho pensato di ripartire dalle basi, dal Galateo, un grande libro della convivenza civile tra le persone, di ripercorrere i trenta capitoli con più obiettivi: riscoprire le regole evergreen delle buone maniere, adattare e aggiornare quelle ormai datate, aggiungerne delle altre che si calano della vita moderna di tutti i giorni, dal supermercato ai mezzi pubblici, alle vacanze, al lavoro», racconta.

 

Qual è la regola di comportamento più importante di tutte?

 

Silvia non esita e ci spiega che è senza dubbio la gentilezza. «La gentilezza è come il nero: sta bene su tutto (o meglio su tutti!), in ogni occasione; in più ci rende empatici, fa in modo che le persone si avvicinino e che i cafoni si allontanino. Mi piace vederla come una sorta di "insetticida"! Non aspettiamo un’occasione formale per sfoggiarla – come si fa con un abito elegante – ma mettiamola in pratica nella vita quotidiana».

Allenarsi alla gentilezza è una delle prime regole che ci suggerisce Giovanni Della Casa, il che significa per prima cosa pronunciare quattro parole semplicissime, ma rivoluzionarie: "buongiorno/buonasera", "per favore", "grazie", "scusa". Provare per credere.

 

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Le regole fondamentali - al giorno d’oggi - del Bon Ton a tavola

 

La vita diventa sempre più frenetica, e anche il modo di apparecchiare la tavola si semplifica, specie con l’arrivo dell’estate. Silvia chiarisce che «per fare bella figura con i nostri ospiti non occorre tirare fuori servizi di porcellana eleganti e posate d’argento: una tovaglia ben stirata e pulita (anche bianca, con tovagliolo coordinato o tono su tono – e rigorosamente a sinistra!), un piatto, due bicchieri (uno per l’acqua, uno per il vino), le posate sistemate al posto giusto (forchetta a sinistra, coltello a destra) ed è fatta; un occhio di riguardo ai colori (non mescoliamo troppe tonalità, ma in alcuni casi anche osare più essere una buona idea)».

 

Ma, chiarisce l'autrice, a parte la mise en place, fondamentale è come ci comportiamo durante un pranzo o una cena: la forma deve sempre andare di pari passo con la sostanza. «Dunque: non giocherelliamo con posate e bicchieri, stiamo seduti compostamente, diamo più attenzione ai commensali che al cibo che abbiamo nel piatto, solo bocconi piccoli, e la scarpetta tra amici e parenti stretti, e rigorosamente a casa; attenzione agli argomenti “scivolosi“. E, ultima cosa: dimentichiamo almeno per un paio d’ore lo smartphone».

 

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