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Adozione mite, maternità surrogata e altri casi: la Corte Costituzionale riconosce il legame coi parenti

di Elena Berti - 28.02.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Sentenza Corte Costituzionale su adozione e parentela per figli di coppie gay, da maternità surrogata o eterologa e figli di conviventi.

Sentenza della Corte Costituzionale su adozione e parentela

Le normative intorno al mondo dell'adozione sono a oggi molto complesse e, per quanto tentino di tutelare gli interessi dei bambini posti al centro della questione, non sempre le soluzioni risultano ideali per le parti in causa. Una storica sentenza della Corte Costituzionale su adozione e parentela ha però sancito un passo importante verso il riconoscimenti di alcune relazioni di parentela.

In questo articolo

Cosa dice la legge sulle adozioni

In Italia esistono due tipi di adozione

  • quella di bambini abbandonati o tolti per qualche ragione ai genitori, che possono essere adottati solo da coppie sposate
  • quella di bambini in grave difficoltà, perché orfani o gravemente disabili, che non vengono adottati da nessuna famiglia e quindi che possono essere adottati da single, coppie dello stesso genere o ancora conviventi

La grande differenza, fino al 24 febbraio 2022, è che solo i bambini adottati nella prima situazione, quindi in un contesto di coppia sposata, diventavano a tutti gli effetti "membri della famiglia", con un legame di parentela anche con gli altri: nonni, fratelli e via dicendo. 

Cosa cambia con la sentenza della Corte Costituzionale

Con la sentenza del 24 febbraio 2022 le cose cambiano. Fino a quel momento, i bambini adottati da singoli, coppie dello stesso sesso o coppie conviventi non avevano nessun diritto rispetto agli altri membri della famiglia, per esempio in cui il genitore adottivo non avesse avuto i mezzi per mantenere il figlio. Si poneva inoltre un altro problema: il genitore adottivo poteva allontanare il figlio dagli altri membri della famiglia in qualsiasi momento (per esempio in caso di separazione dal convivente). 

I casi in cui i bambini avranno più diritti

Sono numerosi i casi in cui finalmente i bambini si vedranno riconosciuti dei diritti in ambito famigliare che prescindono dal legame con la persona che li ha adottati (o partoriti): 

  • l'adozione mite: in questo caso il bambino adottato mantiene il legame con la famiglia di origine, ma magari viene adottato da una persona single
  • i figli di coppie di donne: un bambino nato tramite fecondazione eterologa all'estero non viene riconosciuto come figlio di entrambe le madri, ma solo di chi l'ha partorito
  • i figli nati da madri surrogate: soluzione che permette di avere figli alle coppie di uomini in cui uno dei due è il donatore e quindi, dalla legge, viene considerato l'unico genitore

Nel 2012, con una nuova versione dell'articolo 315 del Codice Civile, si sanciva l'uguaglianza di tutti i figli a livello di diritti e stato giuridico, a prescindere dallo status dei genitori. Purtroppo nei fatti non è stato così per i casi sopracitati, che solo oggi, con la sentenza della Cassazione, vedono finalmente riconoscersi il diritto ad avere una vera famiglia. 

Questo grande successo arriva grazie all'impegno di una coppia di uomini in cui uno dei due, non il padre biologico delle gemelle avute da una madre surrogata, pretendeva che gli venisse riconosciuto lo status di padre. Il Tribunale dei Minori di Bologna aveva respinto la richiesta, ma grazie la Cassazione ha dato ragione all'uomo. 

Una svolta storica che finalmente smuove l'Italia su temi fondamentali e attuali che non possono non essere presi in considerazione.

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