ADOZIONE A DISTANZA

Adottare un bambino a distanza: dai requisiti ai costi, ecco tutti i dettagli

Di Alice Dutto
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03 Giugno 2019
Tempi, modalità e requisiti dell'adozione a distanza. La guida per tutti gli interessati
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Un gesto d’amore che può cambiare la vita a chi è in difficoltà. È l’adozione a distanza, che consente ai bambini meno fortunati non solo di sopravvivere, ma anche di studiare e avere nuove opportunità.


Ma come si fa ad adottare un bambino a distanza? Ne abbiamo parlato con Valentina Cislacchi, responsabile di Alice for Children, il progetto attivo in Kenya a favore dell’infanzia più disagiata e vulnerabile.

 

 

Come attivare un’adozione a distanza

«Tutti possono adottare un bambino a distanza, l’importante è essere maggiorenni e garantire di mantenere l'impegno abbastanza a lungo. Noi chiediamo almeno tre anni in modo da permettere al piccolo adottato di concludere un ciclo di studi» specifica la responsabile.

Tante sono le associazioni che danno la possibilità di sostenere un bambino in difficoltà. Per farlo la procedura è più o meno la stessa: «Basta chiamare l’organizzazione, scrivere una mail, o compilare il form sul sito. È possibile contribuire in vari modi: con il bonifico diretto dal conto corrente bancario, tramite l’attivazione del Sepa; con la carta di credito; o con il bollettino postale. Si può poi decidere con quale cadenza temporale fare la donazione: ad esempio, può essere mensile, bimestrale o anche annuale».

Una volta ricevuto il primo pagamento, si attiva l’adozione: possono volerci anche solo 24 ore dal pagamento.

 

Regalare un’adozione a distanza

Il titolare della donazione può non coincidere con l'intestatario dell’adozione. «Spesso ci capita che qualcuno intitoli l'adozione a un’altra persona che, in questo caso, può essere minorenne. Diversi adulti hanno regalato un’adozione a distanza ai loro figli, magari in occasione della cresima o della comunione».


Cosa vuol dire essere genitori a distanza

«A quel punto si diventa genitori a distanzale prime informazioni che si ricevono riguardano la storia del piccolo e della sua famiglia, specificando da dove viene, in quale progetto è inserito e quanti anni ha. La scelta del destinatario della donazione viene fatta dall'associazione, prediligendo chi ha più bisogno».

Periodicamente, si ricevono informazioni riguardanti la vita del bambino e i suoi risultati scolastici. Alcune associazioni utilizzano delle piattaforme web che consentono a genitori a distanza e bambini di scriversi e scambiarsi foto e disegni, ma anche la pagella di fine anno.

«Dopo circa tre mesi dall’attivazione dell'adozione noi diamo la possibilità di fare una videochiamata e, dopo sei mesi, proponiamo anche la possibilità di visitare i nostri progetti in Kenya e andare a conoscere dal vivo i bambini seguiti».
 


Quanto costa adottare un bambino a distanza

Più o meno il costo medio di un’adozione a distanza, a prescindere dall’organizzazione prescelta, si aggira sui 30 euro al mese, quindi circa 360 euro all’anno. «Un importo che è detraibile al 30% dalla dichiarazione dei redditi in qualità di donazione su un massimo di 30mila euro. In alternativa, si può anche dedurre dal reddito complessivo fino a un massimo del 10%».

 

Adottare a distanza bambini orfani

Spesso non è possibile scegliere il bambino da adottare a distanza, «Bisogna fidarsi delle associazioni tramite cui si compie questo gesto: noi stiliamo delle liste di bambini in ordine di bisogno».

«Non è detto che un bambino orfano sia in condizioni peggiori rispetto a uno che ha i genitori. Il primo potrebbe essere seguito dalla famiglia allargata, mentre il secondo potrebbe avere mamma e papà tossicodipendenti o in precarie condizioni economiche». 

«Chi adotta può fare delle richieste specifiche, che vengono sempre prese in considerazione, ma sarebbe meglio affidarsi alla competenza di chi gestisce da tanto tempo i progetti e conosce i bambini in stato di bisogno».


Come scegliere l’associazione giusta

Molte sono le organizzazioni che permettono di adottare un bambino a distanza, ma quali sono quelle veramente affidabili? Ci sono diversi criteri che, come sottolinea Valentina Cislacchi, si possono valutare per evitare brutte esperienze:

  • Primo, è bene verificare che abbiano pubblicato sempre il loro bilancio annuale: è un segno di serietà e trasparenza.
  • Secondo, è meglio rivolgersi a organizzazioni che sono attive da almeno 5-6 anni, perché in questo campo l’esperienza è molto importante.
  • Terzo, è utile sapere che l’associazione non si avvalga solo di lavoratori volontari, ma che abbia uno staff interno, anche locale.
  • Infine, chiamare l’associazione e, magari, incontrare di persona chi ci lavora.