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Adottare un bambino in Italia e all'estero: quali sono i passaggi e a chi rivolgersi

di Elena Cioppi - 18.01.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
A chi rivolgersi per adottare un bambino in Italia? Ecco l'iter di questa esperienza bellissima e quali sono gli enti in Italia e all'estero da contattare.

L'esperienza di adottare un bambino cambia la vita, e non soltano per l'arrivo di un nuovo membro della famiglia. A differenza dell'affidamento, l'adozione è una soluzione permanente che comporta sacrifici e attese, soprattutto nelle primissime fasi della richiesta. In Italia ci sono diverse limitazioni che regolano l'adozione, come quelle legate ai single e alla convivenza di fatto che non permettoo alla coppia non unita in matrimonio di andare avanti con la procedura. Chi invece possiede i requisiti deve seguire un iter ben preciso, che prende via diverse a seconda che si stia procedendo con la domanda di adozione in Italia oppure con quella internazionale. A chi rivolgersi per adottare un bambino? Quali sono gli step imprescindibili da conoscere? Facciamo il punto.

In questo articolo

A chi rivolgersi per adottare un bambino in Italia

Ecco, uno a uno, gli step per presentare domanda di adozione nazionale insieme ai requisiti tenuti in considerazione dal Tribunale al fine della buona riuscita della pratica. I costi dell'adozione in Italia possono essere molto contenuti, ma i tempi possono dilatarsi considerevolmente per via della burocrazia o delle troppe richieste.

Primo step: la richiesta al Tribunale dei Minori

Come riporta il sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri dedicato all'adozione, possono fare richiesta i coniugi sposati da almeno tre anni e non separati (neanche di fatto); i coniugi sposati da meno di tre anni ma conviventi su basi stabili e comprovabili. La domanda è una dichiarazione di disponibilità all'adozione, in cui potrebbe essere richiesto di integrare dei documenti e le seguenti informazioni: 

  • certificato di nascita
  • stato di famiglia
  • dichiarazione di assenso all'adozione dei genitori (dichiarazione sostitutiva di atto notorio) oppure, qualora fossero deceduti, i relativi certificati di morte
  • certificato di buona salute
  • dichiarazione dei redditi o la busta paga
  • certificato del casellario giudiziale
  • atto notorio (o dichiarazione sostitutiva) che tra i coniugi richiedenti non sussiste separazione personale, neppure di fatto

Il Tribunale dei Minori a cui rivolgersi è quello di competenza in relazione alla residenza; se la coppia vive all'estero fa fede l'ultimo indirizzo di residenza comune. Se questo, infine, non esiste, allora si fa riferimento al Tribunale di Roma.

Secondo step: trasmissione della domanda ai servizi sociali di pertinenza

Dopo la richiesta trasferita con tutti i documenti richiesti al Tribunale, questo si impegna a trasmetterla entro 15 giorni ai servizi sociali del comune o territorio di pertinenza della coppia. In questo modo si avvia il secondo step, che prevede l'inizio di un'indagine legata proprio alla vita della coppia, alla sua sfera psicologica e sociale la quale, in seconda istanza, viene poi sottoposta al giudice. L'indagine è fondamentale perché serve ai servizi territoriali di conoscere la famiglia che ha richiesto di adottare, soprattutto perché questi devono poi trasferire le informazioni raccolte al giudice che decide se dare o no il decreto di idoneità.  

Chi sono questi esperti che devono valutare la coppia in relazione a un'adozione? Il sito del Consiglio dei Ministri riporta che si tratta di:

  • assistenti sociali
  • psicologi
  • sociologi

Tutti lavorano in enti territoriali o regionali e devono valutare l'ambiente familiare e sociale e le motivazioni della coppia che vuole adottare, co istituite presso gli enti locali territoriali e le Regioni. Hanno il compito, nella fase iniziale della procedura dell'adozione internazionale,  così da avere un quadro puntuale di obiettivi da trasferire al Giudice, l'unico che può davvero attestare l'idoneità. I servizi sociali devono inviare la relazione al Giudice entro 4 mesi dalla domanda della coppia; il Giudice, una volta che l'ha ricevuta, deve pronunciarsi entro 2 mesi. Purtroppo questi sono solo tempi teorici e l'iter in questa fase, soprattutto nelle grandi città, può anche arrivare a durare dai 12 ai 24 mesi.

Terzo step: la dichiarazione di idoneità

Adottare un bambino in Italia significa aiutare un bambino che si trova in una struttura italiana, di qualsiasi etnia e origine. Se il Tribunale dei Minori di competenza giudica la relazione sulla coppia attendibile e dà la sua dichiarazione di idoneità, si procede ad abbinare alle diverse famiglie che hanno fatto richiesta di adozione ai minori in attesa nelle strutture. 

Quarto step: affidamento preadittivo o collocamento provvisorio

Individuato il bambino giusto per la famiglia, la strade dell'adozione in Italia si biforcano su due percorsi: quello dell'affidamento preadottivo, in casi di adozioni a basso rischio giuridico (ovvero abbandonati alla nascita senza che nessuno possa reclamare la potestà genitoriale). Al contrario, per gli altri casi, si opta per un percorso temporaneo, una sorta di periodo di prova prima dell'anno previsto per l'affidamento preadottivo. La seconda opzione ha purtroppo tempi più lunghi, perché oltre alla famiglia che adotta intervengono anche la famiglia d'origine del bambino e il Tribunale; l'affidamento preadottivo invece dura un anno e può essere prorogato o revocato.

Quinto step: l'incontro

Avviene spesso, per la protezione dello stesso minore, nella comunità in cui vive. Piano piano la nuova famiglia e il minore si conoscono, così da far andare avanti la pratica fino alle sue fasi finali. 

Sesto step: l'adozione

Se tutto va bene e non ci sono impedimenti giuridici che osteggiano l'adozione, il Tribunale dà infine l'ok a procedere per il provvedimento con due procedimenti:

  • effetto legittimante, che fa sì che il minore diventi figlio della coppia che ne ha fatto richiesta davanti alla legge
  • effetto risolutivo: la famiglia d'origine del minore non può più avere rapporti con lui

Gli unici casi in cui l'effetto legittimante può essere revocato è se il minore si ritrova nuovamente in stato di abbandono, situazione che lo rimette in comunità e in circolo per una nuova procedura di adozione da parte di un'altra famiglia.

Come adottare un bambino straniero

Fino al terzo step, ovvero quello che fa ottenere ai genitori la dichiarazione di idoneità da parte del giudice, il percorso dell'adozione nazionale e quello internazionale è lo stesso. Il sito Adozione Trasparente (si accede con SPID) è il portale che guida i genitori adottivi (anche aspiranti) a tutti i passaggi, anche quelli legati ai costi che, per l'adozione internazionale, possono anche raggiungere cifre importanti a seconda del paese in cui si adotta.

Quarto step dell'adozione internazionale: la scelta dell'Ente autorizzato

Chi vuole procedere con l'adozione internazionale però da questo punto in poi deve seguire un'altra procedura, che prevede in quarta istanza di coinvolgere un Ente autorizzato dal CAI. L'Ente può essere facilmente trovato selezionando regione d'origine e continente nel quale si vuole adottare dal motore di ricerca dedicato. Il respiro internazionale di questi enti, che hanno sedi all'estero e conoscono i territori nei quali operano, è fondamentale. Per portare avanti l'iter di adozione internazionale è obbligatorio sceglierne uno e farsi supportare nel percorso.

Quinto step dell'adozione internazionale: instradamento

L'instradamento è la fase di presentazione dei documenti, che, grazie al tramite dell'Ente scelto, raggiugeranno le Autorità straniere per la valutazione. Ogni Paese ha le sue regole burocratiche ed è per questo che il supporto dell'Ente sarà fondamentale per i genitori, che verranno guidati passo passo in tutte le fasi da chi li conosce bene.

Sesto step dell'adozione internazionale: abbinamento

Quando la procedura di instradamento è andata a buon fine, si procede con l'abbinamento: la famiglia ciò può conoscere il minore che è stato scelto per lei. Tra tutte, nonostante le difficoltà delle fasi precedenti, questa è il momento più difficile perché  la coppia è chiamata a decidere se procedere con l'adozione in certi casi anche senza conoscere il bambino. L'incontro in questa tappa è infatti a discrezione del Paese in cui si sta adottando un minore con tutto il carico psicologico ed emotivo che il conoscersi (anche in contesto culturare diverso dal proprio) porta con sé in una situazione come questa.

Settimo step dell'adozione internazionale: la scelta

Se la coppia vuole proseguire, si completa la procedura nel paese straniero, in attesa della sentenza di adozione nel paese di origine. A quel punto si ottiene l'autorizzazione all'ingresso e alla residenza in Italia del minore, a cui si deve aggiungere il visto di adozione emessa dal Consolato italiano nel paese di provenienza del minore. Se l'esito è al contrario negativo, il paese straniero fa una relazione sulla coppia, così da valutare se sono ancora ritenuti validi per iniziare una nuova procedura di adozione.

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