Italia

Adozioni in calo: il quadro della situazione italiana

Di Niccolò De Rosa
adozioni
17 Maggio 2016
Difficoltà di iter, problemi economici ed età avanzata dei minori scoraggiano le famiglie italiane al passo dell'adozione. In ripresa invece le richieste di adozione internazionale, nonostante la CAI (Commissione Adozione Internazionale) si trovi nel bel mezzo di una burrasca istituzionale.
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In arrivo i dati dei Tribunali italiani che, anche quest'anno, certificano la parabola discendente delle richieste di adozione; quest'anno, a fronte di un numero comunque sostenuto di minori dichiarati adottabili, sono ancora circa trecento i bambini (ma soprattutto adolescenti) in attesa di trovare famiglia.

 

Le motivazioni: lentezza dell'iter burocratico, spese ingenti nel lungo e breve periodo e, elemento non trascurabile, età già avanzata dei minori. La stragrande maggioranza dei soggetti che superano i 10-11 anni di età infatti, entra in una fascia difficilmente adottabile, poiché in questi casi l'inserimento in un nuovo nucleo famigliare si fa sempre più complicato.

 

In diminuzione anche le adozioni internazionali

 

Ancora più complessa la situazione delle adozioni internazionali, dove la comparazione con gli anni passati mostra un calo ancora più evidente dal momento che si è scesi dalle 6.092 richieste del 2010 alle 4.015 del 2014, per un totale complessivo di 2mila coppie in meno in 4 anni.

 

Tali numeri però si concedono a diverse chiavi di lettura perché se è vero che l'Italia in quanto a numeri di richieste per l'adozione dall'estero è seconda solo agli USA (che però hanno una popolazione 5 volte superiore), è altrettanto vero che i minori in questione hanno quasi sempre un'età molto ridotta, (elemento che come si è visto influenza non poco la scelta).

 

Di diverso avviso l'associazione Ai.Bi, ente che si occupa di adozioni internazionale, la quale afferma che il numero di genitori che si rivolgono a loro per poter adottare, continua invece ad aumentare (già 321 coppie dal primo di gennaio al 30 aprile del 2016). Per AiBi dunque non è vero che gli italiani vogliono adottare di meno, ma sono le istituzioni che non aiutano minimamente il processo selettivo.

 

L'associazione accusa infatti la CAI, la Commissione Adozioni Internazionali, di essere stata pressoché assente negli ultimi due anni, sconvolta da terremoti interni e incertezze normative, tanto che la scorsa settimana il premier Renzi ha dovuto affidare il posto lasciato vacante dalla presidentessa uscente Silvia Della Monica al Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi (e non al Ministro per la Famiglia Enrico Costa, come ha fatto notare polemicamente un gruppo di parlamentari guidati dall'On.Giovanardi).

 

La CAI però ha fatto sapere che dai dati del 2015 si è registrato un piccolo rialzo dello 0,23%, cosa non da poco, soprattutto alla luce dei crolli di altri Paesi (ES: in Francia -23,8&)

 

FONTE: lastampa.it, AiBi

 

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20 Giugno 2013
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