Home Famiglia Adozione

Adozioni internazionali: deduzioni e rimborsi

di Penelope Greco - 18.07.2021 - Scrivici

bambini-adozione
Fonte: Shutterstock
Negli ultimi 5 anni, solo una coppia su due è riuscita a ottenere il rimborso adozioni a causa della complessità della procedura

Mentre in questi giorni l'assegno unico per la famiglia vede finalmente la luce, nel dibattito parlamentare si ritorna a parlare anche di specifiche misure a sostegno dell'adozione internazionale. Ferma restando, almeno per ora e in attesa della riforma fiscale, la deducibilità del 50% delle spese sostenute per l'adozione, il confronto resta quello, ancora non risolto, tra bonus e rimborso diretto da parte della Commissione Adozioni Internazionali di una parte delle spese.

Ma vediamo cosa sappiamo delle agevolazioni fiscali per le adozioni.

In questo articolo

Agevolazioni fiscali per le adozioni internazionali

Per quanto riguarda l'imposta sui redditi è prevista la deducibilità del 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi per la richiesta di adozione di minori stranieri. Queste spese devono essere certificate nell'ammontare complessivo dall'ente autorizzato che ha ricevuto l'incarico di curare la procedura di adozione.

Tra le spese deducibili sono comprese anche quelle riferibili:

  • all'assistenza che i genitori adottanti hanno ricevuto,
  • alla legalizzazione o traduzione dei documenti,
  • alla richiesta di visti,
  • ai trasferimenti,
  • al soggiorno all'estero,
  • all'eventuale quota associativa nel caso in cui la procedura sia stata curata da enti, 
  • altre spese documentate finalizzate all'adozione del minore.

Se le spese sono sostenute in un'altra valuta è necessario convertirle in euro utilizzando il cambio indicativo di riferimento del giorno stesso. Se in quei giorni il cambio non è stato fissato, va utilizzato il cambio medio del mese.

Nei modelli dichiarativi vanno indicati:

  • 730/2021: rigo E26 codice 21
  • Redditi PF 2021: Rigo RP26 codice 21

Ai fini della deducibilità fiscale non è necessario che l'iter di adozione internazionale si concluda positivamente con l'adozione del minore straniero. Sono infatti deducibili anche le spese relative ad una procedura di adozione internazionale che non si è conclusa con l'adozione del minore.

Le spese relative all'adozione di minori stranieri sono deducibili:

  • nel limite del 50% del loro ammontare complessivo;
  • se certificate da un ente autorizzato;
  • se sostenute successivamente alla data di nomina dell'ente autorizzato;
  • se effettivamente pagate nell'anno;
  • a prescindere dall'esito dell'iter di adozione

 

La difficoltà di ricevere il rimborso

Il Governo pare intenzionato a dare il via libera a una nuova tornata di rimborsi, variabili tra 5.500 e 9.000 € a seconda del reddito e, quindi, di importo superiore a quelli stabiliti negli anni precedenti. Di conseguenza, ha nuovamente bocciato una proposta di emendamento per introdurre il bonus di 10.000 € ad adozione.

Il rimborso delle spese sostenute dai genitori adottivi da parte della Commissione adozioni internazionali ha infatti mostrato in questi anni tutte le farraginosità e le lentezze che purtroppo caratterizzano la gran parte dei rimborsi pubblici di spese private, volti a sostenere attività in crisi o consumi. 

La difficoltà della procedura da seguire per arrivare a questo specifico rimborso per l'adozione è testimoniata dal fatto che delle 11.138 coppie che avrebbero avuto diritto al rimborso delle spese sostenute per adottare dal 2012 al 2017 (i rimborsi erano anche fermi da 6 anni), solo 6.000 sono arrivate al traguardo della conclusione delle procedure di richiesta. Il 46% vi ha quindi rinunciato strada facendo, ritenendo evidentemente il beneficio del rimborso inferiore alle incertezze e alle difficoltà per ottenerlo.

Fonte articolo: Ai.Bi. – Amici dei Bambini

Emergenza adozioni in Italia

Sono in crescita il numero dei neonati abbandonati in ospedale, soprattutto al Nord. In Lombardia 55 solo nel 2020; 186 in Italia.

Per diventare genitori adottivi bisogna presentare una domanda di adozione nazionale, scaricabile dal sito web del tribunale di competenza. I requisiti sono:

  • essere sposati da almeno tre anni (il conteggio degli anni può essere comprensivo anche di un eventuale periodo di convivenza)
  • avere un'età superiore di almeno 18 anni ma non più di 45 rispetto a quella del bambino.

Il Tribunale richiede al centro adozioni dell'Azienda sanitaria di verificare la capacità della coppia di prendersi cura di un bambino messo al mondo da altri e di produrre una relazione che ne attesti l'idoneità (entro 4 mesi).

I minori tolti dai genitori non in grado di occuparsene e dichiarati adottabili sono la maggioranza (1046 nel 2019)

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli