Home Famiglia Adozione

Come funziona l’affido in caso di bambini disabili

di Elena Berti - 24.06.2022 - Scrivici

affido-bambini-disabili
Fonte: Shutterstock
Affido bambini disabili, la situazione in Italia e le regole per prendere in affidamento un minore con disabilità: si può? Quali sono gli aiuti?

Affido bambini disabili, la situazione in Italia

Adottare un bambino in Italia è un percorso così complicato che scoraggia molti. È facile dire, alle coppie o ai singoli che si rivolgono per esempio alla PMA o alla gestazione per altri (la cosiddetta madre surrogata), che ci sono tanti bambini adottabili: la realtà è molto più complessa ed è fatta di anni di attese, delusioni e decisioni difficili. Non tutti i bambini, poi, sono davvero adottabili: è più semplice che siano affidati. Ma anche questo punto non è così semplice: l'affido bambini disabili è un tema complesso che ancora, in Italia, non sembra trovare una soluzione. Facciamo il punto sulla situazione italiana dei bambini con disabilità che aspettando di trovare una famiglia. 

In questo articolo

Affido bambini disabili, in Italia è possibile?

L'affidamento è ormai la pratica più comune per inserire un minore in una famiglia. Anche le coppie che intraprendono il percorso dell'adozione ormai difficilmente possono considerare concluso il percorso al momento dell'abbinamento: più facilmente accolgono un bambino in affido, che solo dopo un periodo sarà definitivamente adottato. 

Trovare una famiglia affidataria che non voglia adottare, però, è per certi versi ancora più complesso, perché si tratta di abbinare a una famiglia di solito già esistente un bambino che arriva da una situazione complicata, in cui i genitori sono presenti, anche se con difficoltà. La legge 184 del 1983, quella che disciplina affido e adozione, prevede la possibilità di prendere in affido bambini con disabilità e anzi, prevede anche che "lo Stato, le regioni e gli enti locali possano intervenire con specifiche misure di carattere economico" a sostegno di chi intraprende un percorso di affido accogliendo un minore con disabilità (riconosciuta dalla legge 104 che disciplina proprio in materia di disabilità). 

La realtà, però, è ben diversa: sono pochissimi gli interventi a sostegno dell'affido di minori con disabilità, per questo le famiglie sono scoraggiate.

In Italia i bambini con disabilità restano senza famiglia

Il percorso classico dell'affido è ben diverso da quello dell'adozione. Mentre per poter adottare un bambino si devono passare diversi step - corsi, formazioni, incontri, servizi sociali - che prendono anche diversi anni, l'affido è più rapido. In genere chi si propone effettua un breve corso di formazione presso i servizi sociali, che valutano lo status della candidatura. Dopo un incontro con lo psicologo si viene dichiarati idonei e da quel momento i servizi lavorano per trovare il bambino giusto. A differenza dell'adozione, infatti, i servizi sociali fanno di tutto per trovare un bambino che si "incastri" bene con chi dà la disponibilità, perché si considera che stia facendo qualcosa per la società e non perché desidera un altro figlio. 

In questo senso, durante i colloqui per l'affido viene chiesto quali sono le preferenze: maschio, femmina, età (se ci sono già figli in famiglia, si tende a dare loro la priorità e quindi ad affidare bambini più piccoli), caratteristiche di provenienza, ecc. Per questo è del tutto normale che i genitori (o il singolo, l'affido è permesso a ogni categoria) non vogliano bambini disabili che, in un equilibrio già assestato, potrebbe rappresentare un'enorme sfida e una difficoltà per tutti, bambino compreso.

I genitori affidatari non sono preparati a gestire disabilità

Il problema principale è probabilmente il fatto che i genitori affidatari non sono preparati a gestire la disabilità e spesso non ricevono nessun supporto. Non sono rari i casi di bambini "restituiti" proprio perché, una volta arrivati a casa, la gestione diventa molto difficile e la famiglia affidataria non riceve sostegno né dai servizi sociali, né dagli psicologi. Non esistono veri e propri enti a supporto delle famiglie affidatarie, che sono lasciate da sole a gestire situazioni a volte davvero complicate, anche senza disabilità.

L'affido di bambini disabili è assolutamente possibile in Italia ed è regolato dalla legge, il problema è trovare famiglie che siano disposte a farsi carico di una tale responsabilità senza alcun supporto, né psicologico né economico. 

L'esempio più noto di affido di minore disabile è quello di Luca Trapanese, napoletano, cattolico e omosessuale da sempre impegnato nel supporto alle persone con disabilità. Avendo dato la disponibilità per l'affido, nel 2017 viene contattato dopo che nessun altro aveva accettato una bambina di un solo mese di vita, con sindrome di Down. Alba era stata abbandonata dalla madre alla nascita, e dopo averne accettato l'affido ha potuto diventarne padre a tutti gli effetti. 

La storia di Luca Trapanese ha commosso tutta l'Italia ed è la dimostrazione di una società che sta cambiando, nella speranza che gli affidi di bambini con disabilità diventino più frequenti anche grazie a un maggiore sostegno da parte delle istituzioni. 

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli