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Cassazione: figlio adottato può sapere chi è la madre biologica anche se morta

Di Luisa Perego
adozione
10 Novembre 2016
Se la madre biologica è morta, è giusto che il figlio biologico che è stato dato in adozione, se lo richiede, possa sapere le sue vere origini e la sua identità. Lo ha stabilito ieri la Corte di Cassazione.
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La madre naturale è morta? E' diritto del figlio biologico dato in adozione venire a sapere chi fosse. La morte della mamma non deve bloccare l'accesso ai suoi dati e tradursi quindi in una definitiva perdita di speranza di conoscere le proprie origini biologiche.

 

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una sentenza depositata ieri, 9 novembre 2016, n. 22838.

La Corte ha stabilito infatti il diritto di una donna ad accedere alle informazioni relative alla propria madre naturale nonostante lei avesse chiesto, come previsto dalla legge, di mantenere l'anonimato.

In questo caso la figlia naturale avrebbe dovuto aspettare 100 anni dalla formazione del certificato di nascita per far cessare l'anonimato. E' infatti questo il limite temporale fissato dalle norme per mantenere il segreto sull'identità materna nel caso la madre non dia parare positivo una volta interpellata. Questo limite avrebbe condannato il figlio biologico a non sapere mai di chi è davvero figlio, a meno che non sia così longevo.

Ma la Cassazione ha cancellato questo limite. 

 

Se la madre biologica è morta, il limite di 100 anni non c'è

Ieri è infatti stato stabilito che il figlio che è stato dato in adozione, avendo cura di fare un uso lecito delle informazioni acquisite sulla madre e non dannose nei confronti dei familiari sopravvissuti della donna, può accedere ai dati sull'identità materna senza aspettare 100 anni.

 

"Il diritto dell'adottato, nato da donna che abbia dichiarato alla nascita di non voler essere nominata, ad accedere alle informazioni concernenti la propria origine e l'identità della madre biologica sussiste e può essere concretamente esercitato anche se la stessa sia morta - afferma il verdetto della Cassazione - e non sia possibile procedere alla verifica della perdurante attualità della scelta di conservare il segreto, non rilevando nella fattispecie il mancato decorso del termine di cento anni dalla formazione del certificato di assistenza al parto o della cartella clinica, salvo il trattamento lecito e non lesivo dei diritti di terzi dei dati personali conosciuti".

 

Fonti: sole24ore, cortedicassazione.it, repubblica.it; italiaoggi.it

Leggi anche: storia di un'adozione su mammenellarete

 

Ciao a tutte, vorrei raccontare un poco della mia storia perché oggi è un giorno davvero speciale. Ebbene, 23 anni fa come oggi conobbi alla tenera età di 11 anni i miei genitori. Ancora oggi ricordo quel giorno, la trepidazione nel mio cuore, nelle gambe, in ogni mia parte del corpo. Ero finalmente felice, felice di poter essere finalmente figlia, di avere una mamma e un papà solo miei, che mi avrebbero amata in maniera esclusiva e profonda come solo un famiglia può fare. La storia sull'adozione, segue qui