Adozione

Come adottare un bambino in Italia

Di Silvana Santo
adottareunbambino
15 Agosto 2017
Che procedura si deve seguire per adottare un bambino in Italia? Chi può presentare domanda di adozione? E quali sono i tempi e i costi da sostenere per gli aspiranti genitori adottivi? Ecco tutto quello che dovete sapere se desideri adottare un bambino 
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Sono decine di migliaia le famiglie italiane attualmente in attesa di adottare un bambino, sia in Italia che all'estero. «Molte coppie intraprendono parallelamente il percorso nazionale e quello internazionale, poi è la vita a scegliere per loro - spiega Daniela Bertolusso dell'associazione torinese Amici di Don Bosco, uno degli enti autorizzati a supportare le coppie nel percorso di adozione internazionale –. E le famiglie italiane sono di solito molto apprezzate all'estero, perché sono considerate tra le più accoglienti in assoluto». 

 

Cosa fare per adottare un bambino 


Chi desidera adottare un bambino in Italia deve intraprendere un percorso preciso.

1. La domanda presso il tribunale per i minorenni competente per indirizzo di residenza
Di solito occorre allegare alcuni documenti (certificati medici, il casellario giudiziale dei richiedenti, dichiarazione dei redditi, busta paga, la dichiarazione di assenso all’adozione da parte dei “futuri nonni adottivi”), ma la documentazione da fornire varia da tribunale a tribunale.

2. Gli eventuali incontri con gli assistenti sociali
Una volta ricevuta la domanda, il giudice minorile la esamina e, se dovesse ritenere la coppia idonea, trasmette i documenti ai servizi sociali territoriali.
A questo punto, gli assistenti sociali fissano una serie di incontri per conoscere la coppia e valutarne le potenzialità genitoriali, anche attraverso indagini mediche e psicologiche, oltre ad accertamenti da parte degli organi di pubblica sicurezza. Dopo aver raccolto le informazioni necessarie, gli assistenti sociali trasmettono la propria relazione al tribunale per i minorenni, che ha altri due mesi di tempo per rilasciare (o meno) il decreto di idoneità all’adozione.

3. L'attesa
Se la coppia viene ritenuta idonea, viene inserita in una lista, e dovrà attendere l'abbinamento a un minore che sia stato dichiarato adottabile dal tribunale dei minori. Dopo un periodo in cui la coppia e il bambino iniziano a conoscersi, comincia il cosiddetto affidamento preadottivo, della durata di almeno 12 mesi. Al termine, dopo una relazione dei servizi sociali al giudice minorile competente, l’adozione nazionale diviene definitiva.
 

 

Adozione internazionale, cosa cambia


Nel caso dell'adozione internazionale, una volta che la coppia sia stata dichiarata idonea ha un anno di tempo per scegliere obbligatoriamente uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali. Si tratta in particolare di agenzie, associazioni e onlus iscritte in un apposito albo, che hanno il compito di assistere i coniugi nei rapporti col paese di provenienza del bambino, formare le coppie ed, eventualmente, assistere le famiglie nel periodo che segue l’adozione.

«Quello dell'assistenza post adozione è un fattore che reputo molto importante nella scelta dell'ente autorizzato – commenta Bertolusso – perché può essere difficile trovarsi senza un riferimento al termine del percorso di adozione». Una volta individuato il bambino, vengono previsti degli incontri conoscitivi nel paese originario del minore, al termine dei quali viene prodotta una documentazione che servirà alla Commissione italiana per le adozioni internazionali ad autorizzare l’ingresso e la permanenza in Italia del bambino adottato. Una volta che il piccolo è entrato nel nostro paese, diventa definitivamente un cittadino italiano e un membro effettivo della nuova famiglia.

 

Quali sono i requisiti per adottare un bambino


Le norme italiane in materia stabiliscono che possano adottare un bambino solo coppie eterosessuali e coniugate. Non esiste, al momento, la possibilità di adozione da parte di genitori single o conviventi.

Gli aspiranti genitori adottivi, in particolare, devono essere sposati da almeno tre anni, oppure, se il matrimonio è stato contratto più di recente, aver convissuto continuativamente per almeno tre anni prima del matrimonio.

Oltre a questo, sono previsti dei limiti di età per chi abbia deciso di adottare un bambino: il membro più giovane della coppia deve avere una differenza di età non inferiore ai 18 e non superiore ai 45 anni rispetto al figlio adottivo.

Sono previste delle deroghe se il piccolo soffre di qualche malattia, se i coniugi abbiano già dei figli (naturali o adottivi), di cui almeno uno minorenne, se l’adozione riguarda un fratello o una sorella di un minore già adottato dalla stessa coppia o se interessa contemporaneamente più fratelli, dei quali almeno uno abbia un’età che rientri nei limiti di legge.

L'età del bambino che si sceglie di adottare può influire nella durata dell'iter, allungando o accelerando i tempi dell'attesa. «Alcune coppie che abbiamo seguito nell'adozione di bambini nati nelle Filippine hanno aspettato solo pochi mesi, perché hanno deciso di adottare un figlio che avesse più di sei anni», racconta. È dunque possibile adottare un bambino di pochi mesi, ma occorre che i futuri genitori non superino i limiti di età previsti dalla legge, e che il tribunale abbia nel frattempo avuto il tempo di dichiarare il bambino adottabile (anche nel caso di bimbi “abbandonati” in ospedale). 

 

Quanto costa adottare un bambino in Italia


I costi da sostenere per l'adozione di un bambino sono molto variabili. «Nel caso dell'adozione nazionale i costi sono molto contenuti – spiega Bertolusso – perché di fatto è la collettività che si fa carico della spesa necessaria per sostenere il minore finché non viene dichiarato adottabile, e perché l'iter non coinvolge soggetti privati».

Le cose cambiano nel caso di una adozione internazionale, perché ci sono da sostenere le spese relative all'associazione o l'altro ente privato che accompagna i genitori nel loro percorso. I costi si aggirano in diverse migliaia di euro, ma possono variare in modo sensibile. «Come in tutti i settori – aggiunge Daniela Bertolusso – ci sono soggetti che cercando di limitarsi ai costi vivi e altri che speculano sugli aspiranti genitori, che sono la parte debole dell'intero processo».

 

I tempi di attesa per adottare un bambino


I tempi che trascorrono da quando una coppia viene dichiarata idonea all'adozione a quando effettivamente accoglie il bambino in famiglia possono variare sensibilmente, anche in base alla disponibilità della coppia stessa rispetto all'età del figlio adottivo o alla eventuale adozione di più fratelli o di un bimbo con problemi di salute. «L'attesa media si aggira sui due anni e mezzo dal momento della dichiarazione di idoneità – conclude Bertolusso – e di solito si allunga se in famiglia è già presente un figlio biologico, perché in questo caso la legge impone cautele maggiori a sua tutela».

 

Adozione a distanza


Adottare un bambino a distanza è una scelta completamente diversa, che prevede – di solito con il tramite di un'associazione italiana o internazionale – il sostegno economico e continuativo nel tempo di un minore che resta inserito nel proprio contesto di famiglia biologica. Di norma il benefattore riceve aggiornamenti periodici sullo stato di salute del bambino, sui suoi progressi scolastici, sull'eventuale inserimento, una volta completato il percorso di istruzione, nel mondo del lavoro. In qualche caso è prevista anche la possibilità di incontrare fisicamente il minore, tenendo sempre presente che l'adozione a distanza non punta a dare al bambino una famiglia, che è normalmente già presente, ma a sostenerlo e supportarlo dal punto di vista economico.