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Come spiegare l'adozione ai bambini

di Stefano Padoan - 01.03.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Non evitate la domanda e non improvvisate: i consigli della psicologa e della pedagogista per parlare di un tema delicato e complesso

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Come spiegare l'adozione ai bambini

L'adozione è un tema delicato sia per chi vive l'esperienza in prima persona, sia per chi gli sta accanto. Ma come parlare di adozione a scuola e in famiglia? Ecco i consigli pratici della pedagogista Marta Stella Bruzzone e della psicologa e psicoterapeuta Sara Luna Bruzzone.

Come spiegare l'adozione a un bambino adottato

L'adozione è un tema complesso, che va affrontato tenendo in considerazione di volta in volta le specificità del bambino e dei genitori. «Quel che è essenziale però - spiegano le esperte - è che il discorso venga affrontato in tempi relativamente brevi e in modo chiaro e trasparente: un racconto sereno di questo fatto aiuta il bambino da un punto di vista psicologico e psichico, anche in vista di una vita socio-relazionale futura».

  • Non improvvisate. Per affrontare il tema con naturalezza e serenità non si può improvvisare: «I genitori adottivi hanno paura che, parlando dell'adozione, il bambino poi possa rifiutarli o che si rompa la relazione fino a quel momento costruita. Paure comprensibili, ma infondate perché per un bambino è molto più importante il vissuto quotidiano. Le parole che userete, però, sono fondamentali perché il bambino le farà sue per raccontare la propria adozione a se stesso e agli altri».
  • Fatelo sentire voluto. Una storia di adozione rischia di aprire dubbi sull'essere stato rifiutato o abbandonato. «Mettete invece in evidenza l'altra verità, ovvero quanto il bambino sia stato voluto e sia amato e pensato: una frase come "Io e papà ti abbiamo aspettato tanto" è molto efficace nello spiegare questa cosa».
  • Raccontategli le sue origini. L'adozione potrebbe rappresentare una spaccatura nella storia del bambino e gettare un'ombra sul suo passato. «Provate a mettere in relazione il prima e dopo che esistono in un'esperienza di adozione per ricondurre a unità la storia del bambino: spesso è utile parlare di una "mamma di pancia" e di una "mamma di cuore"».
  • Nessuno spazio al senso di colpa. L'idea di "mamma di pancia" e "mamma di cuore" è significativa anche perché non dà giudizi di valore sulle due figure: «Evitate sempre di passare l'idea, anche indiretta, che il bambino abbia una mamma "cattiva" e una "buona" e che sia stato abbandonato o rifiutato». Potrebbe essere di molto aiuto la lettura del libro "Mamma di pancia e mamma di cuore", (Editoriale Scienza).
  • Cercate alleanze. Avvisate della situazione educatori e insegnanti, affinché tutti gli ambienti educativi attorno al bambino siano attenti ed eventualmente pronti ad affrontare l'argomento con lui o con l'intera classe.

Come parlare di adozione a scuola e in famiglia

Anche in classe e in famiglia è importante non essere impreparati.

  1. Aspettate le loro domande. Quando parlarne? L'ideale sarebbe «aspettare le loro domande, o al massimo anticiparle ma non di troppo: sappiate che il tema di solito salta fuori alla scuola dell'infanzia, quando i bambini iniziano a scoprire il mondo anche fuori dalla loro famiglia attraverso confronti e paragoni con i loro compagni».
  2. Non evitate l'argomento. «Ricordate sempre che le domande dei bambini, anche le più "impertinenti", sono fatte genuinamente per la curiosità di sapere come stanno le cose. L'importante è dare loro delle risposte: non proteggiamo nessuno non rispondendo anzi, li invogliamo solo ad andare a cercarle altrove. E anche concetti lontani e diversi dalla propria esperienza, così come le emozioni negative o contrastanti, è bene iniziare ad affrontarle».
  3. Usate immagini quotidiane. «Sfruttate molto la quotidianità e metafore pratiche per spiegare l'adozione, come ad esempio: "Vedete? Quella mamma lì ha il pancione perché sta aspettando un bambino; altri invece arrivano già nati e vanno in famiglie dove sono stati tanto aspettati e diventano i loro bambini».
  4. Con un fratello. Se in classe o in famiglia c'è un fratello o una sorella primogeniti in attesa di un fratellino adottato, sarà bello lavorare sulle aspettative: "Certamente saranno concentrati su come si aspettano il nuovo arrivato, ma fateli ragionare anche sul fatto che pure il fratellino ha delle aspettative su di loro: "Tu come te lo immagini il tuo nuovo fratello? E lui secondo te come ti immagina?"».

Attività per parlare di adozione

  • Attività per parlare di adozione scuola materna. «Alla scuola dell'infanzia sfruttate i grandi giochi imitativi sulla famiglia, in cui i bambini si danno i ruoli e si travestono. Sono modalità naturali che usano per darsi delle risposte: allenano la loro empatia, perché si mettono nei panni di un'altra persona».
  • Attività per parlare di adozione scuola primaria. «Usate invece lo strumento della narrazione per i bambini dai 6 agli 8 o 10 anni: divideteli per esempio a gruppetti e date loro delle parole chiave con cui costruire una storia. Il lavoro di gruppo li aiuterà a sviluppare l'argomento e magari sarà lo spunto per condividere qualche esperienza personale in merito. Poi fate loro raccontare o fate mettere in scena di fronte al resto della classe quanto hanno prodotto».

Libri sull'adozione

Le intervistate

Marta Stella Bruzzone, pedagogista, e Sara Luna Bruzzone, psicologa e psicoterapeuta, sono autrici del sito mammechefatica. Sulla pagina Facebook del sito si trovano dei videotutorial di consigli per i genitori.

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