Adozione

Italia: crolla il numero di adozioni internazionali

adozione
17 Febbraio 2016
Crolla il numero di adozioni internazionali in Italia: in cinque anni i nuovi arrivi di piccoli stranieri si sono quasi dimezzati: da 4.130 del 2010 a 2.100 del 2015.  ll motivo della crisi globale? Alcuni analisti lo attribuiscono con ottimismo al miglioramento delle condizioni dei minori nei Paesi poveri. Altri, alla difficoltà nell'intraprendere l'iter.
Facebook Twitter More

Sempre meno coppie in Italia si affidano all'adozione internazionale. Un dato che rispecchia il trend europeo. In cinque anni l'arrivo in famiglia di bimbi stranieri è diminuito in modo drastico: dai 4.130 del 2010 agli 2100 (per ora è una proiezione) del 2015.

 

Il motivo? Ce ne sono potrebbero essere tanti. Per esempio l'aumento del numero di persone che ricorre alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e che preferisce questa strada rispetto a quella dell'adozione. Del resto, spesso la scelta di adottare un bimbo deriva da problemi di infertilità della coppia.  

 

Tra gli altri motivi: un miglioramento delle condizioni dei minori nei Paesi Poveri, la complessità burocratica dell'adozione internazionale, i costi elevati e le attese interminabili.

 

 

I costi, la burocrazia e i tempi lunghi

 

Tra viaggio nel Paese di adozione, soggiorno, spese legali e tecniche (basti pensare la necessità di assumere un interprete) e quello che aspetta all'Ente di riferimento per seguire l'adozione il costo per una famiglia che intraprende l'iter dell'adozione non è indifferente. Prima di riuscire ad avere con sé un bimbo dalla Russia già dato in affidamento, per esempio, sono necessarie quattro trasferte. In Brasile bisogna aspettare due mesi. Inoltre anche la stessa burocrazia è complicata, con rallentamenti e blocchi subiti dalle famiglie che attendono un bimbo proveniente da Colombia, Mali, Etiopia e Repubblica del Congo.

 

Basti pensare alla situazione della Repubblica democratica del Congo. "Il governo della Repubblica democratica del Congo ha ripreso a esaminare i fascicoli per le adozioni richieste da genitori stranieri: la situazione comincia a sbloccarsi", racconta Marco Griffini al Corriere.it, presidente dell’ente Aibi. Potrebbe essere vicina la conclusione di una storia penosa vissuta da un centinaio di famiglie italiane, in attesa di abbracciare il loro bambino di origine africana. Dal 2013 le frontiere per i bimbi di Kinshasa sono chiuse per motivi non dichiarati ufficialmente.

 

Fonte per questo articolo: Aibi.it

 

Leggi tutto sull'adozione internazionale: come funziona, i costi e i tempi

 

 

"Io, messa al mondo, ho avuto la possibilità di essere stata adottata, di essere amata , di essere felice e oggi di dare a mia volta la vita. Grazie alla mia famiglia e grazie ai miei genitori biologici, perché se mia mamma avesse abortito questo non ci sarebbe stato. Non ci sarei io, non ci sarebbe Mattia e neppure il bimbo che porto in grembo."
Leggi la storia di questa dolce futura mamma sulla sua adozione