Coccole

Usa: si cercano "donatori di coccole" per bambini in attesa di adozione

Di Niccolò De Rosa
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15 Marzo 2016
In America si cercano donatori di coccole per poter dare un imprinting affettivo ai piccoli in attesa di adozione o momentaneamente allontanati dai propri genitori. L'iniziativa era già stata pensata nel 2011, da un'associazione bresciana.
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L'agenzia NoProfit Spence Chapin (SC),  che dal 1908 si occupa di aiuto alle famiglie in difficoltà, sta cercando dei veri e propri Donatori di Coccole che dedichino parte del loro tempo libero per stare con quei piccoli ancora in attesa di essere adottati o che sono stati allontanati dalle famiglie originarie; lo scopo di questi volontari specializzati in "coccole" andrebbe oltre la semplice compagnia, donando al bambino quell'affetto "fisico", fatto di baci e abbracciche aiuta il bebè a trovare conforto nel calore di un adulto e lo abituano ad un'esperienza "sensibile" del mondo circostante.

 

Il potere delle coccole non va affatto sottovalutato, poiché una semplice carezza, soprattutto nelle prime settimane di vita, comporta reali benefici al corpo e alla psiche dell'infante.

 

Ecco spiegato il perché dell'iniziativa dell'agenzia benefica statunitense, la quale sta procedendo ad una selezione per la scelta dei volontari adatti a questo compito appagante, ma di grande responsabilità: chi volesse aderire al progetto, infatti, dovrà partecipare ad uno specifico corso di formazione, al termine del quale potranno occuparsi dei bimbi che verranno loro assegnati. (Leggi anche: il potere delle coccole)

 

Oltre al "lavoro" di abbracci e coccole, i volontari dovranno compilare un diario e scattare qualche foto ricordo da regalare al piccolo, che potrà avere così un ricordo del suo "coccolatore" una volta divenuto più grande. Inoltre il volontario avrà una presenza fondamentale al momento dell'inserimento nella nuova famiglia, così da non sconvolgere gli equilibri del bimbo.

I precursori bresciani

L'idea di permettere anche ai bimbi senza genitori di poter ricevere la necessaria dose di affetto e abbracci, era già stata battuta nel 2011 dall'associazione bresciana Dharmala quale, con i suoi oltre trecento volontari, si impegnò a formare adeguatamente persone adatte allo scopo per andare ad accudire  negli ospedali del bresciano sia i neonati, sia i minori vittime di maltrattamenti e allontanati dai propri genitori naturali.

 

I volontari Dharma da allora cercano di ricreare ambienti caldi ed accoglienti (anche all'interno delle stesse strutture ospedaliere) per regalare calore umano e fare sentire amati anche chi è nato nelle difficoltà.

 

Leggi tutto sull'adozione internazionale: come funziona, i costi e i tempi

 

 

"Io, messa al mondo, ho avuto la possibilità di essere stata adottata, di essere amata , di essere felice e oggi di dare a mia volta la vita. Grazie alla mia famiglia e grazie ai miei genitori biologici, perché se mia mamma avesse abortito questo non ci sarebbe stato. Non ci sarei io, non ci sarebbe Mattia e neppure il bimbo che porto in grembo."
Leggi la storia di questa dolce futura mamma sulla sua adozione