Ambiente

Come spiegare ai bambini l’inquinamento

Di Rosy Maderloni
inquinamento-bambini
20 dicembre 2019
Smog e clima che cambia: possono diventare argomenti a misura di bambino? Sì, se l'apprendimento sa essere divertente e il bambino è al centro dell'esperienza educativa. Ce ne parla la divulgatrice scientifica Nadia Mantovani di Associazione IDEA

Nei disegni dei bambini il cielo è quasi sempre blu. Fino a che una nuvola di smog, il gas di scarico di un'automobilina o il fumo delle ciminiere di una casetta iniziano a irrompere sul foglio bianco: ecco un ottimo gancio per introdurre i più piccoli ai temi dell'inquinamento.

cambiamenti climatici sono entrati prepotentemente nei dibattiti (non senza preoccupazione) del mondo di adulti e giovani anche grazie all'impegno e alla testimonianza dell'attivista svedese Greta Thunberg che invita gli studenti di tutto il mondo a scendere in piazza per chiedere ai decisori politici un cambio di rotta affinché gli adulti di domani possano vivere in un Pianeta più sostenibile.

L'inquinamento atmosferico, i suoi danni e le strategie per porre rimedio possono, allora, essere spiegati ai più piccoli con buoni risultati se si utilizzano le parole giuste e si propongono attività adatte al bagaglio esperienziale del bambino. Ne abbiamo parlato con Nadia Mantovani, divulgatrice scientifica e operatrice didattica dell'Associazione IDEA, impegnata in progetti di educazione ambientale e didattica naturalistica a Milano e provincia.

SPIEGARE L'INQUINAMENTO A BAMBINI DI 3-6 ANNI

Esistono parole giuste o sbagliate? Quale linguaggio è più efficace? "Il dialogo è un'importante strategia di apprendimento - spiega Nadia Mantovani -. Dai 3 ai 6 anni, infatti, le competenze possono essere molto diverse ma a quest'età facilmente si può introdurre l'argomento a partire dalla curiosità stessa dei bambini: domande spontanee oppure, al contrario, suggerimenti degli adulti possono fornire spunti per veicolare i concetti che vogliamo insegnare. Il metodo Hands on, un dialogo a 360 gradi, permette di stimolare i piccoli alla ricerca di risposte e ragionamenti rendendo proprio il bambino protagonista della conoscenza. Si comincia, ad esempio, chiedendo "Cos'è per te l'inquinamento?" e ascoltando la risposta: il bambino attingerà ai propri serbatoi esperienziali legati alle amicizie, alla scuola o alla famiglia per formulare una prima risposta. A questa l'adulto potrà agganciarsi per completare il concetto e fare una nuova domanda, così da proporre un concetto successivo ed evitando la spiegazione frontale".

LE ATTIVITÀ PRATICHE ADATTE AI BAMBINI DI 3-6 ANNI

"Affrontiamo l'argomento sfruttando tutti i 5 sensi, non soltanto la vista – prosegue Nadia Mantovani -: si può suggerire ai bambini di annusare l'odore dell'aria quando siamo immersi nel traffico e di confrontarla con i profumi durante una passeggiata nel parco. Lo stesso vale per i rumori e i suoni dell'ambiente che li circonda e che caratterizzano la presenza o meno della natura intorno. L'osservazione dei fumi dei gas di scarico o delle ciminiere permette ai bambini di visualizzare da cosa si compone l'aria che respirano: invitiamoli a farci caso, ad esempio, durante un tragitto routinario. Tramite le azioni quotidiane, inoltre, i bambini apprendono in maniera osmotica. Decidere che un giorno a settimana non si prende l'auto per fare la spesa, oppure che il sabato mattina è dedicato alla passeggiata nel parco ritualizza un comportamento che diventa educativo e costituisce un importante momento della vita famigliare. Anche il disegno delle esperienze che si fanno insieme può generare un commento e un dialogo significativo. Certo, questo è un impegno più gravoso perché mette l'adulto nella condizione di dover riflettere su quali domande attivino questo meccanismo. A tal proposito, l'offerta didattica oggi è ampia e non è difficile trovare laboratori per famiglie su questi temi. A mio parere, l'utilità di queste proposte è non solo per i bimbi, ma per tutta la famiglia oltre che di grande supporto per i genitori, i quali possono ripetere a casa comportamenti e attività".

 

SPIEGARE L'INQUINAMENTO A BAMBINI DI 6-12 ANNI

In età scolare le fonti di apprendimento aumentano e supportano una comprensione più profonda del tema.

"Il dialogo Hands on proposto ai bambini più grandi dev'essere divertente – prosegue la Mantovani -: il bambino ha un bagaglio più completo di esperienze e questo suggerirà risposte più complesse, a questa età il bambino è ancora di più protagonista dell'apprendimento e il confronto è sicuramente più efficace.  Eviterei, piuttosto, di concentrarmi sulle emozioni legate alla paura per parlare d'inquinamento. Non penso che spaventandoli sui pericoli per la salute o per l'ambiente li si renda più consapevoli. Per quest'età, poi, esistono molti libri. Alcuni fanno riferimento a personaggi realmente esistiti che si sono battuti su questi temi che diventano eroi positivi incontrati nella lettura: leggere, del resto, crea emozioni. Un libro, invece, che può aiutare i genitori a trovare gli argomenti adatti per parlare di inquinamento e importanza della biodiversità è La vita segreta degli alberi (Macro Edizioni), un testo che aiuta a suggerire punti di vista nuovi sul ruolo dei vegetali superiori e spiegarli ai più piccoli".

LE ATTIVITÀ PRATICHE ADATTE AI BAMBINI DI 6-12 ANNI

"Anche a casa si possono pensare attività semplicissime per concetti anche difficili – continua Nadia Mantovani -. Un gioco si può fare con quattro biglie di dimensioni e colori diversi; se non se ne hanno, si possono utilizzare quattro frutti sferici diversi, e qualche foglio di carta. Con questi ultimi, si realizzano quattro coni di carta di diverso diametro, simili ad imbuti. Si prendono infine quattro contenitori, possibilmente trasparenti. Le biglie colorate rappresentano i temibili PM 10, PM7, PM5 e PM2,5 (i numeri si riferiscono al diametro della materia particolata). I coni di carta sono, in ordine decrescente, il naso, la trachea, i bronchi primari e i bronchioli terminali. Infine, i recipienti trasparenti rappresentano rispettivamente la trachea, i bronchi primari, i bronchioli terminali e gli alveoli".

"Predisponiamo l'imbuto più grande (il naso) sopra al primo contenitore (la trachea) e invitiamo i nostri figli a lasciar cadere attraverso
l'imbuto le biglie colorate, dalla più piccola alla più grande. Tutte le biglie cadranno nel recipiente, ad eccezione della più grande che sarà trattenuta dal cono di carta. Abbiamo imparato che il naso è un filtro potente capace di trattenere i PM10, impedendo loro di raggiungere la trachea".

"Ripetiamo l'esperienza con le biglie rimaste. Predisponiamo nuovamente il cono di carta leggermente più piccolo (la trachea) sopra al contenitore successivo (i bronchi primari). Chiediamo nuovamente ai nostri ragazzi di lasciar cadere le biglie rimaste nel cono di carta, dalla più piccola
alla più grande. Nuovamente, tutte le biglie passeranno attraverso il cono di carta, ad eccezione della biglia più grande: la trachea filtra il PM7. E così via, fino al PM2,5 che, se presente nell'atmosfera in concentrazioni elevate, riuscirà purtroppo a giungere fino agli alveoli e, da questi,
diffondere nel sangue".

"Durante i nostri laboratori tematici ci avvaliamo di postazioni multimediali (per analizzare, ad esempio, le diverse atmosfere presenti sugli altri pianeti del Sistema Solare), di numerosi esperimenti, di reperti naturalistici veri e di operatori laureati in discipline scientifiche. Anche le app possono essere ulteriori strumenti utili: l'importante è che ai bambini si propongano attività emotivamente coinvolgenti e di rigore scientifico ineccepibile.

Anche l'esperienza di cittadinanza attiva con mamma e papà può essere molto arricchente:"accompagnarli alle manifestazioni sui temi dei cambiamenti climatici può essere interessante per i più grandicelli, se li si prepara prima a comprendere le dinamiche e gli argomenti che in queste movimenti di piazza vengono posti all'attenzione pubblica"