Ambiente

Eco-genitori si diventa

famiglia
02 Febbraio 2009
Uno stile di vita ecologico fa bene al pianeta, ai bambini e alle tasche dei grandi. Leggi i consigli per diventare genitori a basso impatto ambientale.
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Lo sentiamo ripetere sempre più spesso: il pianeta è in pericolo. "Per andare avanti, è arrivato il momento di fare un passo indietro - dice Maria Carla Giugliano di Greenpeace. A partire da quando nasce un figlio. I prodotti dell’infanzia, per la loro caratteristica di durare solo pochi anni, sono tra quelli a maggior impatto ambientale. Un bambino inizia a “inquinare” appena nato: i pannolini tradizionali usa-e-getta impiegano 500 anni per decomporsi e nei primi tre anni un bambino ne usa circa 2.500. Un vero problema per lo smaltimento nelle discariche. Poi ci sono i giocattoli di plastica. Molti genitori sommergono i bambini di regalini inutili e inutilizzati. Ma questi giocattoli, oltre a essere a rischio per la salute e per l’ambiente (possono contenere pvc), spesso vengono da Paesi lontani e fanno lunghi viaggi, su camion o aerei che inquinano.

I bambini sanno divertirsi con poco, è inutile riempirli di cose inutili

Lo stesso vale per l’abbigliamento, avverte Greenpeace."Riempire la cameretta con cose che non durano più di una stagione e che spesso i bambini non usano neanche - dice Giorgia Cozza, autrice del libro Bebè a costo zero. Guida al consumo critico per neomamme e futuri genitori (ed. Il leone verde) - non solo fa male al pianeta ma è anche un costo per il genitore. Inoltre i bambini si divertono con poco: per inventare il più magico dei giochi può essere sufficiente un oggetto casalingo. In mezzo al troppo non imparano il valore delle cose, si confondono e non sviluppano la creatività".

Un nuovo stile di vita. Per essere genitori a basso impatto ambientale ci si può ispirare al “come si faceva una volta”: pochi giochi, magari in legno naturale o in stoffa; abiti in fibre naturali o di seconda mano, passati da parenti e amici o comprati nei mercatini dell’usato. Ma si può anche tornare a rammendare e riparare quando si rompe qualcosa, per prolungare la vita degli oggetti. E quando si vuole comprare qualcosa di nuovo, far valere la regola del poco ma buono.

Anche nel fare la spesa ci si può ispirare alle nonne. Per esempio comprando frutta e verdura di stagione: è più buona ed ecologica rispetto ai vegetali coltivati in serra (le serre sono riscaldate con stufe che bruciano combustibile ed emettono gas nocivi per l’ambiente) e costa pure meno; o privilegiando i prodotti sfusi della bancarella del mercato ai prodotti confezionati: gli imballaggi creano tonnellate di rifiuti. Per lo stesso motivo è meglio bere l’acqua del rubinetto, che in Italia è controllata e potabile, e andare direttamente dal contadino: si può acquistare dalle aziende biologiche iscrivendosi a un gruppo d’acquisto (info: www.retegas.org).

Bisogna educare anche i bambini a ridurre gli sprechi

Anche in casa è necessario diminuire gli sprechi e abituare i bambini a uno stile di vita ecocompatibile. Per esempio è fondamentale educare a economizzare l’acqua, chiudere sempre il rubinetto quando ci si insapona o mentre ci si lava i denti. La terra si sta inaridendo: in mezzo secolo la disponibilità di acqua per ogni abitante si è più che dimezzata e continuerà a calare (http://www.legambiente.eu/documenti/2007/0503_dossier_emergenza_idrica/index.php).

Organizzate le attività dei bambini in luoghi raggiungibili senza auto

Trasporto sostenibile. Infine la sfida più difficile per un eco-genitore (soprattutto italiano): rinunciare alla comodità di scorrazzare i figli con l’automobile. “Scegliete le attività extrascolastiche in posti facilmente raggiungibili a piedi o con i mezzi pubblici - consiglia l’associazione Genitori antismog, che da anni si batte contro le polveri sottili emesse dalle automobili. Anche in questo caso bisogna agire non solo per il bene del pianeta, ma soprattutto per la salute dei bambini: un’indagine dei pediatri dell’ospedale San Paolo di Milano ha evidenziato che i ricoveri pediatrici per infezioni delle vie aeree raddoppiano quando i livelli di inquinamento da polveri sottili (Pm10), superano la soglia consentita dall’Unione Europea (più di 50 microgrammi/metro cubo) a Milano superati un giorno su 4, un primato in Europa.

Ma soprattutto un comportamento ecologico è un modello per i figli. E il pianeta ha bisogno di una nuova generazione sensibile all’ambiente.

In... pratica l’ecologia!

Alcuni consigli da Greenpeace per essere genitori a basso impatto ambientale.

1 Giocattoli. Attenzione ai giochi che contengono pvc (www.greenpeace.it/camp/toys/toys.htm). Nel ciclo di produzione del pvc viene emessa diossina, inoltre sostanze chimiche dannose possono essere liberate da questi prodotti anche durante il loro uso. Meglio i giocattoli di legno, in stoffa o in materiali biodegradabili come l’amido di mais.

2 Vestiti. Sceglieteli in fibre naturali, privi di pvc e coloranti tossici.

3 Feste. Sostituite piatti usa-e-getta con piattini in ceramica e usate tovaglioli di stoffa al posto di quelli di carta.

4 Cartoleria. Quaderni e libri in carta riciclata o certificata fsc (standard di gestione forestale attenta all’ambiente). Usate entrambi i lati dei fogli. 5 Alimentazione. Preferite i cibi biologici:contengono più vitamine e proteine. Puntate sui prodotti locali: evitano trasporti lunghi ed inquinanti. Non comprate pappe a base di tonno e pescespada. Sono specie a rischio estinzione.

6 Trasporto. Muovetevi con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta. Se proprio l’automobile è indispensabile organizzatevi con il car sharing: macchine a noleggio. Coordinatevi con altri genitori per viaggiare a pieno carico. Passate al metano.

7 In casa. Sostituite le lampadine a incandescenza con lampade fluorescenti compatte (classe a) a basso consumo. Usate elettrodomestici a risparmio energetico e programmi di lavaggio a bassa temperatura.spegnete gli stand-by (le lucine rosse) di tv e radio.

8 Cameretta. Dipingete le pareti con vernici naturali. Comprate mobili in legno a marchio fsc.

Copyright:Focus Pico - Gennaio 2009