Sostenibilità ambientale

Prodotti per neonati: la tendenza green

Di Valentina Murelli
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6 marzo 2020

Dai prodotti per l'igiene all'abbigliamento, dai giochi ai pannolini: piccola guida a cosa preferire per garantire sicurezza rispetto alla salute del bambino, ma anche sostenibilità ambientale

Niente rosa o azzurro: per i bebè appena arrivati il colore del momento è il verde, il colore di una crescente attenzione delle famiglie nella scelta dei prodotti che accompagneranno i loro primi mesi di vita – dai detergenti ai pannolini, dagli abiti ai giochi – con un occhio alla sicurezza per la salute e l'altro alla sostenibilità ambientale. Orientarsi nell'acquisto di questi prodotti, tuttavia, non è facile.

 

 

 

Prodotti per l'igiene del neonato: quali scegliere in un'ottica green?

 

"Per cominciare, i prodotti per l'igiene del neonato dovrebbero essere pochi e semplici" raccomanda Laura Reali, pediatra di famiglia a Roma, membro dell'Associazione culturale pediatri e tra gli autori del libro Inquinamento e salute dei bambini (Pensiero Scientifico Editore, 2017). Sottolineando che per semplicità intende "con pochi componenti essenziali e senza profumi, per limitare al massimo il contatto della pelle del neonato – che è più sottile e dunque più permeabile di quella dell'adulto – con prodotti sintetici e potenzialmente allergizzanti o tossici".

 

Meglio anche evitarne un uso abbondante o troppo frequente, sempre per ridurre l'esposizione alle sostanze presenti.

 

Prodotti immancabili e prodotti da evitare

Tra i prodotti che non dovrebbero mancare Reali colloca i detergenti: "preferibilmente non schiumogeni e possibilmente a base di oli naturali, come olio di mandorla o di oliva, che sono in genere più rispettosi del film idrolipidico che normalmente ricopre e protegge la pelle del neonato".

Meglio evitare invece le polveri, "perché sono volatili e quindi possono essere inalate, con il rischio di irritazioni delle vie respiratorie".

Oli naturali per la pelle o i massaggi

"L'olio di mandorle è un classico senza tempo, che va sempre bene" afferma Reali. "Ovviamente è bene evitarlo in caso di allergia, ma è davvero eccezionale che un neonato sano possa già essere allergico alla mandorla".

 

Ingredienti da evitare

Per quanto riguarda gli ingredienti, Reali sottolinea che "non dovrebbero essere presenti ftalati, "perché sono deboli interferenti endocrini, né nanoparticelle di plastica, perché anche se non sappiamo ancora che effetti possono provocare, sappiamo che possono attraversare le membrane e il nucleo delle cellule e non è un dato rassicurante". Ancora, "non dovrebbero esserci composti organici volatili, né conservanti come il fenossietanolo, che sono allergizzanti e tossici. Meglio evitare anche derivati del petrolio come il petrolatum".

 

Come orientarsi tra le etichette "ecologiche"

Ecologico, biologico, naturale, green, ecobio: districarsi nel mondo delle etichette che dichiarano caratteristiche "ecologiche" e amiche nell'ambiente non è semplice, anche perché a volte si tratta di proposte di puro marketing. "Accanto a queste, però, si vanno affermando associazioni di produttori che certificano la cosmesi biologica ed esiste Ecolabel, un marchio Europeo che certifica il ridotto impatto ambientale dei prodotti", sottolinea Reali.

 

Per questo la pediatra raccomanda di leggere con attenzione le etichette prima di comprare un pediatra e ricorda che "naturale" non significa automaticamente "non tossico".

Caos “ecobio”

In realtà anche orientarsi tra queste etichette non è semplicissimo, come spiega la giornalista scientifica Beatrice Mautino nel suo ultimo libro, La scienza nascosta dei cosmetici (Chiarelettere, 2020). Le due più famose sono Cosmos e Natrue. Entrambe le certificazioni – spiega Mautino – vietano l'utilizzo di Ogm o derivati da Ogm, con una piccola eccezione di Natrue. Cosmos proibisce anche i nanomateriali, alcuni processi fisici come l'irradiazione con raggi gamma o X, i test su animali, ingredienti che derivano da macellazione di animali o da animali vivi [...]. Nel caso dell'olio di palma (e derivati), "Cosmos pretende che derivi da agricoltura biologica o da fonti sostenibili certificate [...], mentre Natrue non si esprime". Sul piano ambientale, "Cosmos valuta la tossicitàcquatica e la persistenza delle sostanze nell'ambiente, dando dei parametri entro i quali mantenersi, mentre per Natrue tutti i tensioattivi devono essere completamente biodegradabili".

 

E ancora: "Andando al sodo dei bollini, un cosmetico può ssere certificato come Cosmos organic (quindi biologico) se almeno il 20 per cento del prodotto totale deriva da agricoltura biologica a sua volta certificata, e scende al 10 per cento se si tratta di prodotti a base minerale, visto che i minerali non possono essere certificati come biologici. Per lo standard Cosmos natural, al contrario, non ci sono requisiti minimi ed èufficiente attenersi alle liste positive e negative dello standard. Nel caso di Natrue, invece, la situazione èolto diversificata. Le percentuali di ingredienti che devono essere naturali vanno da un massimo dell'80 per cento per i prodotti per la cura del viso a un minimo dell'1 per cento per le saponette e gli smalti per le unghie, passando dal 2 per cento per i dentifrici e dal 10 per cento per i deodoranti per la certificazione a una stella. Per avere due e tre stelle le percentuali salgono, arrivando al 90 per cento per i prodotti per il viso, al 20 per cento per smalti, dentifrici e deodoranti, mentre le saponette rimangono all'1 per cento".

 

 

I detergenti solidi possono essere un'alternativa?

 

Sempre più spesso i detergenti e gli shampoo solidi vengono proposti come un'alternativa ecologica a quelli tradizionali, anche per via del packaging ridotto e tipicamente in cartone o metallo, non in plastica. "Nel caso dei neonati, tuttavia, possono essere presi in considerazione solo se i componenti sono veramente pochi e biologicamente testati e se il ridotto impatto ambientale è garantito da un marchio affidabile come Ecolabel" precisa Reali. Sottolineando che in caso di dubbio, per avere risposte affidabili è sempre bene rivolgersi al proprio pediatra.

Attenzione agli oli essenziali

Gli oli essenziali sono miscele complesse e concentrate di sostanze chimiche estratte da piante con procedimenti specifici e proprio perché molto concentrati possono provocare, se usati puri sulla pelle, infiammazioni e lesioni cutanee e, per ingestione, complicazioni anche serie. "In genere vengono usati in miscele variamente diluite con altre sostanze, ma non vedo il motivo di usarli per l'igiene del neonato" sottolinea Reali. Che sconsiglia anche l'uso di oli essenziali della canfora o dell'eucalipto anche in forma diluita e proposti per via inalatoria.

 

 

Consigli per un abbigliamento green

 

Anche biancheria, abbigliamento e giocattoli possono essere fonti di esposizione a sostanze  potenzialmente tossiche.

 

"Per l'abbigliamento è preferibile scegliere indumenti di tessuti naturali come il cotone o il lino, riservando l'uso di eventuali materiali sintetici solo alle parti esterne, non a diretto contatto con la pelle del bambino, per le possibili irritazioni meccaniche da frizione" suggerisce Reali. Precisando che, tra l'altro, "limitare l'uso di tessuti sintetici riduce la dispersione di microplastica, rilasciata nell'ambiente dagli indumenti durante i lavaggi, attraverso lo scarico della lavatrice".

 

Anche in questo caso si può farsi guidare nella scelta da certificazioni come il marchio internazionale Oeko-tex che garantisce che, durante il ciclo produttivo dei capi non vengano utilizzate sostanze nocive (per esempio certi coloranti) oltre i valori consentiti.

 

Un'importante indicazione, inoltre, è quella di lavare sempre i vestititini nuovi dei neonati, prima di farli indossare.

 

Detergenti ecologici per la biancheria

"Per lavare la biancheria in modo il più possibile amico dell'ambiente, meglio usare detergenti biologici e a basso impatto ambientale, preferibilmente liquidi (evitando polveri inalabili) e con poco o nessun profumo, visto che sono tutti più o meno allergizzanti" consiglia Reali. "Se hanno poi un packaging rispettoso dell'ambiente (ecoricariche e confezioni a basso contenuto di plastica) è ancora meglio".

 

Giocattoli ecologici

 

"I giocattoli, ovviamente adatti per l'età del neonato, devono essere con marchio CE" ricorda per prima cosa la pediatra. "Se possibile andrebbero comunque evitati quelli di plastica, dove potrebbero essere presenti ftalati in percentuali pericolose, nonostante la normativa. A quest'età vanno benissimo oggetti di casa, come un cucchiaino di metallo o un cucchiaio di legno, o pupazzetti monopezzo di cotone, senza parti staccabili".

 

Pannolini

 

Come orientarsi in questo caso per una scelta ecologica, a favore della pelle del bambino e dell'ambiente? La scelta è sempre più vasta, tra i tradizionali pannolini monouso, quelli lavabili e, più nuovi, pannolini sempre monouso "ecologici" o "naturali" (con biofibre come fibre di bambù).

 

Sentiamo i consigli di Laura Reali: "Dal punto di vista ambientale sono preferibili i pannolini lavabili in cotone bio, sia perché quelli in materiale sintetico rilasciano microplastiche, che dallo scarico della lavatrice finiscono poi nel mare, sia perché sono anche quelli che producono meno emissioni di CO2". Secondo la pediatra questi sono anche i migliori per il bambino, perché non contengono coloranti, profumi, ftalati, cloro conservati ecc. A seguire Reali consiglia i pannolini monouso "ecologici", anche se non tutti sono già completamente compostabili, "perché non è ancora disponibile una parte assorbente di origine esclusivamente vegetale. Per questo bisognerebbe verificare la presenza sulla confezione del certificato Cic o Ok Compost".

Come diventare genitori green

Non è facile stabilire tutti gli aspetti ai quali bisogna prestare attenzione per essere genitori davvero rispettosi dell'ambiente. "Io credo – sottolinea Reali – che bisognerebbe essere consci che noi umani siamo solo alcuni degli abitanti di questo pianeta, che ogni nostra azione produce effetti, spesso negativi e che la Terra ha esaurito le energie per difendersi. Per questo dovremmo cercare di consumare solo il necessario, di riciclare e riusare il più possibile, di usare energie alternative e di favorire quelle pratiche che possono aiutare sia noi che il pianeta, come piantare più alberi".