Animali domestici e bambini

Cani e bambini, 6 miti da sfatare e consigli utili

Di Sara De Giorgi
cagnolinobimbo
06 Settembre 2019
Spesso il binomio "bimbi-cani" genera un po' di confusione. Il pelo fa male alla salute del bebè? E' giusto che sia solo il bambino a occuparsi del cane oppure no? Le malattie dei cani posso essere trasmesse agli umani?
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Cani e bambini? Un binomio perfetto! I cani offrono tanto affetto ai più piccoli e i benefici per i bambini possono essere davvero tanti. Ma esistono molti miti da sfatare sulla relazione tra amici a quattro zampe e bambini. Per esempio, è giusto che sia il bambino a occuparsi del cane oppure no? Poi, bisogna preparare il proprio amico a quattro zampe quando arriva un bebè in famiglia? E, inoltre, i cani possono trasmettere malattie ai piccoli?

 

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Abbiamo intervistato la dottoressa Sabrina Giussani, medico veterinario esperto in comportamento animale (Busto Arsizio, Varese), la quale ci ha dato qualche informazione in più sul binomio "cani-bambini", chiarendoci molti dubbi  al riguardo e facendo luce su alcune credenze diffuse circa la convivenza tra i nostri figli e i nostri amici pelosi.

 

Cani e bambini, i miti da sfatare

 

1 - Un bambino può occuparsi da solo del cane?

 

Secondo la dottoressa Giussani il principale “mito da sfatare” è quello secondo cui i bambini (più grandicelli) possono occuparsi del cane. Ciò non è vero, poiché sono i genitori, in primo luogo, a dover desiderare l’animale a quattro zampe e a prendersi cura di lui.

 

"I bambini, grazie ai 'neuroni specchio', ossia cellule che fanno sì che si impari dal comportamento degli altri, osservando i genitori che si occupano del cane, imparano a loro volta. Non si può pensare di adottare un cane o un gatto e fare in modo che se ne occupi solo il bambino. Non è possibile che ciò accada per una ovvia questione di età: non si può chiedere a un bimbo, ad esempio, di sei anni, di portare il cane fuori da solo".

 

"Il desiderio di adottare un animale da compagnia deve, dunque, essere dei genitori: sono loro a scegliere di voler condividere la vita della famiglia con un amico a quattro zampe. Bisogna evitare il ragionamento in base al quale si prende un cane soltanto perché il figlio lo desidera: i bambini hanno talmente tante cose da fare nelle varie fasi di crescita che è impossibile che si possano occupare nel modo giusto dell’animale domestico".

 

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2 - Le malattie del cane possono essere pericolose per un neonato o un bambino?

 

"Se l’animale è curato da un medico veterinario, o meglio, se viene portato dai proprietari al veterinario almeno due volte all’anno, non c’è nulla di cui temere".

 

"Infatti, se il medico veterinario garantisce la buona salute, ciò vuol dire che l’animale sta bene e non bisogna preoccuparsi. I problemi potrebbero sorgere se il cane, invece, non frequenta mai il medico veterinario: in tale caso potrebbe avere, ipoteticamente, qualcosa".

 

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3 - Il cane può essere geloso del neonato?

 

"Quando sta per arrivare un bambino, occorre preparare anticipatamente il cane, facendo in modo che l’animale possa rendersi conto dell’imminente entrata in casa di un nuovo elemento".

 

"Già dal momento in cui inizia la gravidanza, la donna dovrebbe, accarezzandosi la pancia, provare a “spiegare” al cane che nascerà una cosa meravigliosa, trasmettendo le proprie emozioni all’animale, che è in grado di recepirle benissimo. Ovviamente, il cane non capisce che nascerà un bambino, ma intende che la futura mamma è molto contenta per l’arrivo del piccolo".

 

"La cosa che conta, in questa fase e dopo la nascita del bebè, è la trasmissione delle emozioni. Ed è sicuramente è possibile affermare che il cane possa diventare geloso del piccolo, esattamente come un figlio primogenito. Occorre, quindi, mettere in atto le seguenti strategie:

  1. cercare di far capire all'animale chi sta arrivando;
  2. non dimenticarsi di dare coccole e affetto al cane dopo la nascita del bebè;
  3. e non sacrificare l’uno per l’altro.

"E’ inutile simulare, per l'amico a quattro zampe, eventuali situazioni legate alla vita con il bebè, portando magari i pannolini in casa o collocando nel soggiorno una bambola che piange. In quest’ultimo caso la frequenza sonora del pianto è completamente diversa da quella reale e il pannolino invece per il cane è poco indicativo. Solitamente, al giorno d'oggi oggi, dopo il parto, i bambini non vengono lavati del tutto, ma vengono lasciate le secrezioni vaginali del parto che formano, nel tempo, una sorta di crosticina che protegge il bambino dall’aggressione di tutti gli allergeni che ci sono nell’aria. L’unica cosa che, in genere, viene subito cambiata dalle infermiere è il 'cappellino'. Dunque il mio consiglio è quello di portare a casa il 'cappellino', facendolo poi annusare al cane".

 

4 - C'è il rischio che il cane possa aggredire il bambino?

 

"Le fasi critiche per il cane, in relazione al bebè, sono tre:

  1. quando arriva il bambino in casa,
  2. quando il piccolo inizia a gattonare,
  3. quando il bebè inizia a camminare".

Queste appena menzionate, secondo la dottoressa Giussani, sono fasi in cui il bambino cambia forma per il cane, che può essere disorientato.

 

"Consiglio, prima della nascita del bambino, una visita con un medico veterinario esperto in comportamento, così da identificare quali sono gli eventuali punti di rischio del cane, per i quali si può eventualmente intervenire in tempo".

 

"E' possibile, infatti, preparare il terreno per far sì che quella tra il bimbo e il cane sia un’amicizia e non un... disastro. Se si ha già un cane che non va d’accordo con i bambini, perché, magari, non li conosce bene avendoli visti poco, non si può pensare che nascerà sicuramente una splendida amicizia tra i due. Occorre quindi costruire la relazione, evitando di concentrare, nel modo sbagliato, l’attenzione del bambino sull’animale".

 

"Bisogna, per esempio, evitare di dire al bebè: 'Guarda che carino questo cagnolino! Andiamo ad accarezzarlo', poiché appena il bimbo inizierà a gattonare, si lancerà sull’animale. E i cani spesso non sono pronti per tutto ciò. La relazione si costruisce dal primo istante in cui si arriva a casa con il bebè. Anzi, sarebbe bene incontrarsi fuori casa, affinché il cane possa annusare il bimbo, conoscerlo e, dunque, familiarizzare".

 

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5 - Il pelo può essere pericoloso per la salute?

 

"Se l'animale domestico viene spazzolato e accudito bene, il pelo non dà alcun problema al bambino. inoltre un'eventuale allergia, nel caso del cane, non sarebbe dovuta al pelo, né alla saliva, bensì alla forfora".

 

I benefici di una buona convivenza tra cani e bambini

 

Secondo la dottoressa Giussani i vantaggi che provengono dalla convivenza tra bimbi e cani, per i bimbi dai sei anni in poi, sono i seguenti:

  1. familiarizzare e conoscere una specie diversa;
  2. imparare a rispettare l’altro.

Ovviamente, tutto deve essere sempre mediato dai genitori. Invece, i benefici per i piccoli fino a sei anni sono altri, ossia:

 

  1. sperimentare il senso di protezione che viene dal proprio animale domestico quando, magari, si fa una passeggiata all'aperto;
  2. provare sensazioni positive, quando, per esempio, si dà un pezzettino di cibo al cane o quando si dorme assieme;

"Giocare assieme nel vero senso della parola a volte è un po' difficile, perché gli animali hanno la tendenza a rompere i giochini (le macchinine, ecc.) dei bimbi, ma ovviamente si può correre insieme in giardino o nel cortile di casa e sciogliersi, alla fine della sessione di giochi, in grande abbraccio".

 

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