ANIMALI DOMESTICI IN FAMIGLIA

Come insegnare ai bambini a vivere con un gatto

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15 Gennaio 2014
Tra bambino è micio può esserci un’ottima intesa e tanto divertimento reciproco. Ma, come sempre, la supervisione dei genitori è importante, per assicurare una corretta interazione e il rispetto degli spazi del piccolo felino
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Il gatto è per i bambini un compagno ideale di giochi, ma è anche un animale che necessita di grande rispetto, soprattutto per quanto riguarda i suoi spazi: quando dorme, sta mangiando o è nella cassetta igienica, il bambino non dovrà assolutamente disturbarlo. Lo stesso discorso vale anche quando il micio è particolarmente spaventato o nervoso.

Fin da subito bisogna spiegare al bambino che il gatto non è un giocattolo, ma è un compagno con cui giocare, che merita rispetto così come si fa con gli amichetti a due zampe.

La supervisione dei genitori è comunque essenziale: i bambini, a seconda dell’età, non sempre sono in grado di interpretare in maniera corretta i segnali emessi dal gatto, mentre un genitore può capire quando è il momento di dire basta. Il bambino infatti potrebbe involontariamente fare male al gatto, tirandogli le orecchie e la coda e quest'ultimo per difendersi potrebbe reagire graffiandolo.

I gatti adorano giocare e i bambini conoscono istintivamente il modo per farli divertire. Il modo migliore per giocare con il gatto è quello di utilizzare un bastoncino con un filo in fondo al quale sono attaccati piumini o peluches; in questo modo le mani del bambino saranno lontane dalle zampe e quindi dalle unghie del gatto. Bisogna spiegare ai bambini di non usare le mani o i piedi per far giocare il gatto per evitare di stimolare il suo istinto predatorio. Il bambino può giocare con il gatto anche lanciandogli palline o topolini e si divertirà perché molti gatti tendono a riportare la pallina a chi gliela lancia.

Le scatole di cartone sono uno dei giochi preferiti dai gatti e dai bambini: lasciandole in giro per casa il gatto tenderà a nascondersi dentro. Usando le crocchette e altri i “premietti” in cibo i bimbi possono interagire in maniera corretta e divertente: ad esempio il bimbo può lanciare un croccantino e divertirsi a vedere il gatto che lo rincorre, lo lancia come se fosse una pallina e infine se lo mangia. Un’altra attività assai divertente può essere quella di nascondere dei “premietti” in cibo in diversi punti della casa per poi farli cercare al gatto, stimolandolo a usare le sue doti di grande cacciatore.

Questi giochi contribuiranno a rendere il bambino molto interessante agli occhi del gatto, in quanto sarà sempre associato ad esperienze positive. Quando il bambino sarà in grado di prendersi cura del gatto, occuparsi dell’alimentazione del micio preparandogli la ciotola con il cibo e dandogli acqua fresca potrà aiutare a creare e rafforzare la relazione tra loro. Il bambino potrà essere coinvolto in altre attività quotidiane insieme all’amico a quattro zampe: per esempio, si potrà insegnargli a spazzolare il gatto regolarmente.

Questo approccio potrà essere un’attività divertente per il bimbo e utile per il gatto, dato che attraverso una regolare “manutenzione” del mantello è possibile eliminare il pelo morto in eccesso. Anche in queste attività di cura del gatto, soprattutto durante la di toelettatura, la presenza del genitore sarà fondamentale in modo da essere sicuri che il bambino non faccia male involontariamente all’animale, predisponendolo a una reazione aggressiva di difesa.

 

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