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Neonato e animali domestici: tutto quello che dovete sapere

di Zelia Pastore - 12.12.2019 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Quando la famiglia si allarga ed è in arrivo un bebè a farne le spese, in termini di attenzioni e spazi, potrebbe essere il nostro amico a quattro zampe. Ma con questi suggerimenti delle Dottoresse di Medicina Veterinaria, la convivenza tra animale e neonato sarà idilliaca

L’arrivo di un neonato in casa, si sa, rivoluziona i ritmi della famiglia e anche gli inquilini a quattro zampe sono inevitabilmente coinvolti nei cambiamenti che avverranno in casa. Per prepararsi al meglio ad affrontare il lieto evento si può provare a seguire delle piccole accortezze che aiuteranno l’animale ad abituarsi velocemente alla sua nuova routine e che mettano il bambino in sicurezza, in modo da poter consentire una serena convivenza a tutti.

CANI E GATTI, PREPARARE L’ANIMALE ALL’ARRIVO DEL NEONATO

«Se c’è già un animale in casa, la prima cosa da fare è prepararlo all’arrivo del neonato», spiega Clara Palestrini, Medico Veterinario e Professore Associato del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano. «L’arrivo di un bimbo rappresenta l’ingresso in casa di tantissimi nuovi stimoli per l’animale domestico. Ci saranno nuovi odori, rumori, oggetti ai quali è bene cominciare a predisporlo prima dell’arrivo del neonato. Una delle azioni che in genere si suggerisce di fare in questi casi, è portare il cane o il gatto nella stanza che è stata predisposta per il bambino e farlo entrare in contatto con giochini, culla, box in modo che possa familiarizzare con queste novità. In prossimità di questi oggetti, che successivamente l’animale collegherà al bambino, è bene premiarlo con delle attenzioni, una carezza o delle coccole per esempio, in modo che possa associarli a qualcosa di positivo».

ANIMALI DOMESTICI, MANTENERE LE ABITUDINI QUANDO ARRIVA UN BEBÈ

Attenzioni e spazi dell’amico a quattro zampe saranno inevitabilmente ridotti, ma un buon consiglio per non stravolgere troppo la sua quotidianità è quello di cercare di mantenere il più possibile le vecchie abitudini: «Bisogna provare a mantenere la routine dell’animale, magari cercando di rispettare gli orari delle pappe e delle passeggiate. Non è detto che debba occuparsene una persona in maniera esclusiva, possono essere anche diverse persone, ma è importante che si rispettino i suoi orari e i vecchi ritmi».

CANI, GATTI E NEONATI: COME ORGANIZZARE GLI SPAZI

Anche l’organizzazione degli spazi è un passaggio fondamentale quando neonato e animale domestico condividono lo stesso tetto, soprattutto, quando si instaurano sentimenti di gelosia nei confronti del bambino: «In genere questo succede quando il cane, per esempio, riceveva affetto e attenzioni in maniera esclusiva e fatica ad accettare la presenza di qualcuno con il quale si sente inevitabilmente in competizione. In questi casi, si potrebbe optare per cercare di mantenere separati animale e bambino, magari anche con dei piccoli cancelli, in modo che entrambi abbiano i propri spazi senza avvertire una sensazione di invasione del proprio ambiente. Stessa cosa vale anche per gli oggetti: giochini e piccoli accessori del neonato e del cane o del gatto vanno tenuti separati, oltre che per questioni igienico-sanitarie anche per scongiurare eventuali atteggiamenti di competizione».

CANI E GATTI POSSONO DORMIRE NELLA STESSA STANZA DEL BAMBINO

Spazi separati, ma anche momenti condivisi, per esempio durante la nanna: «Cane e gatto possono tranquillamente dormire nella stessa stanza del bambino, anzi un ottimo modo per iniziare la convivenza tutti insieme potrebbe proprio essere quella di mettere la culla del bambino da una parte del lettone dei genitori e l’animale dall’altra, per fare in modo che l’animale non si senta escluso e accettino di buon grado la presenza del neonato».

NON LASCIARE IL BAMBINO DA SOLO CON L’ANIMALE DOMESTICO

Una buona abitudine, che per la sicurezza del bambino è sempre bene seguire, è non lasciare mai che bambino e animale interagiscano da soli. «Ci deve essere sempre presente un intermediario che suggerisca al bambino che comportamenti avere. Spesso non è una questione di aggressività dell’animale: può succedere anche involontariamente, magari in un momento di gioco, che il bambino possa ferirsi. La supervisione di un adulto, quindi, è sempre da garantire. È importante poi che il bimbo venga educato al rispetto dell’animale e sui comportamenti da evitare».

CANI, GATTI E NEONATI: LE REGOLE DI IGIENE

Piccole ma fondamentali attenzioni devono essere seguite anche sul piano dell’igiene: «Lavarsi correntemente le mani o abituare il bambino a non accarezzare l’animale sul proprio letto possono essere le basi per una corretta convivenza», spiega Paola Scarpa, Professore Associato del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano.

COME COMPORTARSI SE L’ANIMALE LECCA IN FACCIA IL BAMBINO?

Nella vita di tutti i giorni, potrebbe anche capitare che il bambino riceva gli “affettuosi baci” dell’amico a quattro zampe o, sfuggito per un istante allo sguardo vigile dei genitori, metta le manine nella lettiera. Niente panico, come spiega la Dott.ssa Palestrini: «È sufficiente pulire accuratamente il bambino: difficilmente si corrono dei rischi. Quotidianamente i bambini, soprattutto quando gattonano, entrano a contatto con germi e batteri, quindi non bisogna allarmarsi».

CANI E GATTI, BENEFICI PER IL NEONATO

Comportamenti da seguire, attenzione all’igiene della casa e dell’animale domestico, condivisione degli spazi comuni sono tutti aspetti pratici nella gestione di una casa pet-friendly. Sul piano emotivo e delle possibilità di una crescita ricca di stimoli, vivere con un animale in casa presenta numerosi vantaggi per il bambino. «Crescere con un cane o un gatto è una bella opportunità per i bambini - spiega la Dottoressa Palestrini - perché è un’occasione per imparare a rispettare e a relazionarsi in maniera corretta con una specie diversa dalla propria. Vuol dire imparare a rispettare le esigenze di un altro essere vivente».

NEONATO E ANIMALI DOMESTICI: PESCI, CANARINI E CRICETI

Oltre che ai vantaggi strettamente legati ai processi relazionali e di empatia, moltissima letteratura scientifica dimostra che «I bambini che crescono insieme ad animali domestici sono meno soggetti a sviluppare allergie, quindi, vivere insieme a degli animali migliora anche il benessere fisico dei bambini», spiega la Dott.ssa Marzia Possenti, medico veterinario esperto in comportamento e in medicina e chirurgia di piccoli mammiferi esotici ed uccelli, Ambulatorio Veterinario Arca.vet. È molto importante dunque che i bambini entrino a contatto con gli animali che ci sono in casa, ma sempre con la supervisione dei genitori. Non solo nel caso di gatti e cani: le stesse attenzioni e accortezze vanno osservate anche quando si tratta di pesci, canarini o criceti. «Essendo degli animali molto piccoli e delicati, è preferibile che gli adulti siano sempre presenti durante le interazioni bambino-animale. Fino ai 3 – 4 anni i bambini hanno difficoltà a gestire la loro forza e non è raro che possano involontariamente fare del male al piccolo animale nel tentativo di afferrarlo, per esempio. A differenza del sentire comune anche i canarini e i criceti possono essere molto socievoli e anche dei tranquilli pesci in un acquario, con i quali ovviamente non si può interagire direttamente, possono essere uno stimolo interessante per il bimbo e un modo attraverso il quale scoprire comportamenti e abitudini di vita differenti».

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