Ricerche

6 buoni motivi per far crescere i bambini nel verde secondo la scienza

Di Sara De Giorgi
bimbinatura
22 Maggio 2019
Vivere vicino aree verdi, studiare in scuole con alberi e cespugli non distanti, passare tempo a contatto con la natura: tutti questi fattori consentono ai bambini di avere una migliore salute mentale e fisica. Ecco una serie di studi che dimostrano l'importanza di far stare i bambini vicino zone verdi.
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Esistono ottimi motivi per far trascorrere ai bambini molto tempo a contatto con la natura. Di seguito 6 ragioni sostenute dalla scienza per cui occorre sempre far capire ai nostri figli l'importanza degli spazi verdi.

 

 

1. I bimbi che vivono vicino a spazi verdi hanno meno disturbi mentali da grandi

 

 

I bambini che crescono in aree più verdi, ossia dove vi sono parchi, giardini, ecc., hanno un rischio inferiore del 55% - rispetto a quelli che invece vivono in zone con meno verde - di sviluppare disturbi mentali da grandi. Lo ha rilevato un nuovo studio portato avanti dall'Università di Aarhus, in Danimarca, che sottolinea la necessità di progettare città verdi e sane per il futuro.

 

Infatti, una parte sempre più grande della popolazione mondiale vive nelle città e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che oltre 450 milioni di persone al mondo soffrono di un disturbo mentale. Non solo: questo numero è destinato ad aumentare.

 

Recentemente, sulla base di dati satellitari rilevati dal 1985 al 2013, i ricercatori dell'Università di Aarhus hanno individuato la presenza di spazi verdi attorno a quasi un milione di case di famiglie danesi con bambini e hanno rilevato poi, in base a questi dati, l'effettivo rischio di sviluppare da grandi almeno uno di 16 diversi disturbi mentali. Dallo studio, pubblicato sulla rivista americana PNAS, è venuto fuori che i bambini circondati da elevate quantità di verde durante l'infanzia hanno un rischio inferiore del 55% di sviluppare un disturbo mentale, considerando ovviamente anche altri fattori come lo stato socio-economico, l'urbanizzazione e la storia familiare di eventuali disturbi mentali.

 

La ricercatrice Kristine Engemann, che ha guidato lo studio, ha affermato: «Abbiamo avuto l'opportunità di utilizzare una grande quantità di dati, presi da vari registri della Danimarca, relativi alla localizzazione residenziale e alle diagnosi di malattie mentali. Abbiamo poi confrontato questi dati con le immagini satellitari che rivelano l'estensione dello spazio verde che ha circondato ogni individuo in questione durante la crescita».

 

Secondo gli studiosi il rumore, l'inquinamento atmosferico, le infezioni e le cattive condizioni socio-economiche aumentano il rischio di sviluppare un disturbo mentale. Al contrario, altre ricerche precedenti hanno dimostrato che la presenza di un più vasto spazio verde crea una maggiore coesione sociale, aumenta il livello di attività fisica dei piccoli e migliora il loro sviluppo cognitivo. Questi sono tutti fattori che possono avere un impatto forte sulla salute mentale delle persone.

 

«La ricerca ha dimostrato che il rischio di sviluppare un disturbo mentale diminuisce progressivamente quanto più a lungo si è stati circondati da spazi verdi dalla nascita fino all'età di 10 anni. Stare a contatto con la natura durante l'infanzia è quindi estremamente importante», ha spiegato la Engemann.

 

 

2. A contatto con la natura i bambini sono più sereni

 

 

In un altro studio, pubblicato sulla rivista PLOS One, il gruppo di ricerca coordinato da Tanja Sobko ha voluto mettere in relazione il livello di "connessione con la natura" di centinaia di bambini con l'insorgere di eventuali disagi psicologici.

 

Svolto su 493 famiglie con bambini tra i 2 e i 5 anni, il test era modulato sul rilevamento di quattro voci: appagamento e empatia procurati dal contatto con la natura, responsabilità verso l'ambiente e consapevolezza della sua importanza.

 

Dalla ricerca è emerso che i bambini cresciuti in famiglie in cui questi temi erano molto più sentiti non solo erano più socievoli, ma dimostravano anche minori stress e iperattività e avevano basse probabilità di manifestare problemi comportamentali.

 

PER SAPERE DI PIU': I bambini più a contatto con la natura vivono meglio

 

 

3. Vivere nel verde migliora la memoria e l'attenzione nei bimbi

 

 

Secondo uno studio del British Journal of Educational Psychology i bimbi che vivono in quartieri con spazi verdi potrebbero avere una migliore memoria di lavoro spaziale.

 

La memoria di lavoro spaziale svolge un ruolo fondamentale nell'orientamento, nella registrazione delle informazioni del contesto in cui si è, ed è anche legata all'attenzione.

 

In particolare, 4758 undicenni inglesi: è emerso che chi vive in una casa con verde intorno, possiede una memoria di lavoro spaziale più sviluppata rispetto agli altri coetanei.

 

SCOPRI DI PIU': Vivere nel verde fa bene ai bimbi

 

 

4. Bimbi più bravi se vivono in scuole in mezzo al verde

 

 

Scuole che hanno alberi e piante nelle vicinanze aiutano gli studenti ad avere voti migliori. Infatti, l'aria inquinata non solo fa male ai polmoni ma anche al cervello: lo hanno spiegato gli specialisti riuniti a Milano per il Seminario Internazionale RespiraMi 3: Air Pollution and our Health organizzato dalla Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico e dalla Fondazione Internazionale Menarini.

 

Secondo gli esperti vivere e studiare in ambienti verdi, dove alberi e piante filtrano l'aria, è un antidoto perfetto allo smog. Nelle scuole più vicine a spazi verdi, l'apprendimento è migliore sin dalle primarie: la memoria e la capacità di attenzione ne traggono grande beneficio.

 

Se è certo che l'esposizione allo smog è dannosa per le capacità cognitive, c'è una maniera per proteggersi secondo Pier Mannucci, professore Emerito di Medicina Interna dell'Università degli Studi di Milano, che ha affermato: «Il verde purifica l'aria delle città intrappolando le polveri sottili, con un effetto positivo anche per il cervello».

 

 

5. Un'eccessiva presenza di cemento è dannosa per i bimbi

 

 

Vivere in aree con molto cemento fa male all'apparato respiratorio e agli occhi dei bambini. Lo hanno sostenuto alcuni ricercatori che hanno lavorato per un recente studio pubblicato sulla rivista Environmental Health a firma Cnr, Ingv, Arpa Emilia-Romagna e DepLazio.

 

Lo studio è stato svolto su 244 scolari e dai risultati è venuto fuori che i bambini che vivono in aree densamente cementificate hanno più sintomi legati a problemi oculari e fastidi generali, come cefalea e stanchezza.

 

 

6. I bambini a contatto con la natura durante l'infanzia hanno una migliore salute mentale da adulti

 

 

Secondo un nuovo studio condotto dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), istituzione sostenuta da "la Caixa", il contatto con la natura durante l'infanzia porterebbe ad avere una migliore salute mentale in età adulta. Infatti, secondo la ricerca, gli adulti che sono stati a stretto contatto con gli spazi naturali durante la loro infanzia avrebbero una salute mentale migliore di quelli che hanno avuto meno vicinanza.

 

L'esposizione ad ambienti naturali all'aperto è stata associata a numerosi benefici per la salute, tra cui un migliore sviluppo cognitivo e una migliore salute mentale e fisica. Lo studio, pubblicato sull'International Journal of Environment Research and Public Health, è stato realizzato nell'ambito del progetto chiamato PHENOTYPE con i dati di quasi 3600 adulti di Barcellona (Spagna), Doetinchem (Paesi Bassi), Kaunas (Lituania) e Stoke-on-Trent (Regno Unito).

 

Wilma Zijlema, coordinatrice dello studio condotto da ISGlobal, ha sottolineato che le conclusioni dell'indagine dimostrano l'importanza dell'esposizione dell'infanzia agli spazi naturali «per lo sviluppo di una personalità in grado di apprezzare la natura e di uno stato psicologico sano nell'età adulta». Attualmente, il 73% della popolazione europea vive in aree urbane con accesso spesso limitato agli spazi verdi e si prevede che tale numero aumenterà fino all'80% entro il 2050. «Pertanto, è importante riconoscere le implicazioni della crescita in ambienti con limitata esposizione alla natura», ha aggiunto.

 

«Molti bambini in Europa conducono uno stile di vita al chiuso, quindi sarebbe desiderabile rendere disponibili ambienti naturali all'aperto e sicuri», ha detto Mark Nieuwenhuijsen, direttore dell'iniziativa "Urban Planning, Environment and Health" di ISGlobal. Nella maggior parte dei Paesi, le attività in natura non sono una parte regolare del curriculum scolastico. Ha concluso dicendo: «Facciamo appello ai responsabili politici per migliorare la disponibilità di spazi naturali per bambini».

 

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