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Via libera all'assegno unico universale per i figli: che cosa è e come funziona

di Luisa Perego - 30.03.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Assegno unico universale: approvata la legge con 227 sì, 4 voti contrari e due astenuti. Vediamo in che cosa consiste e a chi spetta.

Assegno unico universale

Si attendeva per oggi l'ok definitivo del Senato per l'assegno unico universale per i figli.

Alla fine è stata approvata la legge con 227 sì, 4 voti contrari e due astenuti. Ma di che cosa stiamo parlando?

Si tratta di un assegno che, sarà valido fino ai 21 anni dei bambini e operativo dal 1° luglio con la Legge di Bilancio 2021. L'obiettivo della misura è mettere ordine tra le varie misure per la famiglia, tra bonus, assegni e detrazioni e concentrare le risorse in una soluzione unica, come avviene già in alcuni Paesi europei. 

A partire da luglio saranno previsti circa 200-250 euro al mese a figlio, come indicato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. I fondi a disposizione sono 20 miliardi tra fondi degli aiuti pre-esistenti e nuovi stanziamenti, ma potrebbero aumentare, ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti (Italia Viva).

"L'assegno unico e universale - ha spiegato la ministra - è un provvedimento che fa parte del Family Act e consiste in una quota che verrà data a ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, mese dopo mese, maggiorato dal terzo figlio e nel caso anche di bambini disabili. E' per tutti, e la quota dipenderà dal reddito, quindi le famiglie meno abbienti riceveranno di più, e le più ricche avranno solo una quota base". Inoltre, una norma transitoria preannunciata dalla ministra consentirà di non perdere il beneficio anche alle famiglie che hanno detrazioni fiscali per figli di oltre 21 anni.

Che cosa è e a chi è rivolto

L'assegno unico universale per i figli è un bonus che ogni mese i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, residenti in Italia da almeno due anni anche non continuativi, riceveranno per ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni, con una maggiorazione dal terzo figlio in poi e con un raddoppio della somma in caso di figli disabili. Dal diciottesimo anno d'età e fino al ventunesimo la quota dell'assegno sarà minore e potrà essere ricevuta direttamente dal figlio maggiorenne.

Ci sarà un carattere di universalità per tutti, con l'obiettivo che nessuno prenda meno di quanto non stia già prendendo adesso e si ipotizza che l'assegno unico universale possa valere intorno ai 200 euro, anche se la somma dipenderà dalle risorse in campo. In particolare, l'assegno per ogni figlio a carico verrà calcolato in base a tre fasce di reddito certificate dall'Isee. 

La misura non sarà rivolta soltanto ai lavoratori dipendenti, ma anche agli autonomi, ai liberi professionisti e ai disoccupati.

Le risorse iniziali che andranno a far parte dell'assegno unico universale verranno dalle misure che già esistono e che si estingueranno gradualmente (i vari bonus bebé, ecc.), mentre altri fondi potrebbero giungere dal Recovery Fund.

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