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Via libera all'assegno unico universale per i figli: che cosa è e come funziona

di Luisa Perego - 04.06.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Assegno unico universale: approvata la legge con 227 sì, 4 voti contrari e due astenuti. Vediamo in che cosa consiste e a chi spetta.

Assegno unico universale

Arriva l'assegno unico per i figli, approvato oggi per decreto dal Consiglio dei ministri. 

Alla fine è stata approvata la legge con 227 sì, 4 voti contrari e due astenuti. Ma di che cosa stiamo parlando? Per ora si tratta di un "assegno ponte" per sei mesi, erogato dal primo luglio al 31 dicembre alle famiglie con figli da zero a 18 anni. Poi dal primo gennaio 2022 diventa permanente e universale

Si tratta di un assegno che, sarà valido fino ai 21 anni dei bambini e operativo dal 1° luglio con la Legge di Bilancio 2021. L'obiettivo della misura è mettere ordine tra le varie misure per la famiglia, tra bonus, assegni e detrazioni e concentrare le risorse in una soluzione unica, come avviene già in alcuni Paesi europei. 

A partire da luglio saranno previsti circa 200-250 euro al mese a figlio, come indicato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. I fondi a disposizione sono 20 miliardi tra fondi degli aiuti pre-esistenti e nuovi stanziamenti, ma potrebbero aumentare, ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti (Italia Viva).

"L'assegno unico e universale - ha spiegato la ministra - è un provvedimento che fa parte del Family Act e consiste in una quota che verrà data a ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, mese dopo mese, maggiorato dal terzo figlio e nel caso anche di bambini disabili. E' per tutti, e la quota dipenderà dal reddito, quindi le famiglie meno abbienti riceveranno di più, e le più ricche avranno solo una quota base". Inoltre, una norma transitoria preannunciata dalla ministra consentirà di non perdere il beneficio anche alle famiglie che hanno detrazioni fiscali per figli di oltre 21 anni.

Che cosa è e a chi è rivolto

L'assegno unico universale per i figli è un bonus che ogni mese i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, residenti in Italia da almeno due anni anche non continuativi, riceveranno per ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni, con una maggiorazione dal terzo figlio in poi e con un raddoppio della somma in caso di figli disabili. Dal diciottesimo anno d'età e fino al ventunesimo la quota dell'assegno sarà minore e potrà essere ricevuta direttamente dal figlio maggiorenne.

L'assegno ponte è legato esclusivamente all'Isee fino a 50 mila euro e al numero di figli. L'importo massimo mensile è 167,5 euro per primo e secondo figlio, maggiorato del 30% dal terzo figlio in poi. E dunque l'importo massimo per famiglie con due figli raddoppia a 335 euro. Più che triplica a 653 euro con tre figli. L'importo cala al crescere dell'Isee. E si azzera con Isee oltre 50 mila euro.

In particolare, l'assegno per ogni figlio a carico verrà calcolato in base a tre fasce di reddito certificate dall'Isee. 

La misura non sarà rivolta soltanto ai lavoratori dipendenti, ma anche agli autonomi, ai liberi professionisti e ai disoccupati.

Requisiti per richiedere l'assegno

  • Cittadino italiano, europeo, extraeuropeo, titolare di diritto di soggiorno, di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo o per motivo di lavoro o ricerca di durata almeno semestrale.
  • Paga le tasse in Italia.
  • Residente e domiciliato in Italia con i figli a carico fino al compimento del 18esimo anno.
  • Residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi. Oppure titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno semestrale.
  • Il nucleo del richiedente deve essere in possesso dell'Isee.

Le risorse iniziali che andranno a far parte dell'assegno unico universale verranno dalle misure che già esistono e che si estingueranno gradualmente (i vari bonus bebé, ecc.), mentre altri fondi potrebbero giungere dal Recovery Fund.

Come presentare la domanda

La domanda si può presentare in via telematica a Inps o presso Caf e Patronati, secondo le modalità che Inps indicherà entro il 30 giugno 2021. L'erogazione dell'assegno decorre dallo stesso mese di presentazione della domanda e avviene mediante accredito su Iban del richiedente o mediante bonifico domiciliato, con l'eccezione delle famiglie beneficiarie di Reddito di cittadinanza. In caso di affido condiviso dei minori, l'assegno può essere accreditato in misura pari al 50% sull'Iban di ciascun genitore. L'assegno non concorre a formare la base imponibile dell'Irpef. In sede di prima applicazione, per le domande presentate entro il 30 settembre saranno corrisposte le mensilità a partire dal mese di luglio.

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