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Indennità per riposi giornalieri per padri e madri dipendenti

di Luisa Perego - 21.06.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
L'indennità per riposi giornalieri (o "allattamento") spetta alle madri e ai padri lavoratori durante il primo anno di vita del bimbo

In questo articolo

Indennità per riposi giornalieri / Permesso allattamento

"Esco prima perché ho il permesso allattamento". "Ma quindi fino a quanto dura il permesso allattamento?". "Anche io che non allatto al seno posso prendere l'allattamento?". "Che cosa è l'indennità di riposo giornaliero?". "Anche un papà può prendere l'allattamento?"

Che gran confusione. Si parla spesso del "permesso allattamento", molto meno dell'"Indennità per riposi giornalieri per padri e madri dipendenti". In realtà sono la stessa cosa, cioè, come si legge sul sito dell'Inps: "L'indennità per riposi giornalieri (cosiddetti "riposi per allattamento") spetta alle madri e ai padri lavoratori dipendenti a copertura dei permessi orari riconosciuti per la cura del bambino, durante il suo primo anno di vita ovvero durante il primo anno dall'ingresso in famiglia del minore in caso di adozione o affidamento".

Che cosa è e come funziona

Il riposo giornaliero spetta fino al primo anno di vita del bambino o, in caso di adozione o affidamento, entro un anno dall'ingresso in famiglia del minore.

Quante ore di riposo spettano?

Si ha diritto a:

  • due ore al giorno di riposo, se l'orario di lavoro è di almeno sei ore giornaliere
  • un'ora al giorno, se l'orario è inferiore a sei.
  • I riposi raddoppiano in caso di parto gemellare o plurimo e di adozione o affidamento di almeno due bambini, anche non fratelli ed eventualmente entrati in famiglia in date diverse.

Se si usufruisce di un nido o di altra struttura istituita dal datore di lavoro nell'unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa, i riposi si riducono della metà:

  • un'ora al giorno, se l'orario di lavoro è pari o superiore a sei ore;
  • mezz'ora al giorno, se l'orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore.

Retribuzione

La retribuzione è al 100%.

Chi ne può usufruire

Questa indennità può essere usufruita sia da mamme che da papà dipendenti, anche assicurati ex IPSEMA.

La madre o il padre devono avere un valido rapporto di lavoro in corso e il minore deve essere vivente.

Quando può fare richiesta il papà

I papà possono fare richiesta in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga per espressa rinuncia o perché appartenente a una delle categorie non aventi diritto ai riposi stessi.

"Non può, invece, richiederlo se la madre lavoratrice dipendente si trova in astensione obbligatoria o facoltativa oppure non si avvale dei riposi perché assente dal lavoro per aspettativa, permessi non retribuiti o pause lavorative per part-time verticale."

In caso di parto gemellare

I riposi sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere riconosciute al padre anche durante i periodi di congedo di maternità, o "nel teorico periodo di trattamento economico spettante alla madre dopo il parto, e di congedo parentale della madre".

Come e quando presentare la domanda

La domanda va presentata prima dell'inizio del periodo di riposo giornaliero richiesto. Come si legge sul sito Inps: "Per le lavoratrici e lavoratori assicurati ex IPSEMA, dipendenti da datori di lavoro che scelgono il pagamento delle indennità con il conguaglio CA2G, la competenza territoriale alla gestione delle pratiche dipende dalla residenza dell'assicurato. Se il datore di lavoro non utilizza il conguaglio CA2G, la competenza territoriale è determinata dalla circolare INPS 23 ottobre 2015 n. 173".

Come presentare la domanda

  • Lavoratrici dipendenti: devono presentare domanda esclusivamente al datore di lavoro, a eccezione delle categorie di lavoratrici aventi diritto al pagamento diretto da parte dell'INPS, che devono presentare la domanda anche alla sede INPS di appartenenza. 
  • Lavoratori dipendenti devono presentare la domanda sia al proprio datore di lavoro che all'Inps attraverso il servizio online dedicato o Contact Center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile o patronati.

Per approfondire:

Inps: indennità per riposi giornalieri

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