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Come aiutare i bambini a essere ordinati

Di Chiara Dalla Tomasina
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26 Giugno 2018 | Aggiornato il 05 Dicembre 2018
Daniela Faggion è l'autrice del libro "Tutto a posto! Come gestire al meglio i nostri spazi e la nostra vita" (Morellini Editore). L'autrice, dopo aver affrontato diverse tematiche su ordine e decluttering, in un capitolo in particolare si concentra sull'universo bimbi/ragazzi e su come aiutarli a essere ordinati. Dando utili consigli di gestione e organizzazione

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Per lei mettere a posto, più che una “rottura”, è una utilissima chance per fare ordine anche nella propria vita, eliminando il superfluo in favore di ciò che davvero ci serve e che amiamo. Daniela Faggion è l’autrice del libro Tutto a posto! Come gestire al meglio i nostri spazi e la nostra vita (Morellini editore), che Nostrofiglio ha intervistato con un’ottica più focalizzata sul mondo kids.

 

Simpatico, ironico ma allo stesso tempo saggio e pieno di dritte utili e semplici, il libro della giornalista bolognese, madre di due splendidi bimbi, renderà più facile la vita di tante altre mamme, alle prese con le camerette dei più piccoli della famiglia e i loro problemi di disordine.

Ecco alcuni dei suoi consigli.

 

1 - Coinvolgere i ragazzi

 

Sin dai loro primissimi anni, «i ragazzi possono essere coinvolti nell’organizzazione della casa a partire proprio dalla loro stanza», spiega l’autrice: insegnare loro come e dove sistemare libri, vestiti, giocattoli, colori e tutti gli improbabili tesori che riescono a raccogliere è l’investimento migliore che si possa fare per l’autonomia (e la serenità) di tutti.

 

2 - Uno spazio "dedicato" a loro

 

La stanza dei figli comincia la sua storia con una culla e un fasciatoio e, negli anni, si trasforma continuamente: arriva un lettino, magari torna la culla che poi diventa un altro lettino. I giocattoli diminuiscono o cambiano forma e le pareti ospitano poster, fotografie, opere d’arte create a scuola. «L’importante è che sia chiara la percezione di uno spazio dedicato», spiega la Faggion, «che i bambini trasformeranno di volta in volta a seconda delle loro passioni e inclinazioni, mentre per i ragazzi sarà il rifugio/pensatoio in una fase complessa della vita». 


Organizzare in maniera efficiente questo spazio «è un ottimo esercizio, per il quale va bene ispirarsi anche ai film: magari saremo un po’ meno rigidi della mamma ne Il Piccolo Principe di Mark Osborne (2015), che pretende di pianificare ogni giorno di vita della sua bambina fino all’età adulta, mentre troviamo una geniale sponda nel vecchietto del film Up (2009): quando deve riportare in quota la sua casa ma i palloncini sono pochi e sgonfi, non gli resta che liberarsi di ciò che apparteneva alla sua vita precedente per togliere peso e correre verso una nuova avventura. 

 

3 - L’importanza di una checklist


Facciamoci una domanda: di cosa hanno davvero bisogno i nostri bambini per la loro serenità e benessere? «Assicuriamoci che i piccoli abbiano a disposizione un letto pulito, una luce di sicurezza, contenitori per abiti e giocattoli», spiega la Faggion. Fra i tanti modi di organizzare tutti questi oggetti il più interessante sembra quello teorizzato da Maria Montessori, che punta all’autonomia del bambino. Secondo la pedagogista marchigiana «dobbiamo offrire al bambino un ambiente che egli sia in grado di utilizzare da solo: una piccola panchetta-lavatoio, un cassettone con cassetti che può aprire, oggetti di uso comune che può manipolare, un piccolo letto in cui può dormire la notte sotto una bella coperta che può piegare e stendere senza aiuto». 

 

4 - Tutto a misura di bambino


Al bambino bisogna fornire «un ambiente in cui possa vivere e giocare; così lo vedremo lavorare tutto il giorno con le sue mani e aspettare con impazienza di spogliarsi da solo e sdraiarsi sul suo lettino». Il concetto che sta alla base è che tutto sia “a prova e misura di bambino”: letto molto basso, semplice da rifare e da cui non cadere; giocattoli e materiali suddivisi e accessibili; libri facili da raggiungere e da riporre una volta letti.

 

5 - Semplicità


Poche cose ma armoniose: su questo dobbiamo puntare secondo la Faggion. Se è vero che fino a una certa età non si deve forzare la mano sull’eliminazione di pupazzi, si può per esempio prevenire il loro accumulo: possiamo essere espliciti con i parenti per limitare l’arrivo di giocattoli non graditi in occasione di feste e compleanni e possiamo abituare i nostri figli a condividere quello che non usano più con chi saprebbe ancora apprezzarlo.