EQUA RIPARTIZIONE

Come riuscire a ripartirsi bene i compiti con il partner

Di Lorenzo Bordoni
uomofaccendedomestiche
12 Maggio 2016 | Aggiornato il 23 Luglio 2018
Negli Usa vanno forte le liste per dividersi gli impegni, in Europa meglio puntare su un approccio meno rigido. Ce ne parla la mamma e imprenditrice Francesca Panzarin, fondatrice di Womeconomics
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Io porto fuori la spazzatura, tu il cane. Un pomeriggio a giocare o fare i compiti col figlio va “compensato” con lo stesso numero di ore di pulizie in casa. Svegliarsi la notte perché il bambino piange? Un bonus. Niente mediazioni, niente trucchi, in famiglia tutto si divide fifty/fifty, metà a testa. È l'Equally Shared Parenting, una delle correnti di pensiero più in voga nelle giovani coppie americane. Con tanto di sito web in cui trovare schemi e consigli.


Le regole

Vostro marito non partecipa ai lavori di casa? Cercare di fargli accudire il figlio quando si ammala è un'impresa quasi impossibile? Provate a mettere delle regole, molto, molto rigide.

Sull'esempio di Amy e Marc, gli inventori dell'Equally Shared Parenting, organizzatevi in questo modo:

  • Scrivete tutte le attività su un foglio di carta, dividendole in base a queste categorie: finanze, cura del bambino, pulizie e tempo libero;
  • ogni giorno (o ogni settimana o mese, a seconda di come vi è più comodo) scrivete le singole attività che andrete a fare divise a seconda della categoria;
  • Assegnate un quoziente di “difficoltà” alle diverse attività (per esempio, stirare può valere 1, mentre fare il bagno al figlio 0,5);
  • Calcolate le ore necessarie per ogni attività e moltiplicatele per il coefficente (per esempio, 3 ore di stiraggio valgono 3 punti, mezz'ora di bagno al figlio 0,25);
  • A questo punto fate le opportune divisioni, facendo in modo che ognuno abbia esattamente il 50% delle incombenze.

Le attività sono tante e variegate, a pensarci bene. Sono incluse le riunioni con i maestri, il controllo dal pediatra, i regali di Natale, la pulizia dell'auto e le riparazioni in casa. Amy e Marc sono convinti che metterle nero su bianco aiuti tantissimo e nel loro sito online lo spiegano in modo molto accurato.


Tutto questo - sostengono - vi aiuterà a diminuire le tensioni in famiglia e ripartire equamente tutti i compiti, evitando che ci si rinfacci al partner ciò che si è fatto, perché è tutto scritto e sotto gli occhi di tutti.

 

Elasticità e buon senso


C'è chi però è più critico rispetto a questa soluzione: «Per gli Stati uniti, amanti dei bullet point (gli elenchi puntati) può andare bene ma per l'Europa, secondo la mia esperienza di mamma di un bimbo di 5 anni e imprenditrice, posso dire che è meglio trovare una mediazione di buon senso. Niente regole fisse, assecondando le proprie attitudini», spiega Francesca Panzarin, fondatrice di Womenomics e del coworking al femminile Piano C.

 

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Un esempio? «In casa cucina sempre mio marito, a lui piace e gli riesce meglio; io preferisco i piccoli lavori di manutenzione come cambiare le lampadine. Poi chiaro che su attività che nessuno ama fare come buttare l'immondizia si decide che il primo che esce la porta nel cassonetto». Tanto buon senso, dunque, e un pizzico di elasticità.
Coinvolgendo progressivamente anche i bambini nelle piccole incombenze quotidiane, rendendo così più forte il senso di appartenenza. «Quando si va a fare la spesa, gli adulti portano le buste più pesanti, una più leggera va bene per il figlio». Le regole, ovviamente, «valgono allo stesso modo per bimbi maschi e femmine».

Lo stato dell'arte

Uno studio americano pubblicato nel volume Fast-Forward Family, rivela che negli ultimi decenni il ruolo dei partner nella coppia è cambiato. Le donne quasi sempre lavorano e diventa importante cercare una parità anche nei lavori domestici, divisi dal rapporto in tre macro-aree:

  • mantenimento dell'ordine e della funzionalità di stanze e oggetti;
  • pulizia, bucato e cucina;
  • cura dei figli.

A che punto siamo? Gli uomini spendono più tempo sul primo punto (che include anche lavori di bricolage) e le donne hanno la prevalenza sugli altri due. La strada da fare, quindi, è ancora lunga.

 

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Il compagno giusto

Inutile dire che «aiuta molto che tipo di marito hai». Le generazioni nate negli anni '70-'80 hanno una sensibilità ed educazione diversa rispetto a quelle precedenti ed è quindi facile trovare un dialogo paritario e costruttivo, anche su questi temi. «Come diceva Amalia Ercoli Finzi, prima donna italiana laureata in ingegneria aeronautica, ci vogliono tre metalli per avere successo nella vita: salute di ferro, nervi d’acciaio, un marito d’oro».