Regole

Le regole del buon vicinato in presenza di bambini

Di Serena Roberti
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04 Gennaio 2016 | Aggiornato il 21 Settembre 2017
Se hai dei bambini piccoli, è bene che tu conosca le regole del 'buon vicinato'. Rumori e danni a cose o persone possono provocarti dei disagi, perfino sanzioni da pagare. Con l'aiuto di un avvocato abbiamo messo a fuoco quali problemi possono verificarsi e come comportarsi all'occorrenza.
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Quando in casa ci sono dei bambini, è bene sapere come gestire la questione ‘vicinato’ nel migliore dei modi. Si sa, i bimbi giocano, piangono, possono fare danni. Ma chi ha bimbi come si deve regolare? Come tutelarsi e comportarsi? Lo abbiamo chiesto all’avvocato Francesco Ceccatelli dello Studio Legale Associato B&C.

 

Quali sono le regole del buon vicinato quando si hanno bambini?

Ci si regola soprattutto in base al buon senso e all’educazione. Di solito un eventuale contenzioso può nascere da vertenze dovute a rumori, cause relative all’uso di parti comuni con particolare riferimento al gioco dei bambini in condominio, oppure procedimenti per i danni provocati dai bambini a cose o persone. Ovviamente, i genitori sono responsabili delle azioni compiute dai loro figli in quanto esercenti la potestà sugli stessi.

 

Chi ha bimbi, quindi, come si deve regolare per il rumore?

Per quanto riguarda il rumore, la materia è disciplinata dall’articolo 844 del Codice Civile che vieta le immissioni sonore che superino la normale tollerabilità avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Il fatto che un rumore sia percepito non significa automaticamente che sia intollerabile. Il superamento della soglia di tolleranza deve essere accertato da un tecnico: sono generalmente considerate vietate le immissioni rumorose che superano di tre decibel il rumore di fondo della zona di interesse.

 

Di solito il Regolamento condominiale prevede delle clausole che vietano ai condomini di porre in essere attività tali da arrecare disturbo agli altri negli orari destinati al riposo, normalmente la sera e il primo pomeriggio. I genitori devono attenersi alle clausole.

 

E per il gioco nelle parti comuni?

A norma dell’art. 1102 cod. civ.  “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”. I bambini sono dei condomini alla stregua di tutti gli altri e hanno pertanto diritto di poter giocare utilizzando gli spazi comuni.

 

Il regolamento può stabilire dei limiti ma generalmente non può dirsi vietato il gioco quando esso rispetti la destinazione d’uso degli spazi condominiali ovvero quando in ogni caso non arrechi disturbo agli altri.

 

In caso di danni arrecati a cose o persone cosa succede?

I genitori, oltre ad avere l’obbligo di vigilare sui minori, hanno pure quello di educarli e renderli responsabili. Per questa ragione opera la regola secondo cui “chi rompe paga”.

L’esistenza di polizze assicurative ad hoc a copertura dei danni causati dai figli è indicativa dell’attualità del tema.

 

Come ci si può comportare nel caso di vicini che si lamentano in continuazione anche quando non è chiaramente il caso? A chi rivolgersi?

Nel caso in cui le lamentele siano ingiustificate è consigliabile in primo luogo interessare della questione l’Amministratore di condominio o inviare ai vicini una comunicazione formale rappresentando le proprie ragioni e chiedendo la cessazione del loro illegittimo comportamento.

 

In difetto di accordo è possibile agire in giudizio per l’accertamento negativo della violazione contestata e, nei casi più gravi, per la condanna dei vicini al risarcimento del danno in quanto le lamentele immotivate configurano abuso del diritto.