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Che cosa significa avere una famiglia numerosa

Di Sara De Giorgi
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14 giugno 2018
Gigi De Palo e Anna Chiara Gambini sono genitori di ben 5 figli e hanno scelto di raccontare insieme la vita quotidiana nella loro famiglia nel libro appena uscito "Ci vediamo a casa - La famiglia e altri meravigliosi disastri", pubblicato da Sperling & Kupfer. Abbiamo intervistato Anna Chiara, che ci ha parlato del libro e della sua famiglia.

Desiderate fortemente una famiglia numerosa oppure già la avete? D'ora in poi potrete fare riferimento a una guida ispiratrice: si tratta del libro scritto da Gigi De Palo e Anna Chiara Gambini, genitori di ben 5 figli. Infatti, i due hanno scelto di raccontare insieme la vita quotidiana nella loro famiglia nel testo Ci vediamo a casa - La famiglia e altri meravigliosi disastri, uscito il 22 maggio e pubblicato da Sperling & Kupfer (pp. 216, euro 16). Gigi e Anna gestiscono anche la pagina Facebook Openfamiglia.

 

Il tema principale di Ci vediamo a casa è appunto la famiglia, nucleo meraviglioso nel quale si mescolano amore, crescita e spirito di squadra, ma anche fragilità e ansie. La società odierna mette a dura prova ogni comunità familiare e il libro scritto dalla coppia costituisce una riflessione interessante, ironica e attuale su tutti gli aspetti, piccoli e grandi, che costituiscono la vita quotidiana di genitori e rispettivi figli. Abbiamo intervistato la mamma Anna Chiara Gambini, che ci ha raccontato quali sono i temi principali del libro e ci ha spiegato cosa significa avere una famiglia numerosa al giorno d'oggi.

 

"Ci vediamo a casa – La famiglia e altri meravigliosi disastri": un libro sulla famiglia

"Ci vediamo a casa – La famiglia e altri meravigliosi disastri": un libro sulla famiglia

Anna Chiara Gambini ha raccontato che lei e suo marito spesso parlavano di famiglia prima ancora di scrivere insieme un libro. "Gigi si occupa di famiglia dal punto di vista istituzionale e professionale. Quando Sperling & Kupfer ci ha chiesto di scrivere un libro a due mani sulla famiglia, noi siamo stati molto contenti di accettare questa sfida. Nel testo non abbiamo voluto assumere atteggiamenti che potevano sembrare imposizioni di punti di vista: siamo convinti che la famiglia si racconti da sé. Noi volevamo parlare in modo poco didascalico e più ironico e il libro ha i nostri stessi toni".

 

"Tutti gli argomenti che affrontiamo nel libro nascono dal nostro vissuto, un po' come succede, ad esempio, quando nascono dei dibattiti su determinati temi nei social network. Confrontarsi riguardo alla propria esperienza è edificante, riporta all'autenticità".

 

Anna Chiara ha chiarito che lei e Gigi hanno scelto di raccontarsi adottando un particolare metodo: quello di partire dalla fotografia di un vissuto, sviluppando in seguito di temi vari quali l'educazione dei figli, le relazioni uomo-donna, ecc. "Abbiamo immaginato di guardare un album di ricordi, partendo dalla nostra famiglia".

 

 

Che cosa significa avere una famiglia numerosa al giorno d’oggi?

 

"Dal punto di vista organizzativo ed economico è una grande fatica. Noi abbiamo 5 figli e l'ultimo è nato con la Sindrome di Down. Lo abbiamo scoperto dopo la nascita e il bimbo è stato ovviamente accolto bene sia da noi che dai fratellini".

 

Anna Chiara racconta che l'Italia non è un paese che offre grandi risorse, che è difficile pagare le tasse, che mancano infrastrutture e che le scuole spesso non sono in buone condizioni. "Ciò pesa sulla società: le persone si sono disabituate a vedere famiglie numerose. E noi a volte sentiamo quasi di dare un po' fastidio, forse perché la nostra famiglia rappresenta qualcosa che tanti vorrebbero, ma che è difficile fare".

 

La scrittrice spiega che a volte coloro che hanno una famiglia numerosa sono additati come irresponsabili o "conigli", che non sanno ciò che la vita ha in serbo per loro. "Eppure io ai miei figli certe cose non le devo insegnare: hanno già nel DNA valori come la condivisione. Penso che sia più facile insegnare alcuni princìpi a bimbi che hanno fratelli piuttosto che a figli unici. E io parlo da figlia unica. Sì, a me è mancata una famiglia numerosa".

 

"Credo che viviamo in una società che rimpiange molto il fatto di poter avere più figli. Secondo me se potessero li farebbero tutti, ma questo mondo sta livellando i desideri delle persone, in particolar modo delle donne. In molti paesi d'Europa fare un figlio non vuole dire rinunciare alla carriera, anzi mettendo al mondo un bimbo le persone sentono di aver dato il proprio contributo al Paese. Invece qui non è così".

 

Gestire una famiglia è anche cercare il confronto

 

"Il nostro non è un manuale per genitori, ma un luogo in cui sentirsi a casa. Io penso che le famiglie in Italia soffrano molto di solitudine. I nuclei sono sempre più ristretti: le famiglie numerose non ci sono più. Anzi spesso si rompono proprio per isolamento e spesso le coppie pensano di aver toccato il fondo, quando invece magari non è vero. Parlare e confrontarsi aiuta molto: solo così ci si può rendere conto che i problemi sono gli stessi per tutti".

 

L'obiettivo del libro Ci vediamo a casa intende mettere a nudo le bellezze e le criticità della vita in famiglia. "Speriamo che possa essere un'occasione di confronto per molte persone. Siamo consapevoli che la cosa che conta di più è raccontarsi e confrontarsi".

 

 

Un messaggio per i genitori

 

Anna Chiara conclude affermando che, nelle famiglie numerose, la bellezza sovrasta la fatica. "Non mi aspettavo una famiglia di questo tipo, ma quando è arrivata anche io ho cambiato le priorità della mia vita. Ho iniziato a concepire la famiglia come un'avventura e non come un'impresa complicata. Se la si considera come una fatica, diventa molto più difficile. Con quest'ottica le cose assumono una prospettiva diversa, migliore".

 

In bocca al lupo a questa numerosa famiglia!

 

 

 

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