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Chi è davvero Jonathan Galindo?

di Sara Sirtori - 01.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Dopo la "Blue Whale" un nuovo fenomeno delle catene dell'orrore spopola su Whatsapp, Facebook, Instagram e Tik Tok. Il caso del suicidio a Napoli di un bambino di soli 10 anni ha gettato nel panico molti genitori. Facciamo chiarezza su questo fenomeno.

Jonathan Galindo: la challenge dell'orrore

Dopo "Blue Whale" Jonathan Galindo è il nuovo fenomeno social che indurrebbe atti di autolesionismo tra i più giovani. Il fenomeno fa discutere dopo la morte di un bimbo di 11 anni di Napoli.

Per comprendere l'accaduto, facciamo un passo indietro: 3 mesi fa la Polizia Postale aveva diffuso una serie di consigli per non cadere vittima di un tale "Jonathan Galindo", che chiederebbe l'amicizia a bambini e adolescenti su Instagram, Facebook e Tik Tok, mandando un messaggio privato e chiedendo se "vogliono giocare".

In realtà, dietro l'account si nasconde qualcuno che spingerebbe le sue vittime a intraprendere una serie di "sfide" che arriverano fino all'autolesionismo e al suicidio.

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Jonathan Galindo: da "Pippo umano" a leggenda urbana

I profili relativi a questo account ritraggono l'inquietante immagine di un "Pippo umano" creato in realtà diversi anni fa: nel 2012-2013 questa maschera compare in alcuni video sessualmente espliciti di un artista e videomaker americano conosciuto sui social come Dusky Sam, Sammy Catnipnik o Samuel Canini. 

Dal 2017, le immagini del "Pippo umano" si sono poi trasformate in quelle di Jonathan Galindo, ma il rinnovato interesse verso questa figura si deve al suo successo su Tik Tok di un utente registrato nell'autunno 2019 come jonathangalindo54.  Da quel momento in poi, si moltiplicano gli account con nomi simili a questo e il successo diventa planetario quando un influencer messicano di nome Carlos Name rilancia la storia del "Pippo umano" su Instagram, raccontando di averlo visto appostato fuori da casa sua, di notte.

Così Jonathan Galindo diventa così una leggenda urbana: chi manderebbe un messaggio a Galindo riceverebbe in cambio video inquietanti, spaventosi, e in qualche caso perfino la foto della propria casa ripresa dall'esterno, fingendosi abile stalker in grado di scoprire codici ip degli utenti.

Jonathan Galindo: un gioco mortale

Ma come si lega questo fenomeno web con la morte di un bambino a Napoli? Il piccolo è stato vittima di una challenge mortale?  Gli inquirenti hanno avvallato tale ipotesi per via dell'ultimo messaggio che il ragazzino ha scritto alla madre: "Mamma, papà vi amo ma devo seguire l'uomo col cappuccio".

La Squadra Mobile della Questura di Napoli che sta indagando ipotizza il reato di istigazione al suicidio. Secondo quanto si è appreso, l'undicenne è uscito dalla cameretta per andare in bagno intorno a mezzanotte. A letto, però, non è più tornato. Quando i genitori se ne sono accorti l'hanno cercato fino alla tragica scoperta: uno sgabello vicino alla ringhiera del balcone, il cellulare a terra e il corpo del piccolo giaceva esanime giù.

L'allarme lanciato dalla Polizia Postale

La Polizia Postale come pubblicato sulla pagina Facebook "Commissariato di PS On Line- Italia" il seguente post:

"Da qualche tempo sono comparsi sui social (Facebook, Twitter, Istagram, Tik tok, whatsapp, etc) alcuni profili fake denominati Jonathan Galindo, con la foto di una persona truccata da Pippo, il personaggio dei fumetti di Topolino.
Si tratta di più persone che, usando questo nome, vogliono spaventare bambini e ragazzi inducendoli a partecipare ad alcune sfide, attraverso l'invio di messaggi privati e link.

I contatti con nome Jonathan Galindo possono richiedere di compiere vari tipi di azioni come il procurarsi dei tagli sul corpo con la forma di lettere o numeri simbolici.
Al momento non si esclude che si possa trattare di un troll creato per spaventare i ragazzi e guadagnarsi popolarità attraverso la viralizzazione dei profili e delle immagini ma è anche possibile che, attraverso questo nome, soggetti adulti con cattive intenzioni cerchino un contatto con minori fragili e/o spaventati, con l'intento di agganciarli e manipolarli, magari anche per fini sessuali.
Alcuni ragazzi ritengono un vanto avere tra i contatti un account con quel nome: in realtà si tratta di un fake dietro al quale può nascondersi chiunque, anche chi rappresenta un pericolo reale".

Genitori: i consigli su come comportarsi

Il modo migliore per difendersi da questa minaccia, è quello di seguire fedelmente le indicazioni della Polizia Postale, la principale autorità nella lotta a questi fenomeni, ma anche nella loro prevenzione degli stessi.

  • Anche se il messaggio non è ancora arrivato a vostro figlio, parlategli del "fenomeno" Jonathan Galindo così che possa essere informato e preparato sul da farsi.
  • Indicate ai più piccoli che i messaggi inviati da sconosciuti devono essere ignorati e che le eventuali minacce ricevute in rete non debbono spaventarli ma indurli a chiedere il vostro aiuto immediatamente.
  • Consigliate ai bambini e ai ragazzi di non diffondere la notizia dell'esistenza di questi profili con l'idea che avere contatti con Jonathan Galindo sia un vanto: in realtà si corre il rischio di favorire l'accesso ai profili personali a sconosciuti di cui si ignorano le intenzioni.
  • È importante inoltre che i bambini e i ragazzi non aprano mai i link contenuti nei messaggi inviati da profili sconosciuti denominati con Jonathan Galindo: in molti casi in questo modo vengono inoculati virus o altri tipi di malware che incidono negativamente sul funzionamento dei supporti.
  • Se vostro figlio ha ricevuto un messaggio da uno o più profili denominati Jonathan Galindo, bloccate il contatto, raccogliete tutte le informazioni relative al tentativo (piattaforma su cui è avvenuto il contatto, nome dell'account, orario in cui è stato inviato il messaggio etc.) e fate una segnalazione a commissariatodips.it oppure recatevi in un ufficio di Polizia per sporgere una denuncia.

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