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BATTESIMO E CRESIMA

Come scegliere il padrino e la madrina

Di Alice Dutto
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14 Marzo 2017 | Aggiornato il 09 Aprile 2018
Madrina e padrino non devono solo soddisfare i requisiti del diritto canonico, ma è bene che siano scelti sulla base anche di altri requisiti, come ci ha spiegato don Marco Galli di Genova

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Spesso il momento della scelta del padrino e della madrina per il battesimo o per la cresima del proprio figlio rappresenta un momento critico, che può minare gli equilibri familiari. Abbiamo chiesto a don Marco Galli della Basilica di Santa Maria Immacolata a Genova qualche consiglio per una decisione consapevole.

 

1. Il ruolo del padrino e della madrina
Innanzitutto, c'è bisogno di una piccola premessa, chiarendo qual è la funzione di queste due figure previste dalla Chiesa Cattolica: «In una prospettiva di fede, ciò che si riceve nel battesimo, e poi nella cresima, è una nuova vita. È come se l'individuo nascesse un'altra volta e, dunque, avesse di bisogno di una nuova madre e di un nuovo padre. Qui si tratta di una nascita che simboleggia l'inizio del percorso alla fede e la Chiesa ha da sempre previsto delle figure che accompagnino e che aiutino i fedeli in questo cammino».

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Mentre il papà e la mamma sostengono il bambino nella vita di tutti i giorni, il padrino e la madrina lo fanno nel cammino della fede.
 

2. I requisiti previsti dal codice del diritto canonico
Prima di tutto, per poter essere padrini o madrine, le persone devono consegnare al parroco un'autocertificazione in cui dichiarano:

  • di avere più di 16 anni;
  • di essere stati battezzati e cresimati;
  • di fornire testimonianza di vita cristiana coerente.

«In più, alcune parrocchie, prima della cerimonia, prevedono due o tre incontri di preparazione al ruolo e al momento del sacramento».

3. I requisiti spirituali
Ai requisiti del diritto si abbinano anche quelli di buon senso. «È importante orientarsi su persone che condividano la fede, che cerchino di viverla nella loro vita, sia con le parole che con le loro scelte. Che possano quindi, in futuro, rappresentare un punto di riferimento per il piccolo, che potrà sentirsi libero di esporre a loro i dubbi che la vita pone».

Bisogna poi cercare una persona «che dia testimonianza con la propria vita e le proprie azioni di quanto sia bello essere cristiani. Questo aspetto è fondamentale per i ragazzi, soprattutto nella fase dell'adolescenza, quando hanno bisogno di cercare al di fuori dell'ambito familiare dei modelli attraverso cui completare la propria identità».

L'importante, dunque, è che la persona che i genitori scelgono come madrina o come padrino sia vicina e "accessibile" ai bambini. «Meglio quindi che non sia troppo in là con gli anni e che sia qualcuno che frequenta abitualmente la famiglia».

4. Il momento della Cresima
Oggi sono sempre più frequenti i battesimi e le cresime in età adulta, «In questi casi, i padrini e le madrine non cambiano». Ma se si tratta di bambini battezzati che, verso i 12 anni, si avviano verso la cresima, bisogna di nuovo pensare a chi meglio può interpretare questo ruolo.


«Qui sarà decisiva la partecipazione del ragazzo. Ecco che, in questo momento, la scelta del padrino o della madrina di cresima dovrà essere compiuta da lui insieme alla famiglia: sarà importante che scelga sempre una persona vicina, che diventi un punto di riferimento, soprattutto nel percorso di fede».
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