IL PROGETTO

Come spiegare il tumore ai bambini

Di Alice Dutto
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11 luglio 2018
Silvia D'Ovidio e Gabriella De Benedetta, psico-oncologhe, ci hanno raccontato il loro progetto “La malattia spiegata a mio figlio” e dato qualche consiglio per affrontare la malattia con i bambini

Ci sono genitori che tacciono la loro malattia ai figli, altri che non sanno da dove iniziare a parlarne. Da qui è partito il progetto “La malattia spiegata a mio figlio”, ideato e realizzato per le famiglie con un genitore malato dalle psico-oncologhe del Reparto di Ematologia Oncologica dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, Fondazione G. Pascale, Silvia D'Ovidio e Gabriella De Benedetta.

 

 

IL PROGETTO

 

Tutto è iniziato dieci anni fa: “ogni giorno entriamo in contatto con pazienti che hanno tumori del sangue, una patologia che spesso colpisce fasce giovani della popolazione. Quindi si tratta spesso di genitori di bambini piccoli, che ci chiedono aiuto per capire come comportarsi con i loro figli” raccontano le psico-oncologhe.

 

È per questo che hanno deciso di fare una ricerca per capire come i genitori comunicassero la loro malattia ai bambini: dalle parole che utilizzavano al momento e alla situazione in cui lo facevano. “Dai risultati del questionario ci siamo rese conto delle loro difficoltà e ci siamo chieste come poterli aiutare”.

 

 

 


Così nel 2015 hanno pubblicato, grazie alla casa editrice Marotta&Cafiero, il libro “Mamma Uovo” (appena ristampato), che è poi stato seguito dalla versione maschile “Papà Uovo”.

 


“Si tratta di favole illustrate da Sergio Staino, strumenti che in maniera delicata aiutano gli adulti a raccontare e spiegare ai bambini la malattia ematologica o oncologica e gli effetti collaterali della chemioterapia – spiegano le autrici –. I proventi verranno poi utilizzati per creare una libreria nel reparto, che sia accessibile a tutti i pazienti ricoverati e ai loro familiari”.

 

A supporto dei libri, le professioniste hanno realizzato anche un cartone animato, che può essere utilizzato insieme ai libri, come strumento per avvicinare i bambini ai concetti di malattia e cura.

 


 

 

COME SPIEGARE LA MALATTIA AI FIGLI

 

Ma quali sono i punti importanti per i genitori che affrontano un momento così delicato?

 

 

1. Non mentire

 


“Spesso nel nostro percorso di psicologhe abbiamo incontrato mamme e papà ammalati che, nella convinzione di proteggere i loro figli, hanno deciso di non parlargli della loro malattia. Il problema è che i piccoli se ne accorgono lo stesso". Questo perché percepiscono le tensioni degli adulti "e vivono direttamente i cambiamenti nella quotidianità della famiglia o nella fisicità dei loro genitori dovuti al loro male”.

Se nessuno gli spiega cosa sta succedendo, “cercheranno da soli delle spiegazioni chiudendosi in se stessi e sviluppando fantasie catastrofiche che possono avere conseguenze anche molto serie”.

 


 

 

2. Dare delle spiegazioni veritiere

 

insieme al proprio partner

 

scegliendo quindi il momento e la situazione giuste

 

le parole più corrette da utilizzare

 

prepararsi insieme agli psicologi del reparto

 

 

 


 

 

3. Coinvolgere i bambini fin dall'inizio

 

“È importante dire la verità ai bambini fin dai primi accertamenti. Si può dire al piccolo che si stanno facendo degli esami per cercare di capire se c'è qualcosa che non va, rassicurandolo che i dottori si prenderanno cura del suo papà o della sua mamma nel modo migliore”.

 


 

 

5. Usare i giusti strumenti

 

Strumenti che possono essere utili anche se i figli sono più grandi. “I libri possono essere usati anche con i

 

preadolescenti

 

e

 

adolescenti

 

: essendo realizzati nel linguaggio del fumetto in genere li apprezzano molto”.

 

bisogna lasciare i piccoli liberi di fare qualunque domanda