condivisione ruoli

Una condivisione dei ruoli è possibile: ecco come

Di Jessica Bordoni
affection
15 Dicembre 2016
Per i genitori è importante spartirsi i compiti in modo equo e condiviso, evitando litigi davanti ai figli. La psicologa Anna Oliverio Ferraris ci offre molti preziosi consigli per risolvere le incomprensioni e rendere più efficiente la gestione familiare
Facebook Twitter Google Plus More

Si sente spesso parlare di condivisione dei ruoli, ossia di un’equa suddivisione dei compiti da parte dei due genitori all’interno del ménage familiare. Renderla effettiva però non è facile, anche perché il modello di famiglia è molto diverso da quello del passato, così come gli impegni e il tempo a disposizione.

LEGGI ANCHE: Il metodo dell'Equally Shared Parenting

 

In passato i ruoli erano distinti e antitetici

«I fattori in campo sono numerosi e ogni nucleo familiare costituisce un mondo a sé», premette la psicologa Anna Oliverio Ferraris, che ha all’attivo moltissimi libri e articoli scientifici sull’infanzia e sull’età dello sviluppo. «Un tempo vigeva una divisione netta delle mansioni a carico del padre e della madre, senza nessuna possibilità d’interferenza o sovrapposizione. Alla figura materna era richiesto di badare agli aspetti domestici, come preparare i pasti, portare i figli a scuola e seguirli nei compiti; mentre la figura maschile era correlata all’autorità e alla disciplina». In un certo senso possiamo parlare di due posizioni antitetiche e complementari: la madre era intesa come colei che accudiva e coccolava, mentre il padre colui che puniva e faceva rispettare le regole.

 

La comunicazione tra i genitori fa la differenza

Oggi, anche grazie al progressivo raggiungimento delle pari opportunità e all’aumento del lavoro femminile, la divisione uomo-donna appare decisamente più sfumata e c’è una maggiore intercambiabilità nello svolgimento delle faccende di casa e famiglia. «Perché la condivisione dei ruoli sia efficace, però», spiega la psicologa, «è fondamentale che i coniugi comunichino costantemente fra loro. Il confronto permette di evitare che uno dei due sia oberato di cose da fare rispetto all’altro».

 

 

Le proprie attitudini sono il punto di partenza

A volte la spartizione avviene spontaneamente, ma più spesso è necessario trovare dei compromessi. «Nella distribuzione dei compiti si può partire dalle proprie inclinazioni e attitudini personali. Se uno dei due genitori è particolarmente bravo ai fornelli, potrà occuparsi della cucina; se è abile con i numeri potrà seguire gli aspetti amministrativi, come le bollette e le spese».

PER APPROFONDIRE: Mamme, SOS stress: impara a chiedere aiuto

 

Venirsi incontro e non litigare in presenza dei bambini

In caso di screzi, vale la regola che non bisogna mai litigare davanti ai figli. «Può capitare che ci siano delle posizioni discordanti, ma è bene non alzare la voce alla presenza dei più piccoli, risolvendo a tu per tu le incomprensioni del caso. Bisogna evitare di prevaricare sull’altro e, al contrario, dimostrare una certa elasticità, sapendo anche rinunciare a qualcosa per andare incontro al proprio partner».