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Congedo parentale: come richiedere l'indennità con aliquota maggiorata?

di Ines Delio - 11.07.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'INPS ha aggiornato la procedura per la presentazione delle domande di congedo parentale con aliquota maggiorata: ecco come fare

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Congedo parentale con aliquota maggiorata: aggiornata la procedura per la domanda

L'INPS ha aggiornato la procedura per la presentazione delle domande di congedo parentale. Adesso è possibile richiedere la maggiorazione all'80% dell'indennità direttamente in fase di compilazione della domanda. È quanto ha comunicato l'Istituto stesso con il messaggio n. 2283 del 19 giugno 2024. Ecco le nuove indicazioni per ottenere il congedo parentale con aliquota maggiorata.

A chi è rivolto il congedo parentale?

Il congedo parentale spetta ai genitori lavoratori entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo, tra i due genitori, non superiore a dieci mesi, che possono arrivare a undici se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo, continuativo o frazionato, di almeno tre mesi. I periodi di congedo parentale possono essere fruiti dai genitori anche contemporaneamente.

Il diritto di astenersi dal lavoro spetta:

  • alla madre lavoratrice dipendente per un periodo di massimo sei mesi (continuativo o frazionato)
  • al padre lavoratore dipendente per un periodo di massimo sei mesi (continuativo o frazionato), che possono diventare sette in caso di astensione dal lavoro per un periodo di almeno tre mesi
  • al padre lavoratore dipendente, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a partire dal giorno successivo al parto) e anche se la stessa non lavora
  • al genitore solo (che sia il padre o la madre) per un periodo continuativo o frazionato di massimo 11 mesi; per genitore solo si intende anche il genitore nei confronti del quale sia stato disposto l'affidamento esclusivo del figlio

Ai lavoratori dipendenti che siano genitori adottivi o affidatari, il congedo parentale spetta con le stesse modalità, entro i primi 12 anni dall'ingresso del minore nella famiglia, indipendentemente dall'età del bambino all'atto dell'adozione o affidamento, e non oltre il compimento della sua maggiore età.

Congedo parentale: la maggiorazione prevista nel 2024

La Legge di Bilancio 2024 ha disposto l'aumento dell'indennità di congedo parentale dal 30% al 60% della retribuzione, per un'ulteriore mese, da fruire entro il sesto anno di vita del figlio, o entro sei anni dall'ingresso in famiglia del minore in caso di adozione o di affidamento, e comunque non oltre il compimento della maggiore età.

La normativa dispone che, solo per l'anno 2024, spetta un'indennità all'80% della retribuzione anziché al 60%. Il mese di congedo ulteriore si aggiunge alla mensilità che già prevedeva un'indennità all'80% della retribuzione, secondo quanto stabilito dalla legge di bilancio 2023. L'ulteriore mese indennizzato è uno solo per entrambi i genitori e può essere fruito in modalità ripartita tra gli stessi o da uno soltanto di essi.

Possono fruire dell'ulteriore mese di congedo alternativamente i genitori, lavoratori dipendenti, che terminano il congedo di maternità o di paternità obbligatorio successivamente al 31 dicembre 2023. Ricordiamo che per il 2025 l'importo del secondo mese scenderà al 60%.

Come fare domanda per il congedo parentale con aliquota maggiorata?

I lavoratori dipendenti possono presentare la domanda di congedo parentale e congedo parentale a ore, in via telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

  • tramite il portale web dell'INPS, accedendo con credenziali SPID, CIE o CNS
  • tramite il Contact Center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori)
  • tramite gli Istituti di Patronato

Per richiedere l'indennità con aliquota maggiorata, ossia l'elevazione della retribuzione al 60% o all'80%, è necessario spuntare con un 'SI' la nuova dichiarazione "Dichiaro di voler richiedere l'indennizzo con aliquota maggiorata" presente nella pagina "Dati domanda".

Inoltre, qualora la data del parto oppure la data ingresso in famiglia per affidamento/adozione ricada nel 2022, bisogna inserire almeno una delle seguenti date:

  • data ultimo giorno di congedo di maternità fruito come dipendente del settore pubblico o privato per il minore
  • data ultimo giorno di congedo di paternità alternativo fruito come dipendente del settore pubblico o privato per il minore
  • data ultimo giorno di congedo di paternità obbligatorio per il minore

La richiesta di indennità con aliquota maggiorata è possibile per i periodi di congedo parentale fruiti, a partire dal 1° gennaio 2023, dai genitori lavoratori dipendenti in relazione ai figli di età inferiore a 6 anni o entro 6 anni dall'ingresso in famiglia del minore in caso di adozione o affidamento, per i quali il periodo di congedo di maternità o paternità sia terminato successivamente al 31 dicembre 2022.

La procedura del congedo parentale con aliquota maggiorata

La procedura accoglie una pratica con una sola aliquota maggiorata tra quelle applicabili in base alla decorrenza e al periodo richiesto:

  • 80% primo mese (come previsto dalla Legge di Bilancio 2023)
  • 80% ulteriore mese (come previsto dalla legge di Bilancio 2024 solo per l'anno in corso);
  • 60% ulteriore mese (come previsto dalla legge di Bilancio 2024 dal 2025 e se non fruito nel 2024)

I periodi che non possono essere interamente indennizzati con la stessa aliquota dovranno essere suddivisi.

L'applicabilità di ciascuna aliquota maggiorata viene valutata in base alle seguenti date:

  • data del parto/ingresso in famiglia
  • date presenti nel tab "Dichiarazioni" relative alla dichiarazione "Di voler richiedere l'indennizzo con aliquota maggiorata"
  • periodo della pratica

Prestazione sospesa per chi non ne ha diritto

Nel messaggio n. 2283 del 19 giugno 2024, l'INPS comunica anche che, nel caso in cui i genitori richiedano la maggiorazione all'80% senza averne diritto, l'Istituto provvederà a sospendere l'erogazione dell'indennità, compresa quella ordinaria al 30%, finché la domanda non sarà modificata. Di fatto, la procedura non indennizza automaticamente con l'aliquota base al 30%, ma chiede di rimuovere tale richiesta dal tab "Aliquota maggiorata".

Fonti

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