L'intervista

Valentina Vezzali: presto un altro figlio

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24 Febbraio 2009
"Il progetto di allargare la famiglia c’è. Mio figlio Pietro avrà un fratellino o una sorellina. Forse però dovrà aspettare un po’ perché ci sono anche i miei impegni sportivi da considerare”. La campionessa di scherma rivela a NostroFiglio i suoi progetti di mamma e atleta prestata momentaneamente allo spettacolo (attualmente la vediamo su Rai Uno a Ballando con le stelle).
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Da 11 anni è al primo posto nella classifica mondiale del fioretto femminile. Ha conquistato 5 ori olimpici (3 individuali, a Sidney, Atene e Pechino, e 2 a squadre) e 11 ori mondiali. Valentina Vezzali, 35 anni, è un vero “gigante” dello sport azzurro. Ottimista per natura (“per me il bicchiere è sempre mezzo pieno”), innamorata delle sfide - l’ultima che ha accettato è quella con la danza e per provare a vincerla ha deciso di partecipare alla trasmissione di Rai Uno Ballando con le stelle - quando sale in pedana è intransigente e determinata, combattiva e tenace. Nella quotidianità della sua vita in famiglia, però, a Jesi - la sua città natale, dove a poco più di 6 anni ha iniziato a tirare di scherma - appare molto più pacata, dolce, tenera. Soprattutto quando parla di suo marito (il calciatore Domenico Giuliano, che ha sposato nel 2002, n.d.r.) e di Pietro, il suo bambino, che a giugno compirà 4 anni.Era il viso di Pietro che campeggiava sulle magliette che Valentina indossava a Pechino, in allenamento e in gara. Era rivolto a Pietro il grido di gioia lanciato dopo la vittoria. Ed era per Pietro la medaglia d’oro riportata a casa dall’avventura olimpica. “Pietro è il perno intorno al quale ruota tutta la mia esistenza. I figli sono l’essenza della vita. E riuscire a crescerli con amore è la cosa più bella del mondo”.Sta usando il plurale: Pietro, allora, non è destinato a rimanere figlio unico…“Io ho due sorelle, mio marito due fratelli e una sorella. Siano cresciuti entrambi in famiglie numerose. E ci piacciono da morire”.Quindi anche voi state pensando di “allargare” un po’ la vostra…“Il progetto c’è. Pietro avrà un fratellino o una sorellina. Forse dovrà aspettare un po’, però, perché ci sono anche i miei impegni sportivi da considerare. Comunque, un altro bebè arriverà presto”.Che tipo di mamma è lei?“Molto (troppo!) apprensiva. Vorrei essere sempre vicina a mio figlio, per poter intervenire in caso di “pericolo”. A volte, poi, forse io e mio marito siamo un po’ troppo buoni. Ci rendiamo conto che in certi frangenti bisognerebbe essere più severi. Per vederci fare la faccia scura, però, Pietro deve davvero superare il limite”.E lui che bambino è?“È figlio di due sportivi e quindi non poteva che essere molto attivo. Non sta fermo un attimo. Salta e corre in continuazione. E poi è curiosissimo, vuole sapere tutto di tutto. Ha mille passioni. Prima i dinosauri, poi i Power Rangers, ora i Gormiti… Ciò che mi affascina di più, però, è vedere come potrebbe restare ore e ore a fantasticare con una cosa da nulla”. Che cosa vi piace fare insieme?“Giocare. È questa, ovviamente, la grande passione di mio figlio. E a me piace assecondarla perché con lui mi sento una bambina anch’io”. E con lo sport ha già avuto qualche contatto? Pensa sia già il momento per avvicinarlo a una disciplina particolare?“È la prima volta che penso allo sport in veste di mamma e quindi non ho molta esperienza. Durante l’inverno Pietro, come credo accada a tutti i bambini, si è ammalato spesso e fra una tosse e un raffreddore non restava molto spazio per lo sport. Ora, però, che è un po’ più cresciuto, credo che proverò a portarlo in piscina. E quest’estate, quando sarò al campo d’atletica per gli allenamenti, magari verrà con me. Ho visto che ci sono bambini anche molto piccoli che iniziano a correre. E come corrono…”.Come ha vissuto la gravidanza, con serenità o con qualche timore?“A parte le nausee, è stato un periodo bellissimo. Ho potuto finalmente fare una “vera” vita matrimoniale e io e mio marito eravamo sempre insieme. Ero serena, rilassata. Avevo un grande appetito. Leggevo molti libri e seguivo tutti i progressi che il mio piccolo stava compiendo per prepararsi a entrare nel mondo. I suoi primi movimenti mi hanno regalato sensazioni uniche e impagabili. Ciò che amavo di più fare, però, era parlare con lui. La mattina, appena sveglia, aprivo la finestra, così che la luce del sole potesse “accarezzarlo”, e poi iniziavo a raccontargli i miei pensieri, le mie emozioni...”.

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Lei è tornata in pedana ad allenarsi solo pochi giorni dopo la nascita di Pietro e, solo dopo pochi mesi dal suo arrivo, ha conquistato un’altra delle sue tante memorabili vittorie (il quarto oro mondiale, n.d.r.). Come riesce a conciliare il ruolo di mamma con quello di atleta? Entrambi sono piuttosto impegnativi…“Io non mi sento diversa da tante altre donne che, pur lavorando, non rinunciano ad avere una famiglia. Lo sport è il mio lavoro e mi piace tantissimo. Certo, quando sono lontana da casa non è facile stare senza Pietro. Sapere che è con mia mamma e con mio marito - e quindi in ottime mani - mi tranquillizza; ma la nostalgia rimane. Devo anche ammettere, però che, rispetto ad altri, il mio lavoro offre anche qualche vantaggio. Quando sono in famiglia, infatti, tutto il mio tempo è per Pietro e per nessun altro. A parte mio marito, naturalmente…”.Niente sensi di colpa, quindi?“Sì, ogni tanto li provo anch’io, ci mancherebbe. Ciò che mi aiuta a combatterli, però, è la convinzione che un domani, quando Pietro sarà grande, sarà fiero di quello che è riuscita a fare la sua mamma. Per ora, comunque, quello che faccio credo sia irrilevante per lui. Per il momento, io sono semplicemente la sua mamma. E per me è questa la cosa più bella del mondo”.Pietro non la segue mai?“Lo porto con me ai ritiri con la Nazionale. E anche a qualche gara in Europa. Pensare di portarlo troppo lontano, però, mi spaventa. Come ho già detto, sono una mamma molto apprensiva e credo che sia ancora troppo piccolo per affrontare un viaggio in un altro Continente”.Mamma, atleta e ora anche ballerina: come mai ha deciso di partecipare a Ballando con le stelle?“Ballare mi piace molto ma non ho mai saputo farlo. E così, da ragazzina, le poche volte in cui andavo in discoteca, facevo “tappezzeria”. Accettare di partecipare a questo programma è stata una sfida con me stessa: volevo dimostrami che, con l’impegno e la passione, si può ottenere tutto, anche riuscire a fare due passi di danza”.Ma lei lascerebbe lo sport per lo spettacolo?“Mi sono concessa questa breve parentesi, però in questo momento io sono un’atleta a 360° gradi e ho un obiettivo preciso da raggiungere: vorrei riuscire a vivere le Olimpiadi del 2012, a Londra, ancora una volta da protagonista. Poi, si vedrà…”.La televisione, lo spettacolo, il giornalismo: sono ambiti professionali che, in futuro, potrebbero interessarle oppure pensa di rimanere comunque legata allo sport?“Lo sport mi ha dato tantissimo e vorrei poter “contraccambiare” per tutto ciò che ho ricevuto. Per questo mi piacerebbe molto rimanere in questo contesto, magari nell’ambito delle politiche sportive, per fare qualcosa di concreto perché lo sport diventi realmente parte della cultura del nostro Paese e trovi sempre più spazio nelle scuole. Un altro sogno che ho è quello di far carriera in Polizia, il corpo cui appartengo e per il quale gareggio”.Dove dobbiamo prepararci a fare il tifo per lei?“Il primo appuntamento è con la Coppa del Mondo, che prevede un circuito di gare in Europa, Asia, America e Africa. A giugno, poi, ci saranno i Giochi del Mediterraneo. A metà luglio gli Europei. E a ottobre i Campionati del Mondo. Un passo alla volta, fino a Londra… Certo, al 2012 manca ancora parecchio. Per ottenere buoni risultati, però, bisogna prima costruire basi ben solide”.Nello sport così come in famiglia…“Certo”.Dove l’idea di “allargarsi” un po’ rimane, vero?“Sicuramente”.Prima o dopo le Olimpiadi?“Mah, chi lo sa… (ride). Nell’eventualità, comunque, ve lo farò sapere…”. di Antonella Galli