L'intervista

Monica Leofreddi: avrò un maschio e si chiamerà Riccardo

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03 Marzo 2009
“La gravidanza sta andando benissimo, tutto procede per il meglio. Come mi preparo al parto? È un nuovo timore, ma è mitigato dal fatto che è una cosa naturale, che le donne affrontano sempre”, dice la conduttrice televisiva, 43 anni, che racconta anche la sua esperienza di fecondazione assistita.
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Conduttrice e autrice, Monica Leofreddi attualmente lavora dietro le quinte come redattrice di “Insieme sul Due”, la trasmissione mattutina di Raidue. Tutto perchè aspetta il primo figlio, in arrivo a giugno. Romana, 43 anni, ha debuttato nel 1982 nei programmi sportivi delle reti private locali, per poi passare a “Unomattina”, a “La domenica sportiva”, ai “Cervelloni”. E' stata la protagonista di “L'Italia sul 2”, dal 2002 al 2007. Per stare vicina al compagno, il dentista Gianluca Delli Ficorelli, che vive a Roma, ha preferito lasciare Milano e tornare nella capitale per condurre “Piazza Grande” insieme a Giancarlo Magalli. E' rimasta fino a chiusura della trasmissione, nella primavera 2008, quando ha deciso di dedicarsi alla sua vita privata e alla maternità.

Come sta andando la gravidanza? “Benissimo, tutto procede per il meglio”

Sarai mamma a 43 anni, è più difficile diventarlo a questa età? “Ho sempre pensato che i figli vadano fatti da giovani, non sono una di quelle che sostiene che i bimbi si possono avere a tutte le età, non avrei mai pensato di aspettarne uno a 40 e rotti anni. La gravidanza dipende dal percorso di ognuno, l'età può essere solo un'aggravante. Io ho avuto seri problemi, mi sono trovata ad un bivio in cui avrei dovuto rinunciare per sempre e totalmente alla maternità oppure sostenere cure”

Come hai affrontato la gestazione? “Sono una persona migliore rispetto a dieci anni fa. Con gli anni non arrivano solo le rughe, ma una conosce meglio se stessa, ha fatto esperienze, non ha le ansie della gioventù. E' più facile rinunciare al lavoro e dedicarsi agli impegni della maternità senza la frustrazione di non dover seguire una carriera. Ero più pronta di qualche tempo fa”.

Che problemi ti sei trovata davanti prima di rimanere incinta? “E' stato durissimo. Venivo da esperienze di gravidanze andate male, non riuscivo a rimanere incinta. Sono stati traumi molto profondi. Per fortuna ho un rapporto solido e maturo di coppia: per avere un bambino ci voglio entrambi i genitori convinti della paternità e della maternità, non sempre coincidono queste volontà. Anche se sulla carta uno non desidera un figlio, ho constatato che molti diventano padri e madri eccezionali quando li hanno. Ma ci vuole il sostegno di entrambi per affrontare il percorso che ho fatto io”.

Sei ricorsa alla fecondazione assistita. Come è andata? “Sono rimasta sconvolta da quanti centri esistono e da come sono pieni di giovani. Uno si aspetta di incontrare solo le donne di quarant'anni disperate che vogliono un figlio. E invece sono stata sorpresa da quanto questo problema sia una realtà difficile, dolorosa e diffusa”.

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A quali sofferenze ti sei trovata davanti? “Intanto, le cure ormonali sono dolorose. E' come essere con il ciclo mestruale sempre e con i sintomi moltiplicati. Stai malissimo, in più c'è la delusione, il senso di fragilità psicologica, il fatto di vivere come un lutto ogni volta che non riesci a rimanere incinta. Si aggiunge anche la paura di non riuscire a superare questo percorso. Ti fai mille domande sul rapporto uomo e donna, sulla persona che hai accanto, se è quello giusto, se ti ama, se la possibilità di non riuscire ad avere un figlio tolga felicità alla coppia. L'amore però va al di là e se è forte resiste a tutto. Io ho avuto le mie crisi, ho allontanato Gianluca da me, stavo entrando in un meccanismo distorto. Al punto che siamo anche andati a fare terapia di coppia. E alla fine siamo usciti più uniti che mai”.

Come sono andati i primi mesi di gravidanza? “All'inizio provi ogni emozione possibile. Hai la paura di non andare avanti e la gioia di aspettare un figlio. Mi sono sentita come un fiore nel deserto, una rarità. E' percorso difficile alla mia età perchè coppie più giovani possono dire “andrà meglio la prossima volta”, possono avere molte più speranze. Io mi sono afferrata all'idea della gravidanza, avevo una felicità frenata dalle paure. Passati i primi quattro mesi, però, sono entrata in un periodo più tranquillo e sereno”.

Nascerà a giugno, come ti prepari al parto? “E' un nuovo timore, ma è mitigato dal fatto che sia una cosa naturale, che le donne affrontano sempre”.

Come si chiamerà il tuo bambino? “E' un maschietto e si chiamerà Riccardo, un nome tradizionale e solido, niente di troppo comune né di strabiliante originalità”.

Che mamma sarai? “E' la domanda da cento milioni. Non lo so, dico scherzando che finora ho educato solo i cani, con cui sono cresciuta. Probabilmente sarò una mamma di media severità e di enorme affettività”.

Come ti sei mantenuta fisicamente in gravidanza? “Ho avuto la fortuna di non andare in video in questo periodo, lavoro come autrice e redattrice a “Insieme sul 2”. Il video ingrassa sempre, anche quando una è magra, così è meglio stare dietro le quinte con il pancione. Fisicamente sto bene, ho mantenuto una alimentazione bilanciata e non mi sono ingrassata molto. Tanto che porto ancora vestiti non premaman”.

Hai qualche consiglio di bellezza per chi è in gravidanza? “Bah, penso a una dieta corretta e alle creme antismagliature, che sto usando anch'io”.

Quando tornerai in tv? “Quando mi vorranno. Anche se i primi mesi vorrei stare con Riccardo il più possibile. E' importante per il bimbo, ma soprattutto per la mamma. Così si crea la simbiosi giusta”.

Autore: Sonia Anselmo