Foto di un bambino... da favola

Un bambino da favola

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21 Gennaio 2014
L’artista californiana Sioin Queenie Liao ha immortalato il figlio Wengenn addormentato su sfondi fiabeschi, creando una rappresentazione fotografica dei sogni del bebè. Un collezione di oltre 100 fotografie in cui il riposo del bebè viene trasportato in un mondo incantato
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Sioin Queenie Liao è un’artista californiana di origine cinese che, ispirata dalla nascita del primo figlio nel 2002, ha iniziato a seguire le opere di Anne Geddes. E quando nel 2010 è nato il suo secondo figlio, Wengen, ha iniziato a sperimentare, creando sfondi fiabeschi sui quali ha fotografato il figlio addormentato, una sorta di rappresentazione fotografica dei sogni del bebè.

Ne è nata una collezione di oltre 100 fotografie, che la donna ha raccolto in un album, da poco terminato, chiamato "Wengenn in Wonderland", già pubblicato a Taiwan nella versione cinese, mentre quella inglese è di prossima uscita.

Guarda il video di presentazione di Wengenn in Wonderland

Visita la pagina facebook: Wengenn in Wonderland

“La fotografia – spiega la donna – è sempre stata la mia passione: inizialmente ero interessata agli scenari naturali, che mi hanno sempre affascinata. Ma quando, nel 2002, è nato il mio primo figlio, il mio interesse si è spostato sul mio prezioso piccolino: da mamma, infatti, amo le forme d’arte che abbiano i miei bambini come soggetto.

Quindi ho iniziato a fotografare il mio bimbo, traendo ispirazione dalle opere di Anne Geddes. Finché, nel 2010, dopo aver visto i lavori di Adele Enersen con la figlia addormentata, ho iniziato a sperimentare con idee simili fotografando Wengenn, il mio secondo figlio, che aveva tre mesi”.

E l’ispirazione, racconta la donna, le è venuta dalla sua infanzia: “Sono cresciuta amando le fiabe, e leggendo le mie preferite di continuo, e ancora, e ancora. E così ogni giorno, prima che Wengenn facesse il suo sonnellino, lo immaginavo come il protagonista dei miei episodi preferiti e creavo uno sfondo con abiti, animali di pezza e altri oggetti di uso comune in casa, esattamente come un pittore usa i suoi pennelli.

E quindi, non appena il mio bebè si addormentava, lo sistemavo al centro della scena che avevo creato e lo fotografavo, come se stessi riprendendo i suoi sogni all’interno di un mondo incantato e fatato”.

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