Genitori con le idee

laradiolina.it, una radio web tutta per bambini

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30 Giugno 2010
Dai classici dello Zecchino d'oro alle ninna nanne, dalle sigle dei cartoni più amati alla baby dance. E poi rubriche su salute, benessere, appuntamenti culturali per bambini e 'terapie' ad hoc per curare gli errori grammaticali. Basta sintonizzarsi su www.laradiolina.it
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Musica, innanzitutto, dai classici dello Zecchino d’oro alle ninna nanne, dalle sigle dei cartoni animati alla baby dance. Rubriche, sulla salute e il benessere, le curiosità del mondo e gli appuntamenti culturali, ma anche gli errori di grammatica, “curati”, come se fossero malattie, dalla “dottoressa grammatichina” a suon di filastrocche. E ancora, favole e barzellette.Una radio a tutti gli effetti, insomma. Anzi, “la” radio per eccellenza. Già, perché stando alle ricerche fatte dalle sue fondatrici, laradiolina.it è l’unica emittente radiofonica al mondo dedicata ai più piccoli. La programmazione, infatti, è costruita su misura per un pubblico di bambini, d’età compresa fra gli 0 e i 12 anni. Com’è nata? Da un’esperienza personale, come spesso accade per le idee più geniali.“Una mattina, in macchina per accompagnare i miei bambini a scuola e all’asilo, mi accorgo di non avere nessuno dei loro cd preferiti. Accendo la radio, allora, certa di trovare qualcosa di adatto. In realtà, però, non riesco a sintonizzarmi su nessuna stazione che trasmetta musica per i più piccoli. La sera, di ritorno a casa, casualmente capita la stessa cosa a mio marito. Ne parliamo a cena e, incuriositi, decidiamo di fare qualche ricerca. E così, ci rendiamo conto che esistono radio dedicate a ogni genere musicale e ai più svariati argomenti. Nemmeno una, però, che si rivolga solo ai bambini. È allora che nella nostra mente - in contemporanea… - si accende una lampadina. Visto che non c’è, perché non la facciamo noi?”. Sorride Mariafrancesca Ferrara, 38 anni, avvocato milanese nonché mamma di Federico e Camilla, 8 e 4 anni, mentre ricorda com’è nata l’avventura de laradiolina.it.“Nessuno di noi era esperto del settore e quindi avevamo bisogno di coinvolgere qualcuno che avesse le competenze tecniche necessarie per rendere concreta la nostra idea. Abbiamo “arruolato” parenti, amici e conoscenti. E nell’ottobre del 2008 siamo andati in onda. O meglio, in Rete” continua Manuale Torre, amica e collega di Mariafrancesca e, insieme a lei, socia fondatrice.In rete? Sì, non avremmo potuto realizzare una radio in FM, perché l’acquisto delle bande per la trasmissione del segnale è molto costoso, nell’ordine di milioni di euro. Allora, visto che ormai Internet è uno strumento alla portata di tutti, abbiamo pensato a una web radio e abbiamo creato un portale (www.laradiolina.it) attraverso il quale, cliccando sul nostro logo, si va in onda. E si ascoltano musica, favole, filastrocche e consigli 24 ore su 24.Che cosa vi è servito per partire? I computer, naturalmente. Poi, ci siamo dovuti appoggiare a una società di hosting che “ospita” il nostro sito in un server web e lo rende accessibile online agli utenti, facendo in modo che il flusso di dati e informazioni sia costante e non ci siano problemi di connessione.Da un punto di vista economico, l’investimento iniziale è stato di circa 100mila euro. A questi vanno aggiunti circa 40mila euro di gestione annuale, che servono per coprire le spese correnti, come per esempio l’acquisto delle licenze per poter trasmettere i brani musicali.Per ora, è tutto auto finanziato dai soci, sia in termini economici che professionali. Per il futuro, però, ci auguriamo di trovare qualche sponsor. Anche per poter contare su un po’ d’aiuto concreto. Ci piacerebbe avere qualcuno che, insieme a noi, si occupi a tempo pieno della radio.Quanto tempo dedicate a laradiolina.it? Le cose da fare sono tante, perché il progetto corre su due binari paralleli, quello radiofonico e quello del sito. Bisogna occuparsi della programmazione musicale e della realizzazione delle rubriche, ma anche della gestione amministrativa e degli aspetti burocratici. Il tempo non basta mai e, potendo, ne servirebbe molto di più. Per noi è un vero e proprio secondo lavoro. Anzi, spesso passiamo senza soluzione di continuità da una telefonata di carattere legale a una mail in cui diamo indicazioni su eventi a misura di bambino. Siamo due equilibriste, sospese fra legge e musica…E in cambio di tanto impegno? Tante soddisfazioni. Siamo orgogliose di avere ascoltatori non solo in Italia ma in tutto il mondo, dall’Europa al Canada, passando per il Sud America e il Giappone. E felicissime di accorgerci che i nostri piccoli fans crescono continuamente. Riceviamo molte mail di mamme che ci raccontano di come ormai laradiolina.it sia il “loro” sito preferito. I bambini ci chiedono di trasmettere le canzoni che amano di più o, magari, di mandare in onda gli spettacoli che realizzano a scuola e all’asilo.Avete un pubblico di piccolissimi: come li tutelate dai pericoli di Internet? Il nostro è un sito protetto, che ha ottenuto anche il patrocinio della Polizia Postale delle Comunicazioni. Chi naviga nel nostro portale non può “uscire” né avere contatti con altri luoghi della Rete. Detto questo, però, crediamo che nel confronto fra i più giovani e l’universo virtuale la prima garanzia di sicurezza sia la presenza attenta dei genitori. Quali progetti avete per il futuro? Speriamo di poter contare presto su una redazione. Il nostro obiettivo è di rendere laradiolina.it un punto di riferimento per i bambini e per i genitori. Continueremo sempre a trasmettere musica, ma vorremmo anche crescere come spazio di formazione e informazione.E poi, abbiamo un sogno che ci piacerebbe realizzare. Vorremmo poter “entrare” con la nostra radio in tutti i luoghi dei bambini. Le scuole, gli asili, le ludoteche e le strutture sanitarie. Quanta compagnia può fare la musica a un bimbo malato, magari costretto a letto in ospedale. La strada è lunga, perché la burocrazia spesso non aiuta. Non, però, non ci arrendiamo. E per il momento siamo felici che le nostre note arrivino anche ai bimbi de “La casa di Pinocchio”, la ludoteca del reparto pediatrico dell’ospedale di Arezzo.
Hai un'idea luminosa? Ecco dove informarsi sui finanziamenti pubbliciHai un’idea che ti piacerebbe realizzare ma ti serve un aiuto economico? Esiste la possibilità di ottenere finanziamenti a fondo perduto, indirizzati, per esempio, all’imprenditoria femminile e a quella giovanile; o, ancora, all’innovazione tecnologica e alle attività creative e innovative. Per verificare se vi sono bandi operativi, visita il sito della tua Regione e della tua Provincia (www.regioni.it), della Camera di Commercio della tua città (www.camcom.gov.it, www.unioncamere.gov.it) e quello dell’Unione Europea (http://europa.eu/).
Di Antonella Galli

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